ROMA – I Senza Dimora – questo va detto subito – muoiono tutti i mesi, non solo d’inverno per il freddo. Quindi non è una questione stagionale, chi non ha un tetto sulla testa e si deve arrangiare ogni giorno, per anni e anni, a vivere all’aperto – in Italia si calcola che siano circa 98mila persone – alla fine mette troppo alla prova il proprio fisico, si ammala e muore. Il numero preciso delle persone senza casa che sono morte per strada, relative al 2025, non si conosce ancora. I dati verranno resi noti entro la fine dell’anno o nelle prime settimane del 2026 dalla Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora Ente del Terzo Settore. Si sa per certo che nel 2024 per le strade del nostro Paese sono morte 434 persone “senza fissa dimora”, appunto, molte di più rispetto all’anno precedente.
La tipologia anagragica del senza casa. L’età media delle persone decedute è molto bassa: 44,9 anni, la metà dell’aspettativa di vita media che c’è in Italia, fissata per gli uomini a 81,6 anni. I giovani morti, tra i 17 e i 29 anni rappresentano il 18% del totale tra le persone senza dimora: il numero assoluto è 76 individui. E’ la fascia d’età al secondo posto tra le più colpite, subito dopo i 40-49enni. Sono perlopiù di giovani uomini (89%) e di nazionalità straniera (92%) I numeri del 2024 evidenziano che quasi la metà dei decessi (47%) è attribuibile a eventi traumatici e accidentali, come aggressioni, incidenti e suicidi
In Lombardia il record dei decessi. A livello regionale, le aree con il maggior numero di decessi sono la Lombardia (18%, pari a 78 decessi) e il Lazio (12%, pari a 50 decessi). Significativi anche i dati del Veneto (11%, 48 decessi), della Campania (10%, 44 decessi) e dell’Emilia Romagna (9%, 39 decessi)
La vicinanza fisica è il presupposto per l’aiuto. L’impegno delle centinaia di organizzazioni umanitarie che operano sul territorio italiano e che concentrano le loro attività nell’assistenza a chi vive all’aperto, è quello di andare incontro a queste persone, raggiungerle in strada, perché è lì che vivono e trovano la morte. Vivono oggettivamente in luoghi di violenza, di incidenti e aggressioni.
Le grandi e piccole realtà locali del volontariato. Le grandi realtà del volontariato che operano in tutto il Paese sono la Caritas, la Croce Rossa Italiana, e la Comunità di Sant'Egidio. Ma ci sono poi tante altre associazioni di volontariato locali, Onlus e Fondazioni come Fondazione Progetto Arca, Ronda della Carità, Avvocato di Strada, e gruppi di "Unità di Strada". Sono organismi che lavorano in rete, spesso coordinate dai Comuni, che offrono pasti, vestiti, coperte, assistenza sanitaria e supporto umano, soprattutto nei mesi più freddi.