Mondo Solidale

Rep. Centrafricana, Djotodia si dimette ma la violenza non si ferma. Emergency: "Si continua a sparare"

Prosegue l'emergenza umanitaria nel Paese africano, da oltre un anno nella morsa di una dura guerra civile. Il Presidente lascia ma l'organizzazione denuncia nuovi scontri

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BANGUI - È forse giunta a una svolta la drammatica situazione che da oltre un anno stanno vivendo le popolazioni della Repubblica Centrafricana. Il Paese è nella morsa feroce dei guerriglieri che si contendono il controllo delle immense ricchezze del sottosuolo. Oggi il presidente Djotodia, accusato dalla comunità internazionale di estrema passività nella gestione della crisi militare, si è dimesso, insieme al primo ministro Tiangaye.

Ma, nelle stesse ore in cui migliaia di abitanti scendevano per le strade della capitale Bangui per festeggiare, continua senza soluzione di continuità nel Paese la devastazione e, soprattutto, l'emergenza umanitaria.
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Emergency, l'organizzazione umanitaria che è rimasta praticamente da sola a garantire assistenza ad adulti e bambini durante il conflitto, riferisce infatti di nuovi scontri. "In questo momento stanno sparando colpi di fucile e razzi intorno al Parlamento e vicino al centro pediatrico, che è giusto di fronte";  a comunicarlo è Ombretta Pasotti, coordinatrice di Emergency nella Repubblica Centrafricana.

"Anche oggi ci sono state manifestazioni di protesta in tutta la città - afferma Pasotti- è l'aeroporto è rimasto chiuso tutta la mattina per l'occupazione della pista da parte di migliaia di persone. I civili stanno abbandonando le loro case per cercare di sfuggire alle razzie e alle violenze".

Emergency, però, non si arrende e continua a offrire assistenza sanitaria gratuita ai bambini di Bangui nel Centro pediatrico aperto nel 2009 e, grazie a un team di chirurgia di guerra, presso il Complexe pèdiatrique. Inoltre, i medici dell'organizzazione stanno intervenendo anche in uno dei campi profughi sorti intorno all'aeroporto e al Pk13, dove sono concentrati centinaia di bambini senza nessuna assistenza.

Secondo i dati delle agenzie internazionali, i profughi della guerra in Repubblica Centrafricana sono ormai quasi un milione su una popolazione totale di 4 milioni e seicentomila persone. Molti hanno trovato rifugio nei campi sorti intorno a Bangui; alcuni, soprattutto gli stranieri, stanno invece cercando di lasciare il Paese. Vicino all'aeroporto, separato dal campo principale, c'è un accampamento di alcune migliaia di civili ciadiani in attesa del rimpatrio. In un grande spiazzo sterrato, occupato da aerei dismessi, ci sono persone accampate ovunque tra cartoni e teli di plastica, senza acqua, senza servizi igienici.