Mondo Solidale

Messico, i collettivi delle buscadoras alla ricerca delle 90 mila persone scomparse nelle fosse comuni

Lo scrittore e docente universitario Fabrizio Lorusso, dallo Stato messicano del Guanajuato spiega il processo artistico e politico che ha dato alla luce la canzone “Así te buscaré” e il contesto in cui si organizzano i gruppi di ricercatrici
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LEON (Stato di Guanajuato) - Il 30 agosto scorso, in occasione della Giornata mondiale per le vittime della sparizione forzata, è uscita su diverse piattaforme la canzone “Así te buscaré”. Tra le autrici figurano la cantante e rapper Rebeca Lane, il collettivo di familiari di desaparecidos “Buscadoras Guanajuato”, e lo scrittore e docente universitario Fabrizio Lorusso, che vive e lavora nello Stato messicano del Guanajuato, recentemente finito sotto i riflettori dei mass media per l’aumento esponenziale della violenza. Dalla città più grande dello stato, León, Fabrizio spiega il processo artistico e politico che ha dato alla luce la canzone e il contesto in cui si organizzano i collettivi delle buscadoras.

Com’è nato il collettivo Buscadoras Guanajuato?

Il collettivo Buscadoras Guanajuato nasce il 28 febbraio 2020 dopo una manifestazione pacifica tenutasi presso la sede della procura di León. Il gruppo è parte di un movimento di 15 collettivi di buscadoras, quindi di persone, soprattutto donne, che cercano desaparecidos, persone scomparse in tutto lo stato. 13 di questi collettivi sono nati tra novembre 2019 ed agosto 2021 e Buscadoras Guanajuato rappresenta uno dei vari gruppi che rispondono a una nuova ondata di violenza.

Quali sono le ragioni di questa nuova ondata di violenza?

Il contesto del Guanajuato riflette in parte quello messicano in cui, tra il 2019 e il 2020, è stato battuto il triste record degli omicidi, superando le 36mila vittime nel 2020 e le 90mila persone scomparse. Agli omicidi si aggiungono i ritrovamenti di migliaia di fosse clandestine dove solo una minima parte delle persone desaparecidas è stata identificata. In questo contesto la militarizzazione della sicurezza pubblica in tutto il Paese non ha accennato a fermarsi e dal 2016 è aumentata nel Guanajuato dove, insieme alla crescita economica, sono aumentate anche le disuguaglianze sociali. Dal 2015 la delinquenza locale è cresciuta e si è organizzata grazie all'estrazione e alla vendita illegale di petrolio, conosciuta come huachicol, favorita anche dalla collusione delle autorità e dalla corruzione dell'impresa petrolifera nazionale Pemex. Nel 2015 il Guanajuato è passato da essere uno stato pacifico a uno stato nella media nazionale per numero di omicidi per poi, dal 2018 ad oggi, diventare il primo per omicidi dolosi e colposi, raggiungendo tassi di oltre 60 omicidi per centomila abitanti.

Com’è nata l’idea della canzone Así te buscaré?

Era una cover modificata di una vecchia canzone, Lili Marlene, composta da un soldato durante la I Guerra Mondiale, poi musicata nel '38. Dopo la II Guerra Mondiale s’è diffusa in tutto il mondo, specie con i film dell'attrice Marlene Dietrich. La canzone, diventata un classico al di fuori del contesto militare, parla della distanza e della malinconia. Mia nonna se la ricordava perfettamente in italiano dall'epoca dei bombardamenti su Milano, quando la cantavano negli scantinati e alla radio. A gennaio 2021 me la cantò per telefono, quindi decisi di scrivere un testo perché la melodia è ripetitiva, facile da ricordare e potente, sembra richiamare il vissuto delle cercatrici dei desaparecidos e la loro tristezza che spinge all’azione.

Sono molte le testimonianze raccolte?

Ho raccolto alcune testimonianze delle buscadoras durante i momenti di condivisione collettiva, a pranzo o nelle camminate, quando si cercano corpi sepolti nelle fosse clandestine, scavando con la varilla, l'asta di metallo che entra nella terra e rilascia l’odore della morte quando ritorna in superficie: è la morte ma per chi cerca un familiare può essere l’inizio di un rincontro atteso. In tutti questi momenti le buscadoras condividono i loro sogni. Sognano il familiare scomparso che dà indizi, o ringrazia perché lo stanno cercando, o gli dice che è ancora vivo, insomma hanno delle premonizioni. Il distillato di queste esperienze è contenuto nel testo che varie famiglie hanno letto e modificato prima di che venisse reso pubblico. Grazie al collettivo Buscadoras, l’organizzazione civile Plataforma por la Paz e a diversi cantanti, a giugno 2021 la artivista guatemalteca Rebeca Lane ha deciso di aderire al progetto.

Come avete lavorato per produrla?

Rebeca è molto sensibile ai temi sociali e alla sparizione forzata, anche perché l'ha vissuta in famiglia: il Guatemala ha avuto oltre 30 anni di conflitto armato interno, un genocidio, e vive oggi le stesse dinamiche del Messico con la violenza, la migrazione e il controllo territoriale da parte della criminalità organizzata e i militari. Así te buscaré è diventata così una canzone completamente nuova, con lo stile di Rebeca, con un mix di rap e parti melodiche funky. Con il sostegno della Croce Rossa Internazionale abbiamo lavorato con diverse collaborazioni professionali provenienti dal Messico, dalla Bolivia, dal Guatemala e dall’Inghilterra, con i famosi Abbey Road Studios che hanno offerto un servizio di masterizzazione. La canzone è stata fin da subito adottata nelle manifestazioni, nei picchetti e negli atti simbolici che hanno organizzato i vari collettivi dello stato del Guanajuato. La canzone è disponibile su tutte le piattaforme, l’idea è che questa problematica arrivi anche a chi non ha un familiare scomparso e che venga usata dai vari collettivi come una canzone di lotta fino a che tutte le persone desaparecidas non verranno ritrovate.