Scusi, ha visto il nuovo Montalbano?
L'accezione è troppo ampia e quindi bisogna restringere. Come si farà ora senza nuove avventure tv del Commissario? Primo, c'è un tentativo evidente di mantenere tutto in ambito famigliare. Da un lato, da qualche anno vanno già alla grandissima gli episodi de Il giovane Montalbano (Michele Riondino protagonista), spesso assai azzeccati, a volte deliziosi, e con numeri d'ascolto simili alla serie originale. Secondo, spostandosi di produzione, lo stesso Luca Zingaretti ha promosso e mandato in porto (partenza col botto) la moglie Luisa Ranieri vicequestore a Bari in Lolita Lobosco e insomma, è ovvio, la suggestione del Montalbano al femminile (e di un certo livello) ha inevitabilmente dilagato.
Montalbano, la nuova indagine in tv: 'Il metodo Catalanotti' - clip in anteprima
Ma è chiaro che il resto del mondo freme. E quindi sbucano commissari come funghi e per ognuno di loro ecco il titolo pronto (appunto "Il nuovo Montalbano"). Lo si è speso anche per Il commissario Ricciardi di Maurizio De Giovanni, in onda attualmente e interpretato da Lino Guanciale. Eppure si tratta di un introverso poliziotto nella Napoli degli anni 30. E però non è così semplice resistere alle tentazioni, Ricciardi è assai solitario, irrisolto su molte cose e soprattutto scritto da un autore - De Giovanni - che, rispettate tutte le distanze possibili ed evitato l'assembramento, è l'unico che per quantità produttiva e grande furbizia nell'entrare nello spirito detto "fiction di Rai 1" può richiamare vagamente il leggendario Camilleri.
Il punto è che, essendo Montalbano una sintesi strepitosa dei migliori poliziotti letterari mai apparsi, basta un nonnulla per aggiungere un particolare, una caratteristica a un nuovo personaggio e convincere subito mezzo mondo che è arrivato il nuovo Montalbano. Puoi anche metterci un poliziotto di Trento pieno di capelli, giovane e magari fanatico della tecnologia, ma basta far entrare una scena in cui è al ristorante a mangiare pesce e viene subito il prurito alle mani e qualcuno urlerà al cielo: il nuovo Montalbano!
Montalbano, la nuova indagine del commissario in 'Il metodo Catalanotti'
È tratto da 'Il metodo Catalanotti', uno degli ultimi romanzi di Andrea Camilleri pubblicato nel 2018, il nuovo film della saga di Montalbano, diretto e interpretato da Luca Zingaretti, che da oltre vent'anni interpreta il commissario televisivo. Tutto ha inizio con la morte di Carmelo Catalanotti, assassinato con una pugnalata nel petto, ma quest’ammazzatina presenta subito qualcosa di strano. Accanto a Zingaretti ritroviamo Cesare Bocci, Peppino Mazzotta e Angelo Russo nei ruoli dei fidati Mimì Augello, Fazio e Catarella, e Sonia Bergamasco è Livia. Nel cast anche Marina Rocco, Monica Dugo e Greta Scarano, una giovane collega che farà perdere la testa al commissario. Una produzione Palomar con la partecipazione di Rai Fiction. In onda in prima visione su Rai1 lunedì 8 marzo
La salvezza starebbe nel lasciare appunto il ricordo alle fiction direttamente derivate e al loro (roseo) destino: e provare a guardare oltre l'orizzonte. Quest'anno torna il Rocco Schiavone di Marco Giallini e qui nessuno si è mai permesso di fare accostamenti (anche se quell'aria malinconica, quel disincanto...). Per non parlare del ritorno (stagione 8, prima o poi) de L'ispettore Coliandro di Carlo Lucarelli, altri pianeti (anche se quel senso dell'umorismo...). Per non dire del pericoloso e pericolante esperimento fatto con L'Alligatore di Massimo Carlotto. Ma guarda caso sono tutte fiction, anzi serie, destinate ad altre reti.
Se si cerca, magari con la lanterna, il nuovo Montalbano, è inteso che si deve parlare di Rai 1 e di milioni e milioni di spettatori appresso. La sfida è aperta: ma c'è anche qualcosa che ci dice che forse, forse, una storia come quella di Vigata non ci sarà davvero mai più: e forse è meglio così. Così come è meglio non tornare mai nelle fiction dove si è stati felici.