Mondo Solidale

Pakistan, più di 30 milioni di persone sono state colpite dalle inondazioni che hanno provocato almeno 1.136 morti

Pakistan, più di 30  milioni di persone sono state colpite dalle inondazioni che hanno provocato almeno 1.136 morti
Il lavoro sul campo e l'appello dell'UNHCR. 6,4 milioni necessitano di un sostegno immediato. Da giugno, centinaia di migliaia di persone hanno abbandonato le loro case e vivono in campi o presso famiglie ospitanti
2 minuti di lettura

ROMA - L’UNHCR, l'Agenzia ONU per i Rifugiati, ha chiesto il sostegno internazionale per rafforzare l’assistenza di emergenza per milioni di persone colpite dalle inondazioni monsoniche in Pakistan che hanno già creato oltre 1.000 morti. Oltre 30 milioni di persone sono state colpite da piogge torrenziali e inondazioni improvvise in tutto il Pakistan. Di queste, 6,4 milioni necessitano di un sostegno immediato. Da giugno, centinaia di migliaia di persone sono state costrette a abbandonare le loro case per le inondazioni e ora vivono in campi o presso famiglie ospitanti. Un terzo del Paese, dunque, è stato letteralmente sommerso: lo dice il ministro del clima. La forza delle piogge hanno spazzato via strade, case e raccolti. "Un grande oceano doce non c'è spazio di terra asciutta per pompare l'acqua - ha detto Sherry Rehman, la prima donna leader dell'opposizione al Senato pakistano, oggi Ministro federale per i cambiamenti climatici, definendola una "crisi di proporzioni inimmaginabili". Almeno 1.136 persone sono morte.

Filippo Grandi: "Ci vogliono subito sostegno e solidarietà". Piogge e le inondazioni sono state letteralmente catastrofiche per milioni di persone - ha detto Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati - in questi tempi difficili, abbiamo bisogno urgentemente di sostegno e solidarietà a livello mondiale per il Pakistan”. Intanto, il governo di Islamabad sta mettendo in atto una prima risposta e ha fatto appello al sostegno internazionale per tentare di arginare i danni a persone e a cose provocate dalle inondazioni, che hanno devastato molte aree del Paese asiatico.

Per 1.3 milioni di rifugiati afghani è l'approdo naturale. Il Pakistan ospita anche circa 1,3 milioni di rifugiati afghani registrati e accoglie i rifugiati da oltre 40 anni. I dati dell'UNHCR ci dicono che due rifugiati afgani su tre scelgono il Pakistan per fuggire dal loro paese. E lo fanno per storia che per molti versi li accomuna, per la cultura e la oggettiva vicinanza. E il Pakistan il luogo prescelto, insomma, per coltivare la speranza per un futuro nuovo da inventare. Nell’ambito di una risposta coordinata sotto la guida del Comitato nazionale di gestione dei disastri (NDMA) del Pakistan e con altri partner, l’UNHCR ha consegnato articoli di soccorso nelle aree più colpite delle province di Balochistan e Khyber Paktunkhwa.

Gli aiuti concreti che sono arrivati. Finora, l’UNHCR ha fornito ai villaggi di rifugiati e alle comunità ospitanti più di 71.000 articoli di emergenza, tra cui tende, teloni di plastica, prodotti sanitari, fornelli, coperte, lampade solari e stuoie per dormire. Inoltre, l’UNHCR ha consegnato 10.000 sacchi per aiutare le famiglie a costruire difese intorno alle loro case. L’assistenza fornita finora ammonta a oltre 1,5 milioni di dollari. Ma sono necessari molti più aiuti. Un appello di finanziamento delle Nazioni Unite, pubblicato oggi a sostegno della risposta guidata dal governo, chiede circa 160 milioni di dollari per aiutare oltre 5 milioni di persone nelle aree più colpite attraverso la fornitura di cibo, istruzione, alloggi e protezione, tra le altre cose. L’UNHCR ha già assistito in passato le comunità locali del Pakistan colpite dal terribile terremoto del 2015 e dalle gravi inondazioni del 2010.