ROMA - L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in Mozambico ha dato il via a una campagna di vaccinazione di massa di cinque giorni contro il colera. Il programma è rivolto a una platea di circa 720 mila persone distribuite in otto province. Il Paese africano sta intensificando inoltre le misure di controllo contro i focolai. Attualmente sono stati registrati 5.260 casi di colera e 37 decessi dal settembre 2022. Assieme alla campagna di vaccinazione, le autorità sanitarie stanno monitorando l’evolversi della malattie e adottando una serie di misure di prevenzione.
Il lavoro dell’OMS. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stanziato 850 mila dollari per affrontare l’emergenza in Mozambico e ha distribuito forniture mediche e medicinali, dove è stato registrato un forte aumento dei casi dall’autunno 2022. Il numero maggiore di infezioni sono state finora segnalate in tre delle undici province del paese. Le regioni settentrionali di Niassa, Sofala e Tete sono le più colpite. "La campagna di vaccinazione è cruciale per arginare la diffusione del colera e salvare vite umane", ha affermato il dott. Severin von Xylander, rappresentante dell'OMS in Mozambico. "Stiamo anche lavorando con le istituzioni sanitarie locali per rafforzare le principali misure di risposta alle epidemie e abbiamo dispiegato personale nelle province più colpite per aiutare le autorità a rilevare, prevenire e arrestare il focolaio di colera".
I vaccini. Durante la campagna di vaccinazione i medici utilizzano un approccio misto, somministrando le medicine sia nei centri sanitari sia attraverso squadre mobili con visite porta a porta. Ma i vaccini non bastano per bloccare l’epidemia, per cui le organizzazioni stanno portando avanti anche un lavoro di monitoraggio delle acque e dei servizi igienico-sanitari con lo scopo di fare prevenzione nelle aree ad alto rischio.
Mancano le scorte di farmaci e cresce la domanda. Nonostante la carenza su larga scala di vaccini contro il colera e il corrispondente aumento della domanda a causa dei focolai che si stanno sviluppando a livello globale, l’OMS e i suoi partner, Gavi, Vaccine Alliance e Africa Centers for Desease Control, stanno riuscendo ad affrontare le emergenze epidemiche nella gran parte dei paesi dell’Africa meridionale. "Il recente aumento dei focolai e i rischi che presentano, sottolineano l'importanza del nostro lavoro nel finanziare le scorte globali di vaccini orali contro il colera, le campagne di risposta alla malattia e l'accesso alla possibilità di ottenere immunizzazioni contro altre malattie come il morbillo, la febbre gialla e la poliomielite”, ha spiegato Thabani Maphosa, amministratore presso Gavi.
L’impegno delle organizzazioni internazionali. I problemi relativi alla disponibilità delle scorte di vaccini ha spinto l'International Coordinating Group on Vaccine Provision (ICG) a sospendere temporaneamente il regime di vaccinazione standard a due dosi nelle campagne, utilizzando invece un approccio a dose singola. L'ICG è un'iniziativa che mira a distribuire le forniture di vaccini in situazioni di emergenza ed è una partnership tra la Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, Medici senza Frontiere, il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia e l’OMS.
Il colera. Il colera è un'infezione acuta, estremamente virulenta, che può diffondersi rapidamente e causare disidratazione con un conseguente ed elevato tasso di mortalità. Tuttavia la malattia è facilmente curabile con la somministrazione tempestiva di una soluzione reidratante per via orale o endovenosa.
La mortalità infantile. Il colera è endemico in Mozambico e, assieme ad altri morbi che portano diarrea e disidratazione, è una delle principali cause di morte infantile. Nelle province settentrionali del paese ogni anno si sviluppano dei focolai. Purtroppo la trasmissione della malattia è legata anche alla scarsa igiene e alla difficoltà di utilizzare acqua potabile. Negli ultimi anni gli eventi climatici estremi come la siccità e le inondazioni stanno intensificando il rischio che il colera si diffondi in molte zone dell’Africa. In Mozambico le inondazioni dovute all'attuale stagione delle piogge hanno colpito oltre 39 mila persone, 76mila case, causato nove vittime e ingenti danni alle infrastrutture, tra cui strade, ponti e centri sanitari.