ROMA - Andrea Botta, o Andrew come ormai si fa chiamare da oltre mezzo secolo in Kenya, è un italiano originario di Cuneo e vera anima del Ng'uruu Gakirwe Water Project e di Meru Herbs. Dal suo ufficio di Nairobi e con il suo immancabile pick-up fa la spola tra la capitale keniota e il campo base del progetto fin dalla sua fondazione.
Come è stato possibile riuscire a realizzare tutto ciò, in più creando un modello sostenibile e auto-gestito?
La creazione di un modello sostenibile e auto-gestito è stata l'idea iniziale fin dalla nascita del progetto. Era per noi una scelta quasi obbligata visti gli errori fatti in precedenza sempre nell'ambito di cooperative agricole create nella zona di Meru. Abbiamo imparato la lezione e progredito a piccoli passi. Basti pensare che tutto il personale impiegato nella produzione è stato formato sul lavoro ed una buona percentuale fra loro ha ormai 20 anni di esperienza alle spalle. La scelta di vendere prodotti finiti e non materie prime è stato uno degli altri cardini del nostro successo. E' stata una decisione essenziale per la nostra crescita economica.
Quanto è stata importante la rete del commercio equo e solidale nel vostro successo?
La rete distributiva del fair trade è stata lo sbocco fondamentale e, ad oggi, insostituibile per i nostri prodotti. Con l'assistenza dei loro esperti siamo riusciti ad affinare la produzione ed in confezionamento rendendo i nostri prodotti esportabili. E anche se il settore oggi subisce gli effetti della crisi economica - gli ordinativi dall'Italia, ad esempio, sono molto diminuiti per noi - siamo riusciti a compensare con l'apertura di nuovi mercati equi e solidali come l'Irlanda. Altrettanto importante per noi è stato l'investimento nell'agricoltura biologica, una scelta consapevole effettuata anni addietro e che ha prodotto i suoi frutti.
Come è cambiata la vita dei vostri beneficiari, dagli agricoltori agli operai?
La vita dei nostri operai e agricoltori é cambiata enormemente, in meglio. La dimostrazione è che sul nostro stesso fiume, a monte del nostro progetto di irrigazione, sono nati una ventina di altri progetti idrici che mettono a disposizione dell'acqua per i membri delle loro cooperative. Tuttavia, non sono al corrente di nessuna altra cooperativa che abbia deciso di vendere, trasformare o commercializzare i propri prodotti.
Quali sono i vostri progetti futuri per espandere ulteriormente il progetto?
In questo momento i nostri progetti per il futuro non riguardano tanto l'espansione delle attività, ma il loro consolidamento. Uno degli esempi è quello dell'impianto fotovoltaico che vorremmo alimentasse le nostre attività produttive. Al tempo stesso è necessario migliorare anche il sistema di irrigazione passando dagli "sprinkler" al "drip irrigation", ovvero dall'irrigazione a spruzzo a quella a goccia, un sistema che consentirà di ottimizzare l'utilizzo dell'acqua.