ROMA - "Le parole per stare insieme. Dopo il viaggio, l'incontro" è il titolo scelto per la terza edizione dell'iniziativa organizzata dalla scuola elementare Carlo Pisacane, di via dell'Acquedotto Bullicante, nel cuore del quartiere di Torpignattara, a Roma. Pochi giorni fa, appena prima di natale, si è concluso un percorso di riflessione e dialogo portato avanti durante il mese di dicembre, per mezzo di attività che hanno coinvolto gli alunni, i maestri e i genitori.
Cooperare per incontrarsi. Il corpo docente e le famiglie collaborano ogni giorno all'interno dell'associazione Pisacane 0-11. E, per quest'anno, hanno scelto insieme il tema dell'incontro. Al centro della riflessione collettiva, il "diritto di scoprire e amare le città invisibili che ogni persona si porta dentro". Nelle sette classi della scuola d'infanzia e nelle dieci della primaria, durante i laboratori didattici, sono emerse "le parole per stare insieme". A conclusione di questo lungo percorso, piccoli e grandi hanno preso parte alla festa. Mostre, concerti, letture, giochi, laboratori, fotografie, alberi di carta, con le parole che ciascuno ha scelto per incontrare l'altro, hanno animato la festa conclusiva.
Un presidio culturale multietnico. A partecipare alle iniziative della Pisacane non sono solo gli alunni e le famiglie direttamente interessate. L'intero quartiere di Torpignattara ne è protagonista. In questa scuola internazionale, che accoglie i bambini provenienti da tutto il mondo, crescono la maggior parte dei figli dei migranti e, da soli tre anni, anche quelli degli italiani. Costruita nell'epoca fascista, la Pisacane, oggi, "è un esempio di come si sta insieme in una città cosmopolita", ha dichiarato la maestra Vania Borsetti. Quella che per molti anni è stata una scuola-ghetto, grazie alla collaborazione del corpo docente, delle famiglie, degli abitanti e di numerosi artisti e intellettuali, è diventata un modello di presidio culturale, che rivendica il diritto alla cultura contro ogni forma di discriminazione.
L'attivismo cittadino. Il dialogo fra scuola e territorio, fra cultura e artisti, è alla base del modello educativo e associativo proposto dalla Pisacane. "I bambini scambiano 4-5 lingue. Noi, a differenza delle altre scuole, viaggiamo su 5 binari, anziché su uno" spiega la maestra Vania. Alla disattenzione delle istituzioni sopperisce l'attivismo cittadino. Quello svolto dalla Pisacane 0-11 è un lavoro serio e complesso che impegna quotidianamente. In occasione della festa, anche altre associazioni hanno aderito all'iniziativa: fra queste, per la prima volta, la Piccola Orchestra di Torpignattara composta da giovani di varie parti del mondo.
Un nonno speciale. Tra gli attivisti della Carlo Pisacane c'è un pedagogo, ricercatore del Cnr e collaboratore di Gianni Rodari: Francesco Tonucci. La scuola della sua nipotina è diventata il luogo in cui formare insegnanti e genitori in merito alla diversità. "La diversità è uno dei principi cardine dell'educazione", dice Tonucci, mentre attende di vedere la sua bambina cantare sul palco. E aggiunge: "Fino a settant'anni fa, la scuola era focalizzata sul tema dell'uguaglianza. Oggi l'educazione è migliore se contiene la diversità". Per lui, questa è una scuola privilegiata, che deve rendersi sempre più appetibile agli occhi delle famiglie italiane e che, poiché dotata della diversità, deve tenere conto dell'origine e dell'età. Tonucci sostiene, dunque, una scuola "che accolga e unisca, in autonomia, al di là del limite anagrafico". Concetti peraltro ribaditi nel sito di un progetto internazionale dell'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione, del Cnr.