"Non so che mi è preso, ma da un po' di tempo mi commuovo. Mio figlio Diego ha cambiato a scuola e mi sono scese le lacrime. Le emozioni mi travolgono" racconta Serena Rossi, che si commuove ma quando ride, ride anche con gli occhi. A 37 anni ha portato in televisione un personaggio accogliente e rassicurante, un'assistente sociale di un consultorio nel cuore di Napoli.
La seconda stagione di Mina Settembre di Tiziana Aristarco, liberamente ispirata dai romanzi di Maurizio De Giovanni, inizia il 2 ottobre su Rai 1. La ragazza di buona famiglia col cappottino rosso ("è come se avessi un riflettore puntato addosso, senza non sono nessuno"), che si p…
"Non so che mi è preso, ma da un po' di tempo mi commuovo. Mio figlio Diego ha cambiato a scuola e mi sono scese le lacrime. Le emozioni mi travolgono" racconta Serena Rossi, che si commuove ma quando ride, ride anche con gli occhi. A 37 anni ha portato in televisione un personaggio accogliente e rassicurante, un'assistente sociale di un consultorio nel cuore di Napoli.
La seconda stagione di Mina Settembre di Tiziana Aristarco, liberamente ispirata dai romanzi di Maurizio De Giovanni, inizia il 2 ottobre su Rai 1. La ragazza di buona famiglia col cappottino rosso ("è come se avessi un riflettore puntato addosso, senza non sono nessuno"), che si prende cura della vita degli altri - meno della sua - stavolta, almeno all'inizio, una scelta la fa. Torna col marito magistrato Giorgio Pasotti, mentre col ginecologo interpretato da Giuseppe Zeno terrà corsi di educazione sentimentale/sessuale nelle scuole. L'attrazione, si capisce, non è morta. "Quindi hai deciso di abbandonare il tamarro?" sintetizza la madre, la geniale Marina Confalone, che parte in crociera lasciando la figlia all'abbraccio affettuosissimo della zia Marisa Laurito, new entry con Antonia Liskova, nel ruolo di una psicoterapeuta.
Quanto c'è di Mina in lei?
"Tanto. La sento molto vicina, ci metto tanto di quello che sono: l'umanità, l'attitudine napoletana di accogliere l'altro, che è una filosofia di vita, l'ironia. Secondo me piace perché ha la capacità di ascoltare le persone; Mina rassicura e prova a dare fiducia ai giovani, che dopo il lockdown vivono un momento di smarrimento. Anche a me piace conoscere le storie degli altri".
Chiacchiera con tutti?
"Ovunque e con chiunque. Il momento preferito è quando vado a fare la spesa. Il mio compagno Davide mi rimprovera affettuosamente: 'Serena, sei andata a comprare il pesce e sei rimasta due ore a parlare, ma che vi siete detti?'. Mi incuriosisce la vita degli altri. La prima cosa che ho fatto a scuola di mio figlio, è stata invitare al bar le altre mamme: "Andiamo a fare colazione dopo che abbiamo accompagnato i bambini?, così ci conosciamo".
Si aspettava questo successo? Anche le repliche sono andate bene.
"Ho imparato a non aspettarmi niente. Ma quando Tiziana Aristarco mi ha fatto vedere la prima serata della prima stagione, ho pensato: questa storia può piacere alla gente. Mentre giri sai che il prodotto vale, ci metti l'amore ma non sempre basta. La soddisfazione più grande è stata veder crescere la serie puntata dopo puntata, col passaparola. Oltre ai sentimenti, Mina veicola valori importanti, per me fondamentali".
Quali?
"Per prima cosa la solidarietà. Viviamo in una società egoista, chiusa, che ha paura del diverso. Mina accoglie sempre, abbraccia gli altri perché non giudica. Sa che bisogna difendere la libertà di ognuno, è inclusiva al 100%, non esistono gli ultimi. Credo che questo abbraccio, questo calore, arrivi. Sono grata alla produttrice Paola Lucisano che mi chiamò dopo avermi visto nella fiction su Mia Martini".
La fiction da qualche anno è cambiata: è la rivincita delle donne?
"I titoli vincenti hanno tutti come protagoniste le donne: Imma Tataranni, Mina, Lolita Lobosco. Prima eravamo mogli, fidanzate, figlie, amanti, il nostro ruolo era sempre da coprotagoniste. Invece oggi in tv le donne, ognuna in modo personale, tutte meravigliosamente normali, imperfette, hanno il loro spazio. Vanessa Scalera è straordinaria, ironica, affiatata con Massimiliano Gallo, che adoro. Ho iniziato con lui".
Lei recita, canta, conduce: nessuna intenzione di scegliere?
"La cosa più bella che mi dicono è: sei un'artista completa. Ho faticato per difendere questa libertà, voglio fare tutto. Ci sono un sacco di ragazzi pieni di talenti e non è giusto incasellarli in una sola cosa. Spero di essere un modello".
Ha detto che le piacerebbe andare a Sanremo: ci sono novità?
"Ho pazienza, fiducia e non ho fretta. Sono qua. E' il mio sogno da quando sono bambina, non so quando succederà ma spero che mi chiamino".
Ora che farà?
"Devo doppiare Beata te di Paola Randi, film Sky original in cui interpreto una regista teatrale, single, che ha fatto tanta gavetta e sta per debuttare a Roma con uno spettacolo molto importante. La sera del quarantesimo compleanno si presenta un tizio che dice di essere l'Arcangelo Gabriele, interpretato da Fabio Balsamo dei Jackall, fa l'Annunciazione: "Sono qui per farti avere un figlio" e lei entra in crisi. E' una commedia ironica e emozionante, racconta la libertà di ogni donna di poter scegliere cosa fare della propria vita: se realizzarsi attraverso la maternità o no".