ROMA - Nel nostro Paese il numero di minori in povertà assoluta potrebbe aumentare, e di molto, così come la dispersione scolastica, già al 13,5%. Nel mondo, ad esempio, un bambino su 3 è sulle soglie della povertà a causa della pandemia; la mortalità infantile rischia di crescere del 45%. Solo in Africa potrebbe morire di fame un bambino ogni 4 minuti. Comincia proprio oggi la nuova Campagna “Proteggiamo i bambini. Whatever it takes” di Save The Children per portare cibo, garantire istruzione e protezione a tanti bambine e bambini, in Italia e nel mondo, colpiti dal devastante impatto socio-economico della pandemia.
I volti noti a sostegno della Campagna. “E' necessario uno sforzo straordinario e coordinato da parte della comunità internazionale e dei governi per proteggere un’intera generazione di bambini”: è questo l’appello di Save the Children. Sono yanti i volti noti del mondo dello spettacolo e della cultura a sostegno della campagna. A partire dall’attore Cesare Bocci, Ambasciatore dell’Organizzazione, protagonista di un video molto emozionante girato in un teatro deserto. E con lui, Michela Andreozzi, Gianrico Carofiglio, Tosca D’Aquino, Claudia de Lillo, Chiara Francini, Caterina Guzzanti, LaSabri, Silvia Salemi, Syria, Tinto e Anna Valle, oltre ai principali allenatori di calcio, da Massimiliano Allegri ad Antonio Conte, da Paulo Fonseca a Gian Piero Gasperini, e ancora Simone Inzaghi, Stefano Pioli, Andrea Pirlo, Claudio Ranieri e Luciano Spalletti.
l'SMS per chi desidera partecipare al sostegno. Fino al 31 dicembre è possibile sostenere la Campagna inviando un sms al 45533 o chiamando lo stesso numero da rete fissa. Insomma, rischiano di diventare più poveri e vulnerabili, di essere privati di beni e opportunità essenziali per la loro crescita, di essere tagliati fuori dalla scuola e dalla possibilità di sviluppare capacità e competenze educative. Sono i milioni di bambini e bambine, in Italia e nel resto del mondo, che sulla loro pelle portano le ferite profonde e in molti casi indelebili delle devastanti conseguenze socio-economiche della pandemia da Covid-19.
I dati dell'esclusione dei minori nel mondo. A causa del Covid, 150 milioni di bambini in più, in tutto il Pianeta, rischiano di cadere in povertà entro la fine dell’anno: vuol dire che 1 minore su 3 al mondo potrebbe vivere senza cibo sufficiente e accesso a beni e servizi essenziali; 6,7 milioni di bambini sotto i cinque anni in più che potrebbero finire nella morsa letale della malnutrizione acuta e 426 bambini al giorno, 1 ogni 4 minuti, che solo in Africa rischiano di morire di fame entro la fine del 2020. Sono 80 milioni i bambini sotto l’anno di età in almeno 68 Paesi che potrebbero non avere più accesso a vaccini salva-vita e le morti infantili, nel mondo, potrebbero aumentare del 45%: una percentuale enorme se si considera che solo nel 2019 5,2 milioni di bambini sotto i cinque anni hanno perso la vita per cause facilmente curabili e prevenibili, come la malaria, la diarrea o la polmonite.
I numero di riguardano l'Italia. Anche in Italia, la povertà economica, seppure con altri effetti, non risparmia i bambini: l’aumento della disoccupazione stimato dal Fondo Monetario Internazionale per il 2020 al 12,7% e la conseguente riduzione della capacità economica delle famiglie rischiano di aumentare considerevolmente l’incidenza della povertà minorile, che già oggi colpisce più di 1,1 milioni di bambini. Un rischio che entro la fine dell’anno potrebbe far scivolare nella povertà assoluta 1 milione di minori in più e che va di pari passo con la crescente povertà educativa, che ha visto nel blocco delle attività un peggioramento sostanziale: basti pensare che l’ISTAT ha certificato che durante il confinamento 1 studente su 8 non possedeva un laptop per la didattica a distanza e più di 2 minori su 5 vivono in case prive di spazi adeguati per studiare. Inoltre da una rilevazione svolta da IPSOS per l’Organizzazione è emerso che 1 genitore su 10 ritiene di non potersi permettere l’acquisto di tutti i libri scolastici per il nuovo anno e 2 genitori su 10 di bambini 4-14enni, fra coloro che ne usufruivano negli anni precedenti, non possono più permettersi di pagare la retta della mensa scolastica.
L’allarme per una generazione. Save the Children diffonde oggi il suo nuovo rapporto. Una campagna grazie alla quale l’Organizzazione vuole fare ancora di più, dalle periferie italiane agli angoli più remoti del pianeta, per stare accanto ai bambini e alle loro famiglie dove la pandemia ha seminato lungo la sua strada nuove fragilità, che ora accomunano tutti i bambini del mondo. Fragilità da cui ora i bambini vanno protetti ad ogni costo, per non rischiare che un’intera generazione vada perduta. “I bambini non sono stati colpiti direttamente dalla pandemia – dice Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children - ma sulle loro vite e sul loro futuro si sono abbattuti e si stanno continuando ad abbattere gli effetti indiretti più gravi dell’emergenza Covid, un virus che si è imposto come un micidiale acceleratore di diseguaglianze".
Il diritto di una vita dignitosa. L’impatto dell’aumento della povertà, in Italia e nel resto del mondo In Italia, emerge dal nuovo rapporto di Save The Children, alla luce dell’impatto socio-economico del Coronavirus, la povertà assoluta minorile rischia di aumentare considerevolmente, andando ad ingrossare le fila dei 1.137.000 bambini (l’11,4% del totale) che già oggi sono privati dell’indispensabile per condurre una vita dignitosa. Il confinamento imposto nei mesi scorsi ha mostrato il lato più duro dell’impatto socio-economico della crisi sanitaria, impatto che rischia di protrarsi sul lungo termine senza adeguate politiche di resilienza. In base a una ricerca condotta dall’Organizzazione nel mese di aprile, più di 4 famiglie su 10 (46,7%) con bambini tra gli 8 e i 17 anni, nel nostro Paese, hanno visto ridursi le risorse economiche a causa del Covid, il 44,7% ha dovuto tagliare le spese alimentari, una su tre (32,7%) ha dovuto rimandare il pagamento delle bollette (37.1% al Sud, e 43.8% nelle Isole) e una su quattro (26,3%) anche quello dell’affitto o del mutuo.
Africa. Volgendo lo sguardo al resto del mondo, già prima dell’esplosione della pandemia 586 milioni di bambini vivevano in famiglie in situazione di povertà: un numero che per effetto della crisi dovuta al Covid potrebbe aumentare di 150 milioni entro la fine dell’anno in corso, portando così a oltre 700 milioni i minori in povertà, vale a dire circa 1 su 3 al mondo. E solo nell’Africa subsahariana, rileva il rapporto, tra i 22 e i 33 milioni di bambini in più potrebbero essere spinti verso la povertà estrema.
Asia. Fame, insicurezza alimentare e impossibilità di accedere alle cure mediche che potrebbero spingere 6,7 milioni di bambini sotto i cinque anni in più nella morsa letale della malnutrizione acuta, con più della metà dei casi (57,6%) concentrati in Asia e 1 bambino su 5 (21,8%) in Africa subsahariana.
In Bangladesh, ad esempio, il reddito delle famiglie è diminuito di oltre il 70% dall’inizio della pandemia, mentre in Africa 426 bambini al giorno, 1 ogni 4 minuti, rischiano di morire di fame entro la fine del 2020.
Mauritania, Niger, Nigeria e Ciad. In quattro Paesi dell’Africa occidentale – Mauritania, Niger, Nigeria e Ciad – circa 4,8 milioni di bambini sotto i 15 anni, sottolinea inoltre Save The Children, hanno bisogno di assistenza umanitaria urgente per poter sopravvivere e continuare ad andare a scuola, facendo segnare un incremento del 60% rispetto ai livelli pre-pandemia. Nella regione, infatti, l'accesso a cibo sano e nutriente sta diventando sempre più difficile, con la Mauritania che fa registrare un aumento allarmante del 460% del fabbisogno alimentare per sostenere la popolazione, il che vuol dire che la quantità di sostegno di cui ha bisogno una famiglia per le proprie esigenze primarie è più che quadriplicata. E anche il Niger e il Ciad si trovano in uno stato critico, con un aumento rispettivamente del 201% e del 155% del fabbisogno alimentare.
La mortalità infantile. A causa della riduzione di servizi sanitari essenziali e di routine, con 80 milioni di bambini sotto l’anno di età in almeno 68 Paesi che potrebbero non avere più accesso a vaccini salva-vita, le morti infantili, nel mondo, potrebbero aumentare del 45%: una percentuale enorme se si considera che solo nel 2019 5,2 milioni sotto i cinque anni hanno perso la vita per cause facilmente curabili e prevenibili, come la malaria, la diarrea o la polmonite.
Povertà edicativa e matrimoni precoci. I rischi connessi alla chiusura delle scuole e all’aumento della povertà educativa Rischi per la salute e per la vita dei bambini ai quali si ag Bambine e ragazze che devono rinunciare alla propria infanzia e che diventano grandi troppo presto. Solo nel 2020, sottolinea infatti l’Organizzazione, quasi 500 mila ragazze in più nel mondo potrebbero essere costrette al matrimonio forzato, prima di compiere i 18 anni di età e spesso con uomini molto più grandi di loro, per effetto delle conseguenze economiche della pandemia. E a queste si potrebbero aggiungere 1 milione in più di gravidanze precoci, che rappresentano la principale causa di morte per le ragazze tra i 15 e i 19 anni in tutto il mondo.
Abusi sessuali. Se una adolescente su 10 a livello globale, inoltre, era già vittima di stupro o violenza sessuale da parte del proprio marito o ragazzo prima del Covid-19, il coronavirus ha portato ad un aumento di questi casi e, per effetto della pandemia, si prevedono 2 milioni di casi di mutilazione genitale femminile in più nei prossimi 10 anni, soprattutto tra chi non ne ha ancora compiuti 14. Volgendo lo sguardo al nostro Paese, il rapporto di Save the Children registra un aumento dei casi di violenza domestica durante il confinamento, con un incremento del 73% delle chiamate da parte di donne al numero antiviolenza 1522. Delle richieste di aiuto ricevute, 1 su 3 era da parte di vittime con figli che, nel 64% dei casi hanno assistito alla violenza o l’hanno subita essi stessi.
Violenze domestiche. Violenze in casa, in molti casi proprio ai danni dei più piccoli, che nel resto del mondo, è la stima contenuta nel rapporto, potrebbero aumentare di 15 milioni ogni tre mesi di lockdown. L’intervento di Save the Children in Italia e nel mondo per rispondere all’impatto del Covid19 Sin dalle primissime fasi della pandemia, Save the Children ha messo in campo un vasto piano globale di risposta al Covid per proteggere i bambini, e le loro famiglie, dalle gravi conseguenze della crisi. Soltanto nei primi due mesi dall’inizio della risposta, con i suoi interventi in 88 Paesi al mondo, l’Organizzazione aveva già raggiunto 9,1 milioni di persone, di cui 4,3 milioni di bambini. In particolare, per contrastare il rischio di mortalità infantile amplificato dagli effetti del Covid, l’Organizzazione già a fine giugno aveva fornito trattamenti contro la malnutrizione acuta a 175 mila bambini sotto i 5 anni di età, ha garantito l’accesso all’acqua pulita a circa 482 mila famiglie e ha formato 73 mila operatori sanitari nelle comunità.
Malnutrizione e insicurezza alimentare. Allo stesso modo, per contrastare l’aumento della malnutrizione e dell’insicurezza alimentare Save the Children ha fornito aiuti materiali a 236 mila famiglie. L’Organizzazione si è quindi attivata per garantire il diritto allo studio dei bambini colpiti dalla chiusura delle scuole, raggiungendo 2,1 milioni di bambini con interventi di supporto alla didattica a distanza e fornendo supporto specifico ai Ministeri dell’educazione di 50 Paesi, così come supporto è stato fornito ai piani nazionali di risposta al Covid di 25 Paesi al fine di includere in essi le voci e i bisogni dei bambini. Infine, 99 mila bambini e 213 mila adulti hanno ricevuto supporto mentale e psicosociale.
I progetti di Save The Children in Italia. In Italia, all’indomani della diffusione de Covid-19, l’Organizzazione si è subito attivata con un programma straordinario di interventi grazie al quale sono stati raggiunti 75 mila tra bambini, famiglie e docenti in tutto il Paese, fornendo attività di sostegno alla didattica a distanza, provvedendo alla consegna di tablet e connessioni internet alle famiglie meno abbienti, offrendo forme di tutoraggio durante le attività didattiche e supporto psicosociale per assicurare un affiancamento specialistico a bambini, famiglie e scuole. Nella fase post-emergenza, l’Organizzazione ha quindi avviato il programma di intervento Riscriviamo il futuro con l’obiettivo di raggiungere, in Italia, 100 mila bambine, bambini e adolescenti e le loro famiglie con una serie di iniziative volte dare continuità all’apprendimento e all’acquisizione di competenze grazie all’appoggio di una rete territoriale che ha la scuola come fulcro essenziale.
Gli "Spazi Futuro". Nell’ambito del programma, con il sostegno di Fondazione Bolton Hope, sono stati quindi aperti gli “Spazi Futuro”, 90 spazi in quartieri disagiati che per tutta l’estate hanno offerto gratuitamente attività educative e ricreative. Inoltre, il contributo della Fondazione Bolton Hope ha reso possibile anche l'avvio di “Arcipelago educativo”, un progetto pilota innovativo di contrasto al learning loss, voluto e coprogettato da Save the Children e Fondazione Agnelli e realizzato con la collaborazione di una rete di partner territoriali.
Gli 8 centri educativi. In particolare, il progetto è stato realizzato in 8 centri educativi presenti in quartieri ad alto tasso di povertà educativa di Milano, Torino, Aprilia, Bari, Venezia-Marghera, Napoli Chiaiano, con l’obiettivo di favorire il benessere psicofisico di bambini e ragazzi, il consolidamento e il recupero di competenze di base e trasversali, la relazionalità tra pari e un più adeguato clima educativo in famiglia. Grazie alla rete di Save the Children contro la dispersione scolastica “Fuoriclasse in Movimento”, infine, più di 160 scuole sono affiancate da educatori esperti attraverso “laboratori per la ripartenza”, mirati a migliorare l’accoglienza, le possibilità di rielaborazione dei vissuti legati al confinamento e a rafforzare il gruppo classe.
I volti noti a sostegno della Campagna. “E' necessario uno sforzo straordinario e coordinato da parte della comunità internazionale e dei governi per proteggere un’intera generazione di bambini”: è questo l’appello di Save the Children. Sono yanti i volti noti del mondo dello spettacolo e della cultura a sostegno della campagna. A partire dall’attore Cesare Bocci, Ambasciatore dell’Organizzazione, protagonista di un video molto emozionante girato in un teatro deserto. E con lui, Michela Andreozzi, Gianrico Carofiglio, Tosca D’Aquino, Claudia de Lillo, Chiara Francini, Caterina Guzzanti, LaSabri, Silvia Salemi, Syria, Tinto e Anna Valle, oltre ai principali allenatori di calcio, da Massimiliano Allegri ad Antonio Conte, da Paulo Fonseca a Gian Piero Gasperini, e ancora Simone Inzaghi, Stefano Pioli, Andrea Pirlo, Claudio Ranieri e Luciano Spalletti.
l'SMS per chi desidera partecipare al sostegno. Fino al 31 dicembre è possibile sostenere la Campagna inviando un sms al 45533 o chiamando lo stesso numero da rete fissa. Insomma, rischiano di diventare più poveri e vulnerabili, di essere privati di beni e opportunità essenziali per la loro crescita, di essere tagliati fuori dalla scuola e dalla possibilità di sviluppare capacità e competenze educative. Sono i milioni di bambini e bambine, in Italia e nel resto del mondo, che sulla loro pelle portano le ferite profonde e in molti casi indelebili delle devastanti conseguenze socio-economiche della pandemia da Covid-19.
I dati dell'esclusione dei minori nel mondo. A causa del Covid, 150 milioni di bambini in più, in tutto il Pianeta, rischiano di cadere in povertà entro la fine dell’anno: vuol dire che 1 minore su 3 al mondo potrebbe vivere senza cibo sufficiente e accesso a beni e servizi essenziali; 6,7 milioni di bambini sotto i cinque anni in più che potrebbero finire nella morsa letale della malnutrizione acuta e 426 bambini al giorno, 1 ogni 4 minuti, che solo in Africa rischiano di morire di fame entro la fine del 2020. Sono 80 milioni i bambini sotto l’anno di età in almeno 68 Paesi che potrebbero non avere più accesso a vaccini salva-vita e le morti infantili, nel mondo, potrebbero aumentare del 45%: una percentuale enorme se si considera che solo nel 2019 5,2 milioni di bambini sotto i cinque anni hanno perso la vita per cause facilmente curabili e prevenibili, come la malaria, la diarrea o la polmonite.
I numero di riguardano l'Italia. Anche in Italia, la povertà economica, seppure con altri effetti, non risparmia i bambini: l’aumento della disoccupazione stimato dal Fondo Monetario Internazionale per il 2020 al 12,7% e la conseguente riduzione della capacità economica delle famiglie rischiano di aumentare considerevolmente l’incidenza della povertà minorile, che già oggi colpisce più di 1,1 milioni di bambini. Un rischio che entro la fine dell’anno potrebbe far scivolare nella povertà assoluta 1 milione di minori in più e che va di pari passo con la crescente povertà educativa, che ha visto nel blocco delle attività un peggioramento sostanziale: basti pensare che l’ISTAT ha certificato che durante il confinamento 1 studente su 8 non possedeva un laptop per la didattica a distanza e più di 2 minori su 5 vivono in case prive di spazi adeguati per studiare. Inoltre da una rilevazione svolta da IPSOS per l’Organizzazione è emerso che 1 genitore su 10 ritiene di non potersi permettere l’acquisto di tutti i libri scolastici per il nuovo anno e 2 genitori su 10 di bambini 4-14enni, fra coloro che ne usufruivano negli anni precedenti, non possono più permettersi di pagare la retta della mensa scolastica.
L’allarme per una generazione. Save the Children diffonde oggi il suo nuovo rapporto. Una campagna grazie alla quale l’Organizzazione vuole fare ancora di più, dalle periferie italiane agli angoli più remoti del pianeta, per stare accanto ai bambini e alle loro famiglie dove la pandemia ha seminato lungo la sua strada nuove fragilità, che ora accomunano tutti i bambini del mondo. Fragilità da cui ora i bambini vanno protetti ad ogni costo, per non rischiare che un’intera generazione vada perduta. “I bambini non sono stati colpiti direttamente dalla pandemia – dice Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children - ma sulle loro vite e sul loro futuro si sono abbattuti e si stanno continuando ad abbattere gli effetti indiretti più gravi dell’emergenza Covid, un virus che si è imposto come un micidiale acceleratore di diseguaglianze".
Il diritto di una vita dignitosa. L’impatto dell’aumento della povertà, in Italia e nel resto del mondo In Italia, emerge dal nuovo rapporto di Save The Children, alla luce dell’impatto socio-economico del Coronavirus, la povertà assoluta minorile rischia di aumentare considerevolmente, andando ad ingrossare le fila dei 1.137.000 bambini (l’11,4% del totale) che già oggi sono privati dell’indispensabile per condurre una vita dignitosa. Il confinamento imposto nei mesi scorsi ha mostrato il lato più duro dell’impatto socio-economico della crisi sanitaria, impatto che rischia di protrarsi sul lungo termine senza adeguate politiche di resilienza. In base a una ricerca condotta dall’Organizzazione nel mese di aprile, più di 4 famiglie su 10 (46,7%) con bambini tra gli 8 e i 17 anni, nel nostro Paese, hanno visto ridursi le risorse economiche a causa del Covid, il 44,7% ha dovuto tagliare le spese alimentari, una su tre (32,7%) ha dovuto rimandare il pagamento delle bollette (37.1% al Sud, e 43.8% nelle Isole) e una su quattro (26,3%) anche quello dell’affitto o del mutuo.
Africa. Volgendo lo sguardo al resto del mondo, già prima dell’esplosione della pandemia 586 milioni di bambini vivevano in famiglie in situazione di povertà: un numero che per effetto della crisi dovuta al Covid potrebbe aumentare di 150 milioni entro la fine dell’anno in corso, portando così a oltre 700 milioni i minori in povertà, vale a dire circa 1 su 3 al mondo. E solo nell’Africa subsahariana, rileva il rapporto, tra i 22 e i 33 milioni di bambini in più potrebbero essere spinti verso la povertà estrema.
Asia. Fame, insicurezza alimentare e impossibilità di accedere alle cure mediche che potrebbero spingere 6,7 milioni di bambini sotto i cinque anni in più nella morsa letale della malnutrizione acuta, con più della metà dei casi (57,6%) concentrati in Asia e 1 bambino su 5 (21,8%) in Africa subsahariana.
In Bangladesh, ad esempio, il reddito delle famiglie è diminuito di oltre il 70% dall’inizio della pandemia, mentre in Africa 426 bambini al giorno, 1 ogni 4 minuti, rischiano di morire di fame entro la fine del 2020.
Mauritania, Niger, Nigeria e Ciad. In quattro Paesi dell’Africa occidentale – Mauritania, Niger, Nigeria e Ciad – circa 4,8 milioni di bambini sotto i 15 anni, sottolinea inoltre Save The Children, hanno bisogno di assistenza umanitaria urgente per poter sopravvivere e continuare ad andare a scuola, facendo segnare un incremento del 60% rispetto ai livelli pre-pandemia. Nella regione, infatti, l'accesso a cibo sano e nutriente sta diventando sempre più difficile, con la Mauritania che fa registrare un aumento allarmante del 460% del fabbisogno alimentare per sostenere la popolazione, il che vuol dire che la quantità di sostegno di cui ha bisogno una famiglia per le proprie esigenze primarie è più che quadriplicata. E anche il Niger e il Ciad si trovano in uno stato critico, con un aumento rispettivamente del 201% e del 155% del fabbisogno alimentare.
La mortalità infantile. A causa della riduzione di servizi sanitari essenziali e di routine, con 80 milioni di bambini sotto l’anno di età in almeno 68 Paesi che potrebbero non avere più accesso a vaccini salva-vita, le morti infantili, nel mondo, potrebbero aumentare del 45%: una percentuale enorme se si considera che solo nel 2019 5,2 milioni sotto i cinque anni hanno perso la vita per cause facilmente curabili e prevenibili, come la malaria, la diarrea o la polmonite.
Povertà edicativa e matrimoni precoci. I rischi connessi alla chiusura delle scuole e all’aumento della povertà educativa Rischi per la salute e per la vita dei bambini ai quali si ag Bambine e ragazze che devono rinunciare alla propria infanzia e che diventano grandi troppo presto. Solo nel 2020, sottolinea infatti l’Organizzazione, quasi 500 mila ragazze in più nel mondo potrebbero essere costrette al matrimonio forzato, prima di compiere i 18 anni di età e spesso con uomini molto più grandi di loro, per effetto delle conseguenze economiche della pandemia. E a queste si potrebbero aggiungere 1 milione in più di gravidanze precoci, che rappresentano la principale causa di morte per le ragazze tra i 15 e i 19 anni in tutto il mondo.
Abusi sessuali. Se una adolescente su 10 a livello globale, inoltre, era già vittima di stupro o violenza sessuale da parte del proprio marito o ragazzo prima del Covid-19, il coronavirus ha portato ad un aumento di questi casi e, per effetto della pandemia, si prevedono 2 milioni di casi di mutilazione genitale femminile in più nei prossimi 10 anni, soprattutto tra chi non ne ha ancora compiuti 14. Volgendo lo sguardo al nostro Paese, il rapporto di Save the Children registra un aumento dei casi di violenza domestica durante il confinamento, con un incremento del 73% delle chiamate da parte di donne al numero antiviolenza 1522. Delle richieste di aiuto ricevute, 1 su 3 era da parte di vittime con figli che, nel 64% dei casi hanno assistito alla violenza o l’hanno subita essi stessi.
Violenze domestiche. Violenze in casa, in molti casi proprio ai danni dei più piccoli, che nel resto del mondo, è la stima contenuta nel rapporto, potrebbero aumentare di 15 milioni ogni tre mesi di lockdown. L’intervento di Save the Children in Italia e nel mondo per rispondere all’impatto del Covid19 Sin dalle primissime fasi della pandemia, Save the Children ha messo in campo un vasto piano globale di risposta al Covid per proteggere i bambini, e le loro famiglie, dalle gravi conseguenze della crisi. Soltanto nei primi due mesi dall’inizio della risposta, con i suoi interventi in 88 Paesi al mondo, l’Organizzazione aveva già raggiunto 9,1 milioni di persone, di cui 4,3 milioni di bambini. In particolare, per contrastare il rischio di mortalità infantile amplificato dagli effetti del Covid, l’Organizzazione già a fine giugno aveva fornito trattamenti contro la malnutrizione acuta a 175 mila bambini sotto i 5 anni di età, ha garantito l’accesso all’acqua pulita a circa 482 mila famiglie e ha formato 73 mila operatori sanitari nelle comunità.
Malnutrizione e insicurezza alimentare. Allo stesso modo, per contrastare l’aumento della malnutrizione e dell’insicurezza alimentare Save the Children ha fornito aiuti materiali a 236 mila famiglie. L’Organizzazione si è quindi attivata per garantire il diritto allo studio dei bambini colpiti dalla chiusura delle scuole, raggiungendo 2,1 milioni di bambini con interventi di supporto alla didattica a distanza e fornendo supporto specifico ai Ministeri dell’educazione di 50 Paesi, così come supporto è stato fornito ai piani nazionali di risposta al Covid di 25 Paesi al fine di includere in essi le voci e i bisogni dei bambini. Infine, 99 mila bambini e 213 mila adulti hanno ricevuto supporto mentale e psicosociale.
I progetti di Save The Children in Italia. In Italia, all’indomani della diffusione de Covid-19, l’Organizzazione si è subito attivata con un programma straordinario di interventi grazie al quale sono stati raggiunti 75 mila tra bambini, famiglie e docenti in tutto il Paese, fornendo attività di sostegno alla didattica a distanza, provvedendo alla consegna di tablet e connessioni internet alle famiglie meno abbienti, offrendo forme di tutoraggio durante le attività didattiche e supporto psicosociale per assicurare un affiancamento specialistico a bambini, famiglie e scuole. Nella fase post-emergenza, l’Organizzazione ha quindi avviato il programma di intervento Riscriviamo il futuro con l’obiettivo di raggiungere, in Italia, 100 mila bambine, bambini e adolescenti e le loro famiglie con una serie di iniziative volte dare continuità all’apprendimento e all’acquisizione di competenze grazie all’appoggio di una rete territoriale che ha la scuola come fulcro essenziale.
Gli "Spazi Futuro". Nell’ambito del programma, con il sostegno di Fondazione Bolton Hope, sono stati quindi aperti gli “Spazi Futuro”, 90 spazi in quartieri disagiati che per tutta l’estate hanno offerto gratuitamente attività educative e ricreative. Inoltre, il contributo della Fondazione Bolton Hope ha reso possibile anche l'avvio di “Arcipelago educativo”, un progetto pilota innovativo di contrasto al learning loss, voluto e coprogettato da Save the Children e Fondazione Agnelli e realizzato con la collaborazione di una rete di partner territoriali.
Gli 8 centri educativi. In particolare, il progetto è stato realizzato in 8 centri educativi presenti in quartieri ad alto tasso di povertà educativa di Milano, Torino, Aprilia, Bari, Venezia-Marghera, Napoli Chiaiano, con l’obiettivo di favorire il benessere psicofisico di bambini e ragazzi, il consolidamento e il recupero di competenze di base e trasversali, la relazionalità tra pari e un più adeguato clima educativo in famiglia. Grazie alla rete di Save the Children contro la dispersione scolastica “Fuoriclasse in Movimento”, infine, più di 160 scuole sono affiancate da educatori esperti attraverso “laboratori per la ripartenza”, mirati a migliorare l’accoglienza, le possibilità di rielaborazione dei vissuti legati al confinamento e a rafforzare il gruppo classe.