ROMA - Bei ragazzi dai modi suadenti, in grado di fare presa sull'immaturità di una adolescente, conquistandone il cuore e il cervello. Questa è l'esca di cui i terroristi dell'IS si servono per irretire ragazze occidentali, convincendole a fuggire dal paese in cui sono nate e a bruciare le proprie vite diventando di fatto schiave degli estremisti islamici. A raccontarlo alla Bbc è Ayesha (nome fittizio scelto per proteggere la sua identità), una ventenne inglese di religione musulmana, nata nelle Midlands, la regione di Birmingham, che quattro anni fa, quando andava ancora a scuola, era stata avvicinata via Facebook da un militante del sedicente Stato Islamico: le aveva inviato un messaggio dicendole che era molto bella, e che la sua bellezza andava preservata nascondendola ad occhi indiscreti, "perché tu sei preziosa".
"Jihadi John" un modello da emulare. Ayesha, che oggi ha ripudiato l'ideologia islamista, racconta che le era stato insegnato a considerare la Gran Bretagna "il nostro nemico" e che il tagliagole Mohammed Emwazi (il famigerato Jihadi John, il terrorista inglese passato all'Isis) le veniva descritto come una persona da idolatrare: "Lo consideravano un modello, qualcuno di cui erano davvero orgogliosi". La ragazza ha raccontato che il suo interlocutore la spaventava manipolando la sua fede religiosa e minacciando che se non avesse obbedito agli ordini dei jihadisti sarebbe finita all'inferno.
"Su Youtube i militanti erano tutti bei ragazzi". Ma non era stata solo la paura a far leva sulla mente inesperta della ragazza: Ayesha subiva il fascino di quello che si mostrava come un bel ragazzo dai modi seducenti, che aveva fatto breccia nel suo cuore: "In tutti i video di Youtube i militanti erano molto molto attraenti", dichiara. "Era una cosa affascinante, nel senso di dire: 'wow, posso prendermi un ragazzo che pratica la mia stessa religione ma che non è necessariamente dal mio paese', e questo mi sembrava eccitante", ha confessato Ayesha. "Pensavo: devo prendermelo prima che muoia, e quando morirà da martire potrò raggiungerlo in Paradiso".
"Non fidatevi dello Stato". Ayesha ha raccontato che alcuni predicatori "ci raccomandavano di non considerarci inglesi" e che le veniva intimato di considerare la Gran Bretagna, il paese in cui era nata, come una nazione di infedeli "che avevano ucciso molti musulmani ed erano nostri nemici": "Non fidatevi dello Stato, non fidatevi della polizia, non mandate i vostri figli nelle scuole inglesi", era quello che Ayesha sentiva predicare; le donne inglesi le venivano descritte come "esseri disgustosi", "praticamente degli uomini". Alla fine, però, la ragazza decise di abbandonare questa ideologia, per due motivi: perché l'estremismo islamico "non rende giustizia alle donne" e perché i suoi seguaci "devono andare ad ammazzare quelli che non sono musulmani".
Tre ragazze inglesi fuggite per diventare "spose dell'IS". Lo stesso tipo di esca potrebbe aver attratto le tre adolescenti inglesi di religione islamica scappate di casa qualche settimana fa per unirsi all'Isis. Shamima Begum e Amira Abase, 15 anni, e Kadiza Sultana, 16, sono sparite dopo essersi imbarcate all'aeroporto londinese di Gatwick su un volo diretto a Istanbul. Si ritiene che le tre ragazze siano passate dalla Turchia alla Siria attraverso la città di Arai: si sarebbero unite ad un'altra coetanea, una loro compagna di scuola alla Green Academy di Bethnal Green, diventata una "sposa dell'IS".
"Jihadi John" un modello da emulare. Ayesha, che oggi ha ripudiato l'ideologia islamista, racconta che le era stato insegnato a considerare la Gran Bretagna "il nostro nemico" e che il tagliagole Mohammed Emwazi (il famigerato Jihadi John, il terrorista inglese passato all'Isis) le veniva descritto come una persona da idolatrare: "Lo consideravano un modello, qualcuno di cui erano davvero orgogliosi". La ragazza ha raccontato che il suo interlocutore la spaventava manipolando la sua fede religiosa e minacciando che se non avesse obbedito agli ordini dei jihadisti sarebbe finita all'inferno.
"Su Youtube i militanti erano tutti bei ragazzi". Ma non era stata solo la paura a far leva sulla mente inesperta della ragazza: Ayesha subiva il fascino di quello che si mostrava come un bel ragazzo dai modi seducenti, che aveva fatto breccia nel suo cuore: "In tutti i video di Youtube i militanti erano molto molto attraenti", dichiara. "Era una cosa affascinante, nel senso di dire: 'wow, posso prendermi un ragazzo che pratica la mia stessa religione ma che non è necessariamente dal mio paese', e questo mi sembrava eccitante", ha confessato Ayesha. "Pensavo: devo prendermelo prima che muoia, e quando morirà da martire potrò raggiungerlo in Paradiso".
"Non fidatevi dello Stato". Ayesha ha raccontato che alcuni predicatori "ci raccomandavano di non considerarci inglesi" e che le veniva intimato di considerare la Gran Bretagna, il paese in cui era nata, come una nazione di infedeli "che avevano ucciso molti musulmani ed erano nostri nemici": "Non fidatevi dello Stato, non fidatevi della polizia, non mandate i vostri figli nelle scuole inglesi", era quello che Ayesha sentiva predicare; le donne inglesi le venivano descritte come "esseri disgustosi", "praticamente degli uomini". Alla fine, però, la ragazza decise di abbandonare questa ideologia, per due motivi: perché l'estremismo islamico "non rende giustizia alle donne" e perché i suoi seguaci "devono andare ad ammazzare quelli che non sono musulmani".
Tre ragazze inglesi fuggite per diventare "spose dell'IS". Lo stesso tipo di esca potrebbe aver attratto le tre adolescenti inglesi di religione islamica scappate di casa qualche settimana fa per unirsi all'Isis. Shamima Begum e Amira Abase, 15 anni, e Kadiza Sultana, 16, sono sparite dopo essersi imbarcate all'aeroporto londinese di Gatwick su un volo diretto a Istanbul. Si ritiene che le tre ragazze siano passate dalla Turchia alla Siria attraverso la città di Arai: si sarebbero unite ad un'altra coetanea, una loro compagna di scuola alla Green Academy di Bethnal Green, diventata una "sposa dell'IS".