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Bambini: “Ti prego non mi lasciare”: il dramma di una ragazzina “restituita” dalla madre affidataria

Ogni anno, in Italia circa 2500 minori vengono riportati ai servizi sociali subendo un secondo abbandono. Il ministro Orlando: “La metà dei 28mila allontanati dalle famiglie d'origine sono in strutture residenziali”
 
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ROMA - “Ti posso chiamare mamma?” “Ti prego fammi restare con te, sarò brava. Non mi lasciare”. Queste implorazioni sono state pronunciata da Sara (nome di fantasia), 12 anni, che l'anno scorso è stata rifiutata - e riportata ai servizi sociali - dalla donna che l'aveva presa in affido. Dopo l'allontanamento dalla famiglia naturale, da cui aveva subito abusi, per Sara questo è stato un secondo abbandono, mitigato solo in parte dal sostegno dell'educatrice che le è stata accanto al momento della separazione. É lei che ha riportato a Repubblica.it le parole di Sara e la sua sofferenza. “La bambina mi pregava di trovare il modo di farla restare da quella donna, di non farla tornare di nuovo nella casa-famiglia da dove proveniva – racconta - ma non c’è stato nulla da fare”. La madre affidataria non ha sopportato le crisi di rabbia e le problematiche psicologiche che la ragazzina aveva. Ma Sara “è ancora ossessionata da questa donna”. Chi colmerà il suo vuoto d’amore? Per il momento non potrà esserci una nuova famiglia per lei, “e un altro fallimento potrebbe essere devastante”.

Il 30% dei ragazzini in affido viene "restituito". Ogni anno, quasi il 30% dei circa 15mila bambini e adolescenti dati in affido in Italia vedono questo percorso interrompersi (gli ultimi dati nazionali son del 2017, ma risultano costanti nel tempo). Meno della metà di loro tornano nella famiglia di origine: gli altri vengono trasferiti in case-famiglia e altre strutture residenziali (almeno il 18%) oppure, quando è possibile in altri nuclei familiari (circa il 9%). Secondo quanto riferito dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando audito il 4 agosto in Commissione parlamentare d'inchiesta sui minori, nel 2019 erano oltre 14mila i bambini e ragazzi inseriti in strutture residenziali in Italia: quasi la metà del totale dei minori allontanati dalla famiglia d'origine (27.608). Questo avviene nonostante la normativa italiana (legge 184 del 1983), preveda l’inserimento nelle case-famiglia solo «ove non sia possibile l’affidamento», proprio perché il sostegno e l’affetto che una famiglia può dare non è sostituibile da una struttura socio-assistenziale, per quanto valida, in cui gli operatori e educatori ruotano costantemente e ogni notte ad accudirli c'è una persona diversa. 

Esperienze che segnano il futuro. Per i ricercatori dell'Istituto degli Innocenti che periodicamente analizzano i dati del ministero, i minori che hanno interrotto il percorso di affido sono “soggetti con sequele di collocamenti che si susseguono nel corso degli anni”, sia “come scelte meditate di attuazione dei progetti educativi”, che “come esiti di fallimenti che producono cesure nei loro percorsi di protezione e tutela". Un'esperienza traumatica che segna il futuro di questi minorenni, secondo la garante italiana per l'Infanzia Carla Garlatti: “Il senso di abbandono, quello di rifiuto, il cambio di contesto educativo possono avere un impatto fortemente negativo sullo sviluppo”. L'Istituto degli Innocenti di Firenze - vale la pena ricordarlo - è una delle più antiche istituzioni italiane dedicate alla tutela dell’infanzia, fondato nel 1445.

Proposte di legge poco rassicuranti. “Per questo preoccupa l’ipotesi, contenuta in alcune proposte di legge, di prevedere la decadenza automatica degli affidamenti dopo un certo periodo di tempo – continua Garlatti - cosa accadrà se la famiglia di origine non sarà tornata in condizioni tali da poter accogliere il figlio, assicurando il rispetto del suo diritto a una crescita sana e priva di incuria, maltrattamenti o violenze? Il rischio è che si vada nella direzione di aumentare il numero di casi nei quali un bambino è costretto a lasciare la famiglia affidataria senza aver trovato risposte ai problemi”.

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@ludojona