Mondo Solidale

Il presidente della Camera, Laura Boldrini 

Ebola, Boldrini: "Ringrazio l'Italia che sfida la paura". Le istituzioni "devono fare la loro parte"

Il presidente della Camera esprime gratitudine "agli operatori che ci rappresentano e rischiano nel loro lavoro". Poi ricorda che "nella legge di Stabilità è stato approvato un emendamento che consente di ottenere velocemente l'aspettativa per chi chiede di andare a lavorare nei paesi colpiti dal virus"

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ROMA - "Voglio mandare un saluto caloroso al medico malato, un abbraccio ideale a lui, che sta affrontando una grande sfida. Vorrei esprimere la mia vicinanza alla sua famiglia, che vive questa situazione in solitudine per ovvi motivi di tutela della privacy". Con queste parole il presidente della Camera, Laura Boldrini, ha aperto il convegno "Ebola: gli italiani che sfidano la paura", che si è tenuto oggi nella sala del Mappamondo alla Camera. E mentre l'ospedale Spallanzani di Roma fa sapere che, sebbene resti in assistenza respiratoria meccanica, "le condizioni cliniche" del medico siciliano di Emergency "permangono stabili e la prognosi riservata", Boldrini ha celebrato un'Italia fatta di "eroi e di eroine del nostro tempo, che sfidano la paura", non solo quella di chi "lucra e ha lucrato sulle spalle dei più deboli e dei più vulnerabili". "E' doveroso - ha continuato - da parte delle istituzioni mettere al centro questa parte di Italia".

All'incontro, oltre al direttore scientifico dello Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, erano presenti i volontari e gli operatori delle organizzazioni impegnate in Africa nel contrasto ad Ebola. "Ho organizzato questo incontro perché ritengo importante esprimere gratitudine istituzionale agli operatori che ci rappresentano e rischiano nel loro lavoro. Questa Italia raramente appare - ha aggiunto Boldrini - nella lotta contro Ebola gli italiani sono in prima linea, sfidano la paura e si distinguono per generosità e professionalità. Le istituzioni cercano di fare la loro parte, ma per fare di più è importante sentire le vostre testimonianze".
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Ebola come Is.
Boldrini ha ricordato che è trascorso un anno dall'inizio dell'epidemia in Ebola in Africa occidentale e che in questi paesi la sanità pubblica è completamente inadeguata a dare una risposta. "Di Ebola ce ne siamo accorti tardissimo, quando i primi occidentali sono morti; è successa la stessa cosa con l'Isis: per anni c'è stato il conflitto ma ce ne si accorge quando il primo occidentale viene decapitato", ha sottolineato il presidente della Camera. "Quanto tempo si è aspettato prima di mettere in campo una risposta? E' la stessa identica dinamica".

"Servono almeno inviare almeno 5mila medici ".
"Per chi chiede di andare a lavorare nei paesi colpiti da Ebola, le istituzioni cercano di fare la loro parte. Il commissario europeo alla Salute ha chiesto ai paesi europei di inviare almeno 5mila medici nei paesi colpiti", ha continuato Boldrini. E' vero che la risposta internazionale contro Ebola è stata lenta, "ma - ha concluso - è anche vero che non c'è in loco un sistema capace di circoscrivere l'emergenza".

Aspettativa veloce per chi parte.
"Nella legge di Stabilità è stato approvato un emendamento che consente di ottenere velocemente l'aspettativa per chi chiede di andare a lavorare nei paesi colpiti da Ebola". Lo ha detto il presidente della Camera, Laura Boldrini, sottolineando che così "le istituzioni cercano di fare la loro parte". "Abbiamo risposto alle richieste dell'Ue - ha detto - di fare di più per contrastare Ebola, il che vuol dire per l'Europa inviare almeno altri 5.000 medici e migliaia di assistenti sanitari. L'emendamento approvato va in questa direzione".

Un'analisi politica 'povera'. Secondo Boldrini in italia il diffondersi di ebola ha animato "un dibattito pubblico molto povero" e l'attenzione principale è stata posta "sui rischi e sulle misure di contrasto, ma non c'è stata un'analisi approfondita di questo fenomeno, di come si è sviluppato". "Qualcuno - ha aggiunto - è arrivato a dire che l'Italia, per proteggersi, deve interrompere l'operazione 'Mare Nostrum'. E' stato detto anche questo, nel nostro dibattito pubblico. E questo dimostra la mancanza di visione, di articolazione, e anche una certa povertà rispetto ai modi di affrontare i grandi temi".