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Salari dignitosi, la maggioranza dei lavoratori della moda non guadagna più di 2 dollari al giorno

Salari dignitosi, la maggioranza dei lavoratori della moda non guadagna più di 2 dollari al giorno

La Clean Clothes Campaign fissa al 25 settembre la Giornata mondiale per il salario giusto. Sette mesi prima del disastro del Rana Plaza in Bangladesh (14 aprile 2014) oltre 100 operaie tessili rimasero ferite durante le proteste per l’aumento della paga

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ROMA – La maggior parte delle lavoratrici e dei lavoratori dell’industria globale della moda non guadagna più di due dollari al giorno. Molt? di loro sono costrett? a lavorare per molte ore in cambio di salari miseri e faticano ogni giorno a soddisfare i propri bisogni fondamentali: cibo, vestiti, il costo di un alloggio, l’istruzione per i figli. Spesso i salari percepiti nel settore dell’abbigliamento sono inferiori alla soglia di povertà nazionale, stabilita dai governi e da organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite e la Banca Mondiale.

I numeri dell’industria tessile mondiale. Il meccanismo industriale che genera prodotti per la moda impiega circa 94 milioni di persone a livello globale; il 60% sono donne, che affrontano da sempre problemi assai pesanti di sfruttamento, in termini di salari bassi e condizioni di lavoro pericolose e precarie. Nonostante le normative esistenti, la catena del potere tra acquirenti e fornitori crea uno squilibrio che incoraggia e protegge le violazioni dei diritti umani.

Salari bassi imposti dai governi per attrarre investimenti stranieri. I livelli di salario minimo legale, fissati dai governi, sono spesso il risultato di una feroce competizione per attrarre investimenti e commesse. Questo porta a stabilire minimi salariali troppo bassi, insufficienti persino a coprire i bisogni essenziali. Ma le ricerche dimostrano che molti fornitori non rispettano nemmeno queste soglie minime legali. Per questo la Clean Clothes Campaign (CCC) continua a battersi per l’introduzione di un salario minimo dignitoso, ovvero un salario che permetta a ogni lavoratore e lavoratrice di coprire i propri bisogni e quelli della propria famiglia.

La piattaforma per le informazioni aggiornate sulla trasparenza. Per monitorare i livelli salariali dei fornitori dei marchi, la CCC ha elaborato Fashion Checker, una piattaforma che fornisce informazioni aggiornate sulla trasparenza nella catena di fornitura, con dati accessibili sui salari pagati nelle singole fabbriche rispetto ai parametri di riferimento locali sul salario minimo, oltre alla ripartizione della forza lavoro per sesso e la prevalenza dei contratti a tempo indeterminato.

Cosa significa concretamente un salario dignitoso? Secondo gli standard internazionali delle Nazioni Unite, “i salari e i benefici per una settimana lavorativa standard devono rispettare almeno i minimi legali o quelli di settore e, in ogni caso, essere sufficienti a soddisfare i bisogni fondamentali dell? lavoratore e delle loro famiglie, includendo una parte di reddito discrezionale”.

Un salario dignitoso deve dunque:

1) – essere garantito a tutti i lavoratori e nessun salario inferiore dovrebbe essere considerato legale;

2) – un compenso guadagnato entro una settimana lavorativa standard (massimo 48 ore);

3) – essere una retribuzione base, esclusa da straordinari, premi o indennità;

4) – coprire tutti i bisogni fondamentali del lavoratore-lavoratrice e della sua famiglia

5) – includere una quota di reddito; discrezionale pari ad almeno il 10% del salario base.

La svolta sta nel legare il salario giusto alla dignità umana non alla produttività. Secondo la metodologia di calcolo proposta da Clean Clothes Campaign, che si basa sul costo della vita e prende come riferimento un ménage familiare anziché individuale, un salario dignitoso in Italia per una persona che lavora 40 ore a settimana nel 2024 dovrebbe essere non meno di 2.000 euro netti al mese (€11,50 netti all’ora). Una crescita di almeno €95 netti mensili rispetto al calcolo del 2022 che riflette la perdita, inesorabile, di potere d’acquisto. Se questa fosse la soglia per l’individuazione di bassi salari, in Italia avremmo tre lavoratori su quattro sotto soglia, cioè con un reddito annuale netto al di sotto di 24mila euro.

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La battaglia per il riconoscimento della Giornata dedicata al salario giusto. La Clean Clothes Campaign si sta impegnando per ottenere il riconoscimento ufficiale della Giornata Internazionale per il Salario Dignitoso, con l’obiettivo di portare all’attenzione globale la necessità di garantire a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori un salario che permetta di vivere dignitosamente, ovvero di soddisfare i bisogni fondamentali.

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