ROMA - Il giornalismo tradizionale italiano fa molta fatica a raccontare l’Africa. Spesso dimentica che non è un unico grande Paese ma un enorme mosaico di 54 Nazioni diverse, con storie e tradizioni assai differenti. Dunque, stereotipi, semplificazioni e approssimazioni si sprecano. La testata Voci Globali, attiva dal 2010, svolge un lavoro prezioso in questo senso: arricchisce il panorama italiano con traduzioni e rilanci da siti e giornali stranieri, ma soprattutto con reportage e voci dal campo.
I progetti. Voci Globali fa parte di un’omonima Associazione di Promozione sociale, che si occupa di interventi sul territorio in molti Paesi africani. Insegnamento e formazione per l’uso dei nuovi media, corsi su diritti umani e giornalismo, incontri e partnership in Italia e all’estero. Uno dei progetti di punta è AfroWomenPoetry, che si occupa di poesia contemporanea dell’Africa sub-sahariana. L’obiettivo è quello di far conoscere i lavori e le parole delle donne, aiutando a combattere pregiudizi e stereotipi, facendo uscire dal continente la vasta e ricca produzione artistica dell’africa sub-sahariana.
“One global voice”. Un altro progetto dell’Associazione è One Global Voice, che racconta storie di disabilità e disagio mentale attraverso la lente culturale, artistica, giuridica e giornalistica. Il progetto si compone di tre fasi, svolte a metà tra l’Italia e alcuni Paesi sub-sahariani. L’obiettivo è quello di promuovere la comprensione e combattere stigma e stereotipi legati alla malattia mentale e alla disabilità. Come ha affermato il portavoce ONU per gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile Edward Ndopu, “Le persone disabili costituiscono il più vasto gruppo di minoranza del mondo – circa il 15 per cento della popolazione globale – eppure vengono sistematicamente dimenticate”.
Il Ghana. Direttrice della testata Voci Globali e figura impegnata nel sociale è Antonella Sinopoli, che vive in Ghana da molti anni, che scrive, tra l'altro, per Nigrizia, i cui articoli a volte vengono ripresi da Mondo Solidale. Il Paese è considerato stabile ma le elezioni del 2020 sono state molto contestate, e le tensioni politiche sono aumentate. La campagna #FixTheCountry ha attraversato prima i social e poi le strade: i giovani chiedono opportunità. Se infatti è vero che l’economia del Ghana è cresciuta negli ultimi vent’anni, la creazione di posti di lavoro è rimasta indietro. Oltre la metà degli abitanti del Paese ha meno di 25 anni, e la mobilità sociale è bloccata. Inoltre, secondo la Banca Mondiale, un giovane su tre non lavora e non ha una formazione professionale. La pandemia ha aggiunto ulteriori restrizioni, difficoltà e tasse su beni primari. Sinopoli racconta il Ghana (e non solo) nel suo blog personale, https://ghanaway.net