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Storia di una missione, il diario di bordo dalla Ocean Viking: “Angelo, comandante umano ”

Lo sguardo è quello di Valeria Taurino, direttrice generale di Sos Mediterranee Italia salita sulla nave umanitaria. Nei prossimi giorni racconterà i volti e le storie che si intrecciano tra i ponti e le onde del Mediterraneo. La terza è quella del capo spedizione

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#3 ANGELO, CAPO MISSIONE

Angelo è comandante della marina mercante di esperienza. Mi racconta che dopo 10 anni a bordo di mercantili “ho capito che quello che stavo facendo era solo utile a livello economico, ma non aveva nessun altro tipo di scopo, per cui sono uscito da quel mondo cercando qualcosa di diverso che fosse anche socialmente più utile”: dal 2020 lavora quindi su navi umanitarie.

A bordo della Ocean Viking, Angelo è Search and Rescue Coordinator (SARCO), ovvero il Capo Missione di SOS MEDITERRANEE, che sta sul ponte insieme al Comandante della nave. È Angelo che decide in che aree intervenire, è lui che si relaziona e si coordina con tutte le autorità marittime coinvolte, è lui che al momento di intervenire attiva la macchina del soccorso, annunciando in radio “All team, All team All team, Ready for rescue, Ready for rescue, Ready for rescue”.

Angelo è un leader inclusivo, accoglie e stimola il riscontro di tutti i membri del team. Nel patrol scorso ci sono stati momenti di tensione sul ponte tra alcuni sopravvissuti, lui è sceso dal ponte per gestire in prima persona la situazione e mostrare ai naufraghi e al suo equipaggio che lui c’era.

Quando gli ho chiesto qual è stata la situazione più difficile che si è trovato a gestire non mi ha risposto raccontandomi delle tensioni sul ponte tra i sopravvissuti dell’ultimo patrol, né dei salvataggi fatti in velocità a causa della presenza pressante e aggressiva della guardia costiera libica nell’area delle operazioni: questa per lui è ordinaria amministrazione, ha il sangue freddo del SARCO, ma anche la capacità di mostrarsi vicino al suo team e ai naufraghi. Una cosa molto difficile che però ha vissuto nella sua lunga esperienza e vuole condividere con me è il senso di inadeguatezza che ti può sorprendere anche nelle azioni più elementari:

“Una volta c’erano molte persone in acqua, e io dal ponte di comando non riuscivo a contarle. Un’azione che faccio sempre come contare le persone non riuscivo a farla. La mia incapacità in quel momento mi ha fatto riflettere sul fatto che anche le cose più semplici diventano complesse di fronte a delle persone in difficoltà che stanno affogando”.

Angelo non ha dubbi sul fatto che quello che sta facendo sia la cosa giusta. Quando gli ho chiesto se c’è una parte del suo lavoro che non gli piace ha risposto che “il salvataggio in mare è un obbligo giuridico, oltre che morale, e invece come SAR Coordinator mi trovo spesso a stare dietro a cavilli burocratici volti solo ad ostacolarci e criminalizzare l’attività di soccorso in mare: questo è molto frustrante”.

Ciò che invece ama di più del suo lavoro è “vedere le facce delle persone che iniziano a sorridere, finita la fase critica del salvataggio, quando capiscono che non sono più in pericolo, e allora iniziano a raccontarci le loro storie, ad aprirsi, perché finalmente siamo riusciti a restituirgli quella dignità che il mondo gli ha tolto”.

*Valeria Taurino è General Director presso SOS MEDITERRANEE Italia

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