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L’Italia è tra i Paesi “demolitori” dello stato di diritto: le pressioni sull’equilibrio tra poteri

L’Italia è tra i Paesi “demolitori” dello stato di diritto: le pressioni sull’equilibrio tra poteri

L’allarme del "Rapporto Liberties” 2026. L’indebolimento sistematico e intenzionale dell’ordinamento costituzionale

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ROMA – Giunto alla sua settima edizione, il rapporto coordinato dalla Civil liberties union for Europe (Liberties)rappresenta la valutazione indipendente più approfondita mai realizzata sullo stato delle libertà civili nell'Unione europea. Basandosi sulle evidenze raccolte da una rete di 40 organizzazioni per i diritti umani in 22 Paesi dell'Ue, il rapporto di oltre 800 pagine mette in luce una grave e deliberata erosione dello stato di diritto in cinque paesi – Bulgaria, Croazia, Ungheria, Italia e Slovacchia – e dimostra che anche democrazie storicamente solide, tra cui Belgio, Danimarca, Francia, Germania e Svezia, stanno registrando una regressione.

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Il capitolo che riguarda l’Italia. Il nostro Paese è classificato tra quelli “demolitori”, con un indebolimento sistematico e intenzionale dello Stato di diritto. Si registrano pressioni sull’equilibrio tra poteri, cioè tentativi di maggiore controllo politico su istituzioni e sui contrappesi democratici. Il capitolo italiano è stato curato da Cild (Coalizione Italiana per le libertà e i diritti civili), coordinando il lavoro degli altri partner: Antigone, StraLi e Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.

Giustizia

Le criticità strutturali nel sistema giudiziario persistono – si legge nel Rapporto – con riforme controverse e tensioni tra politica e magistratura. Il clima politico sempre più polarizzato rischia di minare la fiducia pubblica nell’indipendenza della giustizia.

Corruzione e trasparenza

I progressi in questo ambito appaiono assai limitati: restano irrisolte le questioni-chiave come la regolazione del lobbying e il contrasto alla corruzione nei vertici.

Le raccomandazioni europee vengono ignorate. “È questo il segno di debole implementazione delle riforme” afferma ancora il Rapporto.

Libertà dei media

Crescono le preoccupazioni per interferenze politiche nei media pubblici e pressioni sull’informazione. Emerge dunque un contesto più difficile per i giornalisti, con rischi per il pluralismo e l’indipendenza editoriale.

Spazio civico e diritti

Misure come il “decreto sicurezza” e le restrizioni alle proteste indicano una compressione dello spazio civico, dice ancora il dossier. Si osserva una tendenza più ampia a limitare libertà di espressione e diritti fondamentali, anche in linea con altri report internazionali.

Le criticità che incidono sugli equilibri democratici fondamentali. Insomma, per quanto riguarda l’Italia, viene fuori un quadro estremamente preoccupante per lo Stato di diritto in Italia. Non si tratta di criticità isolate, ma di una tendenza strutturale – si legge nel documento di Liberties – che incide su equilibri democratici fondamentali: dall’indipendenza della Magistratura, alla libertà dei media, fino allo spazio civico. “Il governo – dice Laura Liberto, presidente Cild, la rete di organizzazioni che tutela le libertà civili garantite dalla Costituzione e dal diritto internazionale – deve assumersi la responsabilità di questa deriva e invertire subito la rotta, prima che il deterioramento diventi irreversibile e comprometta la tenuta democratica del Paese”.

La stagnazione è la tendenza generale dominante nell’Ue. Esaminando le violazioni più significative in materia di giustizia, corruzione, libertà di stampa e bilanciamento dei poteri nell'Unione Europea nel corso del 2025, il Rapporto sullo Stato di Diritto 2026 di Liberties ha rilevato che la stagnazione è la tendenza dominante, con progressi molto limitati da parte degli Stati membri. Il rapporto conclude che i meccanismi dell'UE per affrontare il declino dello stato di diritto sono in larga misura inefficaci: nonostante quattro anni di raccomandazioni da parte della Commissione europea, la maggior parte degli Stati membri non ha saputo tradurre le indicazioni ricevute in azioni concrete.

Un quadro di regressione dei diritti e delle garanzie democratiche. “Si registrano, dunque, pressioni crescenti sull’equilibrio tra poteri e criticità persistenti nel sistema giudiziario – si legge nel Rapporto – in un contesto politico sempre più polarizzato". Si registrano progressi limitati rispetto alla corruzione e alla trasparenza, così come forti e in aumento appaiono le interferenze sul sistema mediatico assieme ad una compressione dello spazio civico. Tutto questo delinea un quadro di regressione dei diritti e delle garanzie democratiche.

Gli sforzi deliberati e continuativi per minare lo stato di diritto. “Quando il Rapporto sullo Stato di Diritto della Commissione europea fu introdotto nel 2020, era concepito come uno strumento preventivo per stimolare azioni prima che i problemi si radicassero. A sette anni di distanza, le nostre conclusioni evidenziano non solo un arretramento, ma anche sforzi deliberati e continuativi per minare lo stato di diritto. Ripetere raccomandazioni senza un seguito concreto non invertirà questa tendenza”, ha dichiarato Ilina Neshikj, direttrice esecutiva della Civil Liberties Union for Europe.

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