ROMA – Quasi 3 milioni di persone sono state costrette a scappare sia all'interno che all'esterno del Sudan a causa del conflitto in corso da tre mesi. Secondo i dati dell'Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (OIM) oltre 2,2 milioni di persone sono sfollati interni e oltre 700 mila persone sono state invece costrette a scappare all'estero.
La fuga. La maggior parte degli sfollati, cioè il 67 per cento, è fuggita dallo stato di Khartoum e dal Darfur verso il Nord, il fiume Nilo, il Darfur occidentale e gli stati del Nilo bianco. Il cibo, l'accesso ai servizi sanitari e ai beni di prima necessità rimangono gravemente carenti. Mentre la maggior parte degli sfollati vive con la comunità ospitante, oltre 280 mila di loro attualmente si trovano nei campi, in edifici pubblici e rifugi improvvisati, in particolare nello stato del Nilo Bianco. Altri movimenti sono stati registrati al confine con l'Egitto, il Ciad, il Sud Sudan, l'Etiopia e la Repubblica Centrafricana. Delle oltre 697 mila persone che sono entrate nei Paesi vicini, il 65 per cento sono sudanesi e si stima che il 35 per cento siano rimpatriati e cittadini di paesi terzi. La maggior parte di essi vive in condizioni estremamente precarie.
La crisi umanitaria. La continua progressione della violenza sta aggravando una situazione umanitaria già disastrosa sia nel paese che nella regione. Almeno 24,7 milioni di persone – circa la metà della popolazione del Sudan – ha urgente bisogno di aiuti e protezione. Un terzo di esse si trova in Darfur, dove la situazione sta deteriorando giorno dopo giorno.
I corridoi umanitari. L'OIM chiede da diverso tempo un cessate il fuoco permanente e la rimozione degli impedimenti burocratici per garantire corridoi umanitari sicuri e permettere la consegna di aiuti alle persone nelle aree più difficili da raggiungere, spiega il direttore regionale dell'OIM nella zona Medio Oriente e Nord Africa, Othman Belbeisi. Per rispondere alla crisi del Sudan, l'OIM ha intensificato le attività di sostegno e assistenza in Sudan, Ciad, Sud Sudan, Etiopia, Egitto, Libia e Repubblica centrafricana.
I numeri dell'assistenza. In Ciad sono state raggiunte oltre 22.400 persone; in Sud Sudan oltre 37.900; in Etiopia oltre 48.500; in Egitto sono state raggiunte oltre 20.800 persone con la distribuzione di beni di prima necessità e in Libia l'OIM si sta preparando a distribuire beni non alimentari e kit igienici.