Mondo Solidale

India, l'ondata di caldo soffoca e colpisce come sempre i più poveri

Oltre 1.500 morti solo nell'ultima settimana. Lo stato più colpito è quello sud orientale dell'Andhra Pradesh. Ospedali pubblici, Ong internazionali e Agenzie umanitarie delle Nazioni Unite mobilitate per distribuire acqua in un paese che ospita il 33% di tutti i poveri del mondo

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HYDERABAD (India) - Almeno 1.500 persone sono morte nell'ultima settimana per l'ondata di caldo che sta investendo l'India, con temperature che in certe zone hanno superato i 50 gradi e che hanno sciolto l'asfalto su alcune strade di New Delhi. La maggior parte delle vittime appartengono agli strati più poveri della società, in un paese di ormai 1 miliardo e oltre 200 milioni di abitanti - vale la pena ricordarlo - in cui il 70% della popolazione vive in zone rurali, dove risiede il 33% dei poveri di tutto il mondo e dove 1/3 degli abitanti (pari a circa la popolazione degli Stati Uniti) vive sotto la soglia minima della povertà, fissata dalla Banca Mondiale in 1,25 dollari al giorno.

L'appello alle Ong e alle Agenzie Onu: "Serve acqua". Gli ospedali, le Ong internazionali e le Agenzie delle Nazioni Unite che operano in tutto il territorio nazionale, sono in emergenza per fronteggiare questa improvvisa, ma non imprevedibile calamità. Il consiglio diffuso dalle autorità è quello di non uscire di casa. Lo Stato più colpito è stato quello dell'Andhra Pradesh, nel sud del Paese, dove sono morte 551 persone. E' stato chiesto alle organizzazioni umanitarie di aprire tutte le forniture di acqua potabile per far sì che diventi disponibile in tutte le città. Le alte temperature devono poi sommarsi ad alti tassi di umidità, superiori al 40-50 %, che aumentano la percezione del calore sul corpo umano, fino a 60°C.

I meteorologi non prevedono miglioramenti. L'Hindustan Times ha pubblicato in prima pagina la foto di strade della capitale con l'asfalto sciolto dal calore, con le strisce pedonali diventate uniformi. Oltre all'Andhra Pradesh, il caldo ha provocato vittime anche nello Stato di Telangana (231 morti), in quello di Orissa (11 morti) e nel Bengala occidentale (13 morti). Le temperature sono state più alte di 5 gradi rispetto alla media stagionale e i meteorologi non prevedono miglioramenti per i prossimi giorni.

Le minacce dell'ambiente si abbattono sulla povertà. l Centro per la Sicurezza e l'Ambiente (CSE) ha riferito che i record climatici mostrano come il riscaldamento globale indotto dall'uomo aveva trasformato il 2.014 nel l'anno più caldo mai registrato, mentre otto dei dieci anni più caldi in India sono stati nel corso del recente decennio (2001-2010). "Le temperature a livello globale sono aumentate mediamente di 0,8 gradi negli ultimi 100 anni - scrive l'Hindustan Times - mentre le temperature notturne aumentano notevolmente, come per esempio ad Ahmedabad e a Delhi, dove recentemente sono salite a 36 e a 39 gradi centigradi, rispettivamente".

Dal 18 maggio ad oggi le stesse vittime di tutto il 2014. Lo stato più colpito è quello meridionale di Andhra Pradesh. Gli ospedali in India faticano a gestire l'emergenza.  I dati di quest'anno, sottolineano gli esperti, sono insolitamente gravi. Nello stato meridionale di Andhra Pradesh, di gran lunga il più colpito, 1.020 persone sono morte dal 18 maggio, più del dubbio del numero di vittime dovute all'ondata di calore dell'intero 2014. Nel vicino stato di Telangana, dove le temperature sono arrivate fino a 48 gradi, 340 persone sono morte per il caldo torrido, rispetto alle 31 dell'anno scorso anno.

Un'ondata più breve ma più feroce. "L'ondata di calore nel 2015 è durata di meno, ma ha avuto un bilancio di vittime più pesante", ha dichiarato Arjuna Srinidhi, responsabile programma per il cambiamento climatico presso il gruppo di ricerca Cse. "Questo potrebbe essere dovuto a un improvviso cambio di temperature dopo una prolungata umidità tra febbraio e marzo". Gli ospedali sono al collasso, con i pazienti che lamentano vertigini e fortissimi mal di testa. Altri mostrano sintomi di delirio e tutti sono fortemente disidratati; si sono formate code all'esterno dei nosocomi, dove sono distribuite bottigliette d'acqua. Molte donne cercano di consolare i loro bambini in lacrime, avvolgendo la loro testa in fazzoletti per proteggerli dal sole.