Mondo Solidale

Pandemia, "Un Fondo speciale per combattere il virus al livello globale": finora più parole e pochi fatti

La Legge di bilancio è l’occasione per dare gambe alla convinzione che la pandemia può essere superata solamente attraverso uno sforzo globale
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ROMA - Negli ultimi mesi sono state diverse le dichiarazioni istituzionali che, a partire da quelle del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, hanno rassicurato rispetto all’importanza attribuita dal Governo italiano alla Cooperazione allo Sviluppo nell’affrontare le sfide della pandemia da Covid-19 e al suo impiego strategico per non lasciare indietro nessuno, come recita l’Agenda 2030 sugli obiettivi di sviluppo sostenibile. L’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) italiano, nonostante venga annoverato a norma di legge come “parte integrante e qualificante della politica estera dell'Italia”, soffre però da anni di un cronico deficit di risorse e di interesse politico. La bozza di Legge di Bilancio in questi giorni in discussione conferma questa debolezza, ancora più grave in tempi di pandemia.

A confermare questo giudizio sono i numeri. Secondo i dati preliminari forniti dall’OCSEDAC (l'Osservatorio interregionale della Cooperazione allo Sviluppo) nel 2019 il rapporto APS/Reddito Nazionale Lordo, parametro che misura la reale crescita degli impegni finanziari nel settore, registrerebbe uno sconfortante 0.24%; un risultato che potrebbe essere rivisto al ribasso, scendendo allo 0.22%, a fronte di un impegno a raggiungere lo 0.70% più volte reiterato, e disatteso, negli ultimi decenni. Anche in anni “d’oro” per la Cooperazione allo Sviluppo italiana, che ci hanno portato a rapporti APS/RNL dello 0.30%, la realtà ha confermato duramente il giudizio di fronte a un dato “gonfiato” dall’inserimento della spesa per l’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo, azione che seppur consentita nella teoria, niente ha a che vedere con la Cooperazione allo sviluppo strictu sensu. Anche al netto di tale spesa, il rapporto APS/RNL è calato vertiginosamente negli ultimi anni, fino ad un probabile 0.17% del 2019.

La distanza sempre più ampia tra fatti e parole. L’attuale Disegno di Legge di Bilancio 2021-2023, in discussione alla Camera dei Deputati, mostra ancora una volta la distanza fra le parole e i fatti, con un ammontare di risorse che compongono un quadro di sostanziale stallo, a fronte di un contesto globale di crisi acuita dall’emergenza pandemica, che richiede un coerente impegno dell’Italia come attore di sviluppo globale. Le risorse previste per l’Agenzia di Cooperazione allo sviluppo (AICS), rimangono di fatti invariate, così come quelle a valere sul Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI). Difficile invece valutare lo stanziamento per la spesa in accoglienza (IDRC), ascritti al bilancio del Ministero degli Interni, che passa da 1.165 milioni del 2020 a 1.050 milioni per il 2021, poiché il Ministero non ha ancora reso noti i dati delle risorse effettivamente impiegate nel 2019, dato che potrebbe mostrare una significativa riduzione rispetto agli anni precedenti, dato il cambiamento di contesto complessivo.

"Che sia un'inversione di rotta". Il CINI, Coordinamento delle NGO internazionali, assieme alle altre reti di ONG, ha chiesto che la prossima Legge di Bilancio rappresenti un’inversione di rotta per la Cooperazione allo Sviluppo italiana. Se lo scenario di previsione di spesa sarebbe apparso del tutto inadeguato in una condizione pre-crisi, infatti, è innegabile come la pandemia costituisca un forte elemento di rottura, che richiede una risposta altrettanto vigorosa. Chiediamo quindi che il Governo e il Parlamento italiano assicurino un aumento progressivo delle risorse per l’APS nel prossimo triennio per un valore di 150 milioni di euro aggiuntivi nel 2021, 300 milioni di euro nel 2022 e 450 milioni di euro nel 2023, al netto delle spese per l’accoglienza. Si auspica in particolare la creazione di uno Fondo Speciale per la risposta all’emergenza Covid-19, volto a supportare interventi a sostegno dei sistemi sanitari e socio-economici nei Paesi partner. Questo è il momento delle decisioni coerenti e coraggiose e le Ong sono pronte a fare la loro parte.

* Roberto Sensi e Veronica Boggini, CINI - Coordinamento Italiano NGO Internazionali