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Libano, gli islamisti proseguono nel loro disegno per realizzare il grande califfato islamico

Una battaglia della fede che oggi si sta combattendo anche in Siria. Una guerra che vede al-Qaeda in prima linea. Nei villaggi e nelle città "liberate" i miliziani del "Fronte al-Nusra" e dello "Stato islamico dell'Iraq e del Levante" - gli stessi che hanno rapito oggi in Siria i 6 operatori di Medici Senza Frontiere - stanno imponendo la loro ideologia. Gli imam nelle moschee e nelle scuole predicano sgozzamenti per gli infedeli

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BEIRUT - Li avevamo visti già all'opera nel 2003, nell'Iraq appena "liberato", erano i religiosi integralisti stranieri presenti nelle scuole, nelle moschee e negli uffici del Ministero dell'Educazione. Il loro compito era modificare e influenzare le scelte didattiche dei vertici del Ministero e anche, più semplicemente, quelle dei direttori e dei docenti. L'obiettivo: far penetrare l'Islam più estremista e imporre la Sharia (la legge islamica) in un paese laico; le armi: la forza del denaro per sostenere quella della fede. Dopo un decennio il risultato del loro indottrinamento è tragicamente sotto gli occhi di tutti.

La battaglia della "fede". Quella stessa battaglia della fede oggi si sta combattendo in Siria. Una guerra che vede al-Qaeda in prima linea che persegue il disegno di fondare un califatto islamico. Nei villaggi e nelle città "liberate" i miliziani del "Fronte al-Nusra" e dello "Stato islamico dell'Iraq e del Levante" - gli stessi che hanno rapito oggi in Siria i 6 operatori di Medici Senza Frontiere - stanno imponendo la loro ideologia. Di nuovo inviamo imam nelle moschee e nelle scuole che costringono gli uomini a portare la barba e le donne a indossare il velo. Negli ultimi mesi sul Web si sono moltiplicati i video che mostrano i militanti mentre visitano le scuole siriane. I jihadisti regalano agli studenti libri sull'Islam e cibo, contemporaneamente insegnano ai ragazzi che "se ci si trova di fronte un eretico alawita come Assad, bisogna sgozzarlo perché è un infedele."

I figli di al-Qaeda. Il tentativo di indottrinamento coinvolge soprattutto i bambini. Lo testimoniano i molti video, pubblicati su internet dai gruppi integralisti, che mostrano i "Cuccioli di Zarqawi". Milizie di bambini il cui nome deriva direttamente da quello del defunto leader di al-Qaeda in Iraq, Abu Musab al-Zarqawi. I bambini che compaiono nei video hanno tra i 10 e i 14 anni. Ascoltano le lezioni di istruttori dal volto coperto, imbracciano fucili, indossano cartuccere. A volte sono ripresi mentre mangiano il loro pasto, servito in ciotole colorate e disegnate, come quelle della mensa di una scuola elementare. Steven Stalinsky, direttore del Middle East Media Reserach Institute, di Washington, coglie inquietanti somiglianze tra i "Cuccioli di Zarqawi" e gli "Uccelli del Paradiso", le milizie di bambini create un decennio fa in Iraq e destinate a condurre azioni militari e attentati suicidi. "Questa è una grave minaccia per il futuro. Questi sono i figli di al-Qaeda."

Braccia per la guerra, fedeli per il futuro. In tutte le guerre i bambini sono usati in operazioni di supporto o in combattimento, per lavorare come addetti ai magazzini e al trasporto di armi e vedette, o sono usati come scudi umani. Il caso dei "Cuccioli di Zarqawi", però, sembra rappresentare un salto di qualità. Non solo i bambini sono impiegati in diverse operazioni, ma sono anche educati all'estremismo religioso, poco radicato in Siria fino a prima dell'esplodere della rivolta anti-Assad nel 2011. "I militanti dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante sanno che questi ragazzi sono il futuro e che è necessario convincerli e indottrinarli alla causa", ha spiegato Aaron Zelin, esperto di jihad per il "Washington Institute for Near East Policy". L'obiettivo non è solo fornire nuove braccia alla guerra contro il presidente Bashar al-Assad, ma soprattutto indottrinare la giovane generazione di un Paese governato da decenni da un regime laico.

La strategia per fondare un califfato.
Nella Siria in mano ai ribelli si sta applicando una strategia sofisticata, come emerge da molte testimonianze raccolte. Un miliziano giordano dello "Stato islamico dell'Iraq e del Levante", Abu Abdullah, ha raccontato di essere andato in Siria per "Applicare la Sharia, le regole di Allah. Abbiamo distribuito un nuovo sillabario per i bambini nelle scuole e un nuovo libro per le preghiere del venerdì nelle moschee. Li stiamo mettendo sulla strada giusta dell'Islam". Abu Mohammed racconta di essere entrato in Siria insieme ad altri fratelli stranieri per fondare un califatto islamico dove non ci sarà posto per gli alawiti (il gruppo sciita a cui appartiene il presidente Assad)".

La nuova legge a Raqqa. Nella regione di Raqqa, nel nord est della Paese, e a Dana, vicino al confine con la Turchia, lo "Stato islamico dell'Iraq e del Levante governa incontrastato". "Stanno imponendo nuove regole ogni giorno - racconta Ahmed, residente a Raqqa - La scorsa settimana hanno messo cartelli in tutta la città ordinando alle donne di coprire la loro bellezza e di indossare anche un copricapo. Hanno dato un ultimatum di quattro giorni entro i quali tutte dovranno essere coperte. Al mercato ci sono i jihadisti che distribuiscono hijab (il velo) ai passanti". A Raqqa si era sempre seguito un Islam moderato e non era raro vedere donne in pubblico senza velo o in jeans attillati. Ora, invece, le donne non possono più essere visitate da medici uomini, parlare con un uomo che non appartenga alla sua famiglia o andare in giro non accompagnate da un maschio.

Chiuse le scuole miste
. I jihadisti stanno anche tentando di chiudere le scuole miste, denunciano gli abitanti, che riferiscono di miliziani che hanno definito "haram" (vietato) parlare tra studenti di sesso diverso, così come parlare in inglese. A Dana i radicali islamici hanno vietato il fumo, imposto la chiusura dei negozi durante la preghiera e ai barbieri è stato vietato di tagliare la barba. Inoltre, sono state già istituite Corti Islamiche, che hanno già condannato al taglio delle mani i ladri.