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Kenya, 50.000 persone varcano la frontiera in fuga dalle violenze in Etiopia: “E ne arrivano altre”

Kenya, 50.000 persone varcano la frontiera in fuga dalle violenze in Etiopia: “E ne arrivano altre”

Lo ha reso noto l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, avvertendo che ulteriori arrivi potrebbero esercitare forti pressioni sui servizi e le risorse locali già a dura prova

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NAIROBI – Almeno 50.000 persone hanno attraversato il confine, entrando nel Nord del Kenya, in seguito ai violenti scontri nella vicina Etiopia. Lo ha reso noto l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), avvertendo che ulteriori arrivi potrebbero esercitare una pressione supplementare su servizi e risorse locali già messi a dura prova. Data l’evoluzione della situazione, il governo del Kenya e i partner interagenzia stanno pianificando una risposta in grado di assistere fino a 80.000 persone, in previsione di nuovi arrivi e di crescenti bisogni umanitari.

Soddisfare i loro bisogni immediati è la priorità. “Migliaia di persone sono entrate in Kenya in cerca di sicurezza e la maggior parte è stata accolta dalle comunità locali – ci ha dice Nomagugu Ncube, capo missione dell’OIM in Kenya – la situazione rimane fluida e il numero degli arrivi potrebbe aumentare nei prossimi giorni. Soddisfare i loro bisogni immediati, sostenendo al contempo le comunità che ora ospitano migliaia di persone, è una priorità urgente”,

L’ospitalità nelle comunità locali lungo il confine. Al 29 ottobre, si stima che 50.000 persone siano arrivate a Moyale, nella contea di Marsabit. Chi arriva trova ospitalità presso le comunità locali lungo il confine, mentre altri hanno trovato rifugio in cinque siti temporanei. Le comunità che accolgono i nuovi arrivati ​​sono già sotto pressione per quanto riguarda le risorse e i servizi; una situazione che potrebbe aggravarsi qualora altre persone attraversassero il confine. I nuovi arrivati ​​necessitano di acqua, riparo, assistenza sanitaria e beni di prima necessità. Anche i servizi di protezione e quelli igienico-sanitari rientrano tra le esigenze immediate individuate.

Lo strumento che raccoglie informazioni sulle persone sfollate. Assieme al governo del Kenya, all’UNHCR, il Dipartimento per i servizi ai rifugiati e ad altri partner umanitar, l’OIM sta supportando le attività di valutazione attraverso la sua “Matrice di monitoraggio degli spostamenti”, uno strumento che raccoglie informazioni sulle persone sfollate per aiutare a identificare le necessità prioritarie e orientare gli interventi di assistenza. I dati sugli arrivi sono ancora provvisori e potrebbero variare man mano che saranno disponibili ulteriori informazioni.

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