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'Spazio 1999', l'odissea di Base Luna a Lucca Comics & Games

Una scena di 'Spazio 1999'. Da sinistra a destra:  Barbara Bain, Barry Morse, Martin Landau e Roy Dotrice
Una scena di 'Spazio 1999'. Da sinistra a destra:  Barbara Bain, Barry Morse, Martin Landau e Roy Dotrice 
Le Aquile di una delle prime serie di fantascienza europee arriva alla fiera del fumetto e dei giochi, con l’anteprima del 29 ottobre. Dal giorno successivo, tutte e due le stagioni, in hd, con audio restaurato e nelle versioni italiana ed inglese, approderanno su RaiPlay
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Tredici settembre 1999, una esplosione in un deposito di scorie nucleari sulla Luna, fa uscire il satellite dall'orbita della Terra. Per la Base lunare Alpha e i suoi occupanti, comandati da John Koenig inizia una odissea per il cosmo, che li porta in contatto con civiltà aliene (non sempre amichevoli) e forme di vita insolite. È questa, in breve, la trama di Spazio 1999, la serie culto anni 70, co-prodotta dalla Rai e dalla britannica ITC (oggi ITV) che torna ad appassionare gli affezionati e, senza dubbio, ne creerà di nuovi.

La prima puntata, Breakaway (Separazione) andata in onda in Gran Bretagna il 4 settembre 1975 e in Italia il 31 gennaio 1976, sarà proiettata in anteprima al Lucca Comics & Games sabato 29 ottobre alle 16.30, presso il Cinema Centrale. A partire da domenica 30 ottobre l’intera serie, in Hd, con audio restaurato e nelle versioni italiana ed inglese, approderà in esclusiva sulla piattaforma RaiPlay.

Le origini: 'I Thunderbirds'

La I stagione, porta la firma dei coniugi Gerry e Sylvia Anderson. I due produttori diedero vita nel 1964 a Thunderbirds, una serie TV con marionette che daranno inizio ad un genere, il Supermarionation, cioè Super Marionette Animation, una tecnologia elettronica di animazione che utilizza appunto marionette umanoidi. In Italia la serie sarà trasmessa dalla Rai solo nel 1975.

Arriva Ufo

I coniugi Anderson realizzano alla fine degli anni 60 anche un film di fantascienza, Doppia immagine nello spazio (1969), con attori in carne e ossa. Ma il successo per il duo arriva diversi anni dopo con la serie tv interpretata da attori umani Ufo, prodotta tra il 1969 e il 1970 e trasmessa in una sola stagione (26 episodi) in UK dal 1970 al '73 e in Italia dal 1971 al 73. In seguito vennero montati cinque dei film direttamente dagli episodi già girati.

La lotta contro gli alieni

A capo di Shado, una organizzazione supersegreta che lotta contro alieni (molto) cattivi, c’è il comandante Ed Straker (Ed Bishop) che si ricorda per la frangetta biondo platino. Il colonnello Paul Foster (Michael Billington) è il suo amico e collaboratore principale. Le astronavi degli E.T. sono delle strane e letali piccole trottole che emettono un caratteristico ronzio metallico prodotto con uno dei primi sintetizzatori elettronici.

Tra le risorse a disposizione di Shado, c'è il sottomarino SkyDiver dotato dell’intercettore aereo SkyOne e i tre intercettori (dotati di un unico missile) che sono su Base Luna. Le donne di questo avamposto sono diventate famose per i caschetti viola dei loro capelli e la loro avvenenza. Ed è proprio da Base Luna che i coniugi Anderson svilupparono i loro progetti futuri.

Da 'Ufo' a 'Spazio 1999'

Mentre in Europa e nel mondo la serie Ufo ebbe grande successo negli Usa non fu così, forse per la concorrenza di Star Trek che incontrava più facilmente i gusti dell’americano medio. Così Sylvia e Gerry proposero una nuova serie: Ufo 1999. Gli intercettori della vecchia serie diventano più grandi e vengono chiamati Aquile e più grande diventa anche Base Luna. Progetto che effettivamente, con il titolo Spazio 1999, i due riusciranno a mettere in cantiere qualche anno dopo, nel 1974, anche con la partecipazione italiana della Rai. E niente sarà più come prima.

L'odissea spaziale

Dopo l'esplosione che li ha lanciati lontano dalla Terra, Base Alpha e i suoi occupanti iniziano la loro odissea nello spazio che diviene il set dell’incontro con alieni e misteriosi mondi. Il tema di fondo è la ricerca di un nuovo pianeta su cui ricominciare a vivere.

Spazio 1999 fu prodotta in due serie entrambe di 24 episodi. La prima trasmessa nel Regno Unito dal 1975 al 1976 e nel 1976 in Italia. La seconda fu trasmessa nel Regno Unito dal 1976 al 1977, in Italia nel 1979.

'Spazio 1999', Martin Landau nei panni del comandante John Koenig e Barbara Bain, nel ruolo della dottoressa Helena Russell
'Spazio 1999', Martin Landau nei panni del comandante John Koenig e Barbara Bain, nel ruolo della dottoressa Helena Russell 
I protagonisti sono il comandante John Koenig (Martin Landau), la dottoressa Helena Russell (Barbara Bain, moglie di Landau), Alan Carter (Nick Tate), Sandra Benes (Zienia Merton), il professor Victor Bergman (Barry Morse), il vicecomandante Paul Morrow (Prentis Hancock).

I temi di fondo della prima serie sono profondi e filosofici, mentre nella seconda c'è una netta sterzata: il divorzio dalla moglie e la ricerca di capitale americano, per la continuazione della serie, portò Gerry Anderson ad una discussa collaborazione con lo statunitense Fred Freiberger. E tra le novità viene introdotto, ad esempio, il personaggio della mutante Maya (Chaterine Schell), che prese il posto del professor Bergman, deluse i fan. Ma il fascino del progetto rimane, nonostante alcuni appunti mossi nientemeno che da Isaac Asimov.

La critica (fanta)scientifica

In un articolo sul New York Times, il grande scienziato, scrittore e divulgatore avanzò ironicamente alcune obiezioni: una detonazione tale da scardinare la Luna dall'orbita terrestre frantumerebbe il satellite stesso causando un'incredibile pioggia di detriti sulla Terra. E ancora: un universo popolato di sistemi tale da rendere praticabile tale viaggio sarebbe incandescente, data l'eccessiva vicinanza delle stelle. Per ovviare a questa obiezione, gli sceneggiatori fecero spesso ricorso a vari tipi di curvatura spaziale - come ad esempio il buco nero dell'episodio Sole nero - per rendere plausibile un trasferimento verso altre zone dello spazio. Asimov, comunque, apprezzò il soggetto e la qualità della serie.

"Negli anni Settanta un’intera generazione è cresciuta guardando Spazio 1999 - ricorda il direttore di RaiPlay e Digital Elena Capparelli - Siamo davvero felici che il pubblico di allora possa ritrovarla su RaiPlay, restaurata e anche in lingua originale ma anche che i più giovani possano scoprire questo cult assoluto della serialità televisiva fantascientifica e divertirsi a guardarla".

Effetti (molto) speciali

Grazie a questo recupero sarà nuovamente possibile apprezzare l’accuratezza degli effetti speciali realizzati dal team di Brian Johnson (che aveva collaborato con Stanley Kubrick a 2001: Odissea nello spazio), con la pregevole fattura di astronavi e veicoli in scala, il dettagliato arredamento degli interni e la progettazione delle astronavi Aquila, divenuti preziosi pezzi da collezionismo.

La colonna sonora

Sarà anche possibile riascoltare la colonna sonora composta da Vic Elmes e Barry Gray. Quest'ultimo aveva composto le musiche di Thunderbirds, Ufo e molti altri progetti degli Anderson. Altre musiche furono composte da Ennio Morricone per la versione cinematografica italiana del 1974. Per la seconda stagione fu chiamato invece Derek Wadsworth, mentre per l'edizione italiana la sigla fu composta dal duo Oliver Onions (Guido e Maurizio De Angelis) e si intitolava S.o.s. Spazio 1999.