ROMA – Lo stato di instabilità politica e sociale in tutta l’area del Sahel – Senegal, Mali, Mauritania, Niger, Burkina Faso, Ciad e Sudan – non fa che aumentare e produrre nuove stragi di civili. Lo segnalano diverse Organizzazioni Umanitarie, come INTESOS impegnate in diversi Paesi dell’immensa area che affraversa da Ovest ad Est l’intero continente africano, dall’Atlantico all’ oceano Indiano. Venerdì scorso, ad esempio, almeno undici civili nel Niger sono stati uccisi in un attacco compiuto da uomini armati vicino al confine con il Burkina Faso. Lo ha riferito una fonte dell'esercito nigeriano e confermato da diverse ONG.
Le numerose offensive. I terroristi, al volante di diverse motociclette, hanno fatto irruzione nei villaggi di Amara e Loutchi, che si trovano a circa 30 chilometri a sud-est di Bankilaré, nel comune di Mehanna, a circa 170 km dalla capitale Niamey, dove hanno attaccato i cittadini di quella località, uccidendo – appunto - undici persone. Secondo l’esercito nigerino, questa ennesima azione dei terroristi è il risultato delle molteplici offensive aria-terra che le forze di difesa e di sicurezza conducono da tempo contro di loro. Il settore Bankilaré è la parte della regione di Tillabéri situata nel Niger occidentale e vicino al confine con il Burkina Faso. Dal 2017 quest’area è tormentata da attacchi armati attribuiti a gruppi terroristici che operano nel Nord del Burkina Faso.