ROMA - In Nepal si trovano 8 delle 14 cime più alti del pianeta. Sono appena tornata da una visita di tre giorni nel paese. Nel mio lavoro, vedo spesso disastri di grande portata, ma la devastazione a cui si assiste in Nepal, che si staglia su uno sfondo di bellezze paesaggistiche e archeologiche, è particolarmente commovente. L'antica piazza Patan Durbar, patrimonio dell'UNESCO a Kathmandu, è ridotta in macerie. I maestosi contrafforti dell'Himalaya si sono trasformati improvvisamente da traguardi per scalatori a ostacolo evidente per complicate operazioni di soccorso.
[[ge:rep-locali:repubblica:113899126]]
Il destino della valle di Kathmandu. I terremoti sono forse, tra tutti i disastri naturali, i più potenti - emergenze dall'"improvvisa insorgenza". Da molto tempo i sismologi descrivono la Valle di Kathmandu come il luogo più pericoloso al mondo dal punto di vista sismico. Gli esperti erano consapevoli che si trattava solo di una questione di tempo, e che le placche tettoniche sotto questo meraviglioso paese avrebbero prima o poi rilasciato l'energia accumulata. Sapevamo che un terremoto sarebbe potuto accadere, e sapevamo che le conseguenti operazioni di soccorso avrebbero dovuto affrontare considerevoli difficoltà logistiche.
L'investimento sul DFID. Il Programma Alimentare Mondiale (WFP) - assieme al governo del Nepal e grazie al sostegno dei suoi donatori - si era preparato a un simile scenario. Appena qualche settimana prima del terremoto, avevamo inaugurato un Centro logistico di Raccolta degli aiuti per l'intera comunità umanitaria presso l'aeroporto di Kathmandu, grazie al sostegno di DFID (Dipartimento britannico per lo Sviluppo internazionale). Quell'iniziale ampio lotto di terreno vuoto, con unità di stoccaggio mobile e uffici prefabbricati, ha dimostrato - nelle ore successive al terremoto - quanto quell'investimento fosse importante. Il Centro è, infatti, diventato un punto nevralgico per lo scarico e il dislocamento rapido dei carichi aerei umanitari che arriviano in continuazione.
Un pugno nello stomaco. L'impatto della devastazione, a dispetto di tutte le nostre proiezioni e programmazioni, appare in tutta la sua evidenza quando si analizza la sua estensione, che va ben oltre la sola città di Katmandu. Per comprendere meglio la portata delle difficoltà logistiche che stiamo affrontando, ho sorvolato in elicottero alcune delle aree più gravemente colpite del paese. Vedere le enormi distruzioni causate dal terremoto sullo sfondo di un paesaggio magnifico è un pugno nello stomaco, persino per un operatore umanitario di lungo corso quale sono io. Ci sono cumuli di pietra e fango, lì dove prima sorgevano le case. Donne e bambini sono costretti a vivere fuori casa su versanti montagnosi isolati. I bisogni sono enormi. Il WFP deve raggiungere 1,4 milioni di persone, non solo con il cibo. I sopravvissuti hanno urgente bisogno di teloni e tende, così come di sistemi per la depurazione dell'acqua, che il WFP contribuisce a distribuire per conto dei suoi prtner umanitari.
Gli alti costi degli elicotteri. Il WFP è responsabile del supporto logistico per l'intera comunità umanitaria. Per adempiere a tale responsabilità, disponiamo di una flotta di camion in grado di raggiungere le aree ancora accessibili via terra. Tuttavia, la geografia particolare del Nepal, la pioggia, le scosse di assestamento e le frane rendono inaccessibili su strada molti dei centri abitati che sono stati colpiti. Per raggiungere gran parte delle zone più remote e duramente colpite, come quelle nel distretto di Gorkha, epicentro del terremoto, gli elicotteri rappresentano l'unica opzione possibile. Gli elicotteri sono un mezzo dispendioso per inviare gli aiuti, con un costo dalle sette alle otto volte più elevato rispetto al trasporto terrestre, perciò dobbiamo ancora una volta fare appello alla generosità della comunità globale dei donatori perché sostengano lo sforzo operativo del WFP.
* Ertharin Cousin è la direttrice esecutiva del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP)
[[ge:rep-locali:repubblica:113899126]]
Il destino della valle di Kathmandu. I terremoti sono forse, tra tutti i disastri naturali, i più potenti - emergenze dall'"improvvisa insorgenza". Da molto tempo i sismologi descrivono la Valle di Kathmandu come il luogo più pericoloso al mondo dal punto di vista sismico. Gli esperti erano consapevoli che si trattava solo di una questione di tempo, e che le placche tettoniche sotto questo meraviglioso paese avrebbero prima o poi rilasciato l'energia accumulata. Sapevamo che un terremoto sarebbe potuto accadere, e sapevamo che le conseguenti operazioni di soccorso avrebbero dovuto affrontare considerevoli difficoltà logistiche.
L'investimento sul DFID. Il Programma Alimentare Mondiale (WFP) - assieme al governo del Nepal e grazie al sostegno dei suoi donatori - si era preparato a un simile scenario. Appena qualche settimana prima del terremoto, avevamo inaugurato un Centro logistico di Raccolta degli aiuti per l'intera comunità umanitaria presso l'aeroporto di Kathmandu, grazie al sostegno di DFID (Dipartimento britannico per lo Sviluppo internazionale). Quell'iniziale ampio lotto di terreno vuoto, con unità di stoccaggio mobile e uffici prefabbricati, ha dimostrato - nelle ore successive al terremoto - quanto quell'investimento fosse importante. Il Centro è, infatti, diventato un punto nevralgico per lo scarico e il dislocamento rapido dei carichi aerei umanitari che arriviano in continuazione.
Un pugno nello stomaco. L'impatto della devastazione, a dispetto di tutte le nostre proiezioni e programmazioni, appare in tutta la sua evidenza quando si analizza la sua estensione, che va ben oltre la sola città di Katmandu. Per comprendere meglio la portata delle difficoltà logistiche che stiamo affrontando, ho sorvolato in elicottero alcune delle aree più gravemente colpite del paese. Vedere le enormi distruzioni causate dal terremoto sullo sfondo di un paesaggio magnifico è un pugno nello stomaco, persino per un operatore umanitario di lungo corso quale sono io. Ci sono cumuli di pietra e fango, lì dove prima sorgevano le case. Donne e bambini sono costretti a vivere fuori casa su versanti montagnosi isolati. I bisogni sono enormi. Il WFP deve raggiungere 1,4 milioni di persone, non solo con il cibo. I sopravvissuti hanno urgente bisogno di teloni e tende, così come di sistemi per la depurazione dell'acqua, che il WFP contribuisce a distribuire per conto dei suoi prtner umanitari.
Gli alti costi degli elicotteri. Il WFP è responsabile del supporto logistico per l'intera comunità umanitaria. Per adempiere a tale responsabilità, disponiamo di una flotta di camion in grado di raggiungere le aree ancora accessibili via terra. Tuttavia, la geografia particolare del Nepal, la pioggia, le scosse di assestamento e le frane rendono inaccessibili su strada molti dei centri abitati che sono stati colpiti. Per raggiungere gran parte delle zone più remote e duramente colpite, come quelle nel distretto di Gorkha, epicentro del terremoto, gli elicotteri rappresentano l'unica opzione possibile. Gli elicotteri sono un mezzo dispendioso per inviare gli aiuti, con un costo dalle sette alle otto volte più elevato rispetto al trasporto terrestre, perciò dobbiamo ancora una volta fare appello alla generosità della comunità globale dei donatori perché sostengano lo sforzo operativo del WFP.
* Ertharin Cousin è la direttrice esecutiva del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP)