ROMA - La terza edizione di Un Fiume di Storie, Festival delle Letterature e delle Scienze si svolgerà nelle piazze di Nazzano e nella cornice della Riserva Naturale Tevere - Farfa il 30 e 31 maggio e il 1 giugno 2014. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha conferito, anche quest'anno, una sua medaglia di rappresentanza alla manifestazione alla quale interverranno scrittori, scienziati, giornalisti e artisti in diverse sezioni.
L'idea del Festival. Il Festival è nato da un'idea di un gruppo di sognatori pervicaci (operatori culturali, critici letterari, scrittori, scienziati, fotografi, bibliotecari, attori, critici d'arte), aiutati dalla generosità della gente di Nazzano, da contributi di amici, da chi ama i libri e da tutte le persone che credono nella bellezza e nell'utilità della conoscenza delle letterature, delle scienze, delle arti e della solidarietà. "Un fiume di storie" si svolge a Nazzano, paese di confine tra province diverse (Roma, Rieti, Viterbo), a picco sul Tevere, sull'orlo della Sabina e di fronte al virgiliano monte Soratte, oggi "frontiera" dove si intrecciano tra loro esperienze e culture diverse: donne e uomini, giovani e vecchi, autoctoni e immigrati.
Ogni anno il racconto di un elemento naturale. La corrente di tutte le storie ci trascina verso un "senso" possibile delle nostre esistenze. Perciò è necessario che ci sia qualcuno a raccontarle ed altri ad ascoltarle. Raccontare per non dimenticare, per custodire nella memoria, ma non soltanto. Non basta ricordare, occorre capire e dunque abbiamo bisogno di tutti gli strumenti, di tutti i linguaggi - letteratura, scienze, filosofia, teatro, cinema, pittura, musica - che ci aiutino a decifrare la complessità del reale. Alcuni affabulatori, artisti e scienziati ci racconteranno storie in cui riconoscere almeno una parte del nostro destino. Ogni anno uno dei quattro elementi naturali è il tema portante del Festival e per avvicinare le giovani generazioni a tutte le forme d'arte, Un Fiume di Storie coinvolge le scuole dell'infanzia, le classi primarie e secondarie di diversi paesi della Valle del Tevere: Civitella San Paolo, Filacciano, Nazzano, Ponzano, Torrita Tiberina e Sant'Oreste con un concorso letterario parte integrante del Festival.
L'Aria come filo conduttore. Quest'anno l'elemento naturale di cui si dibatterà nella sezione scientifica del Festival è l'Aria con interventi - introdotti dall'antropologo Tommaso Rotundo - dell'archeologa Ilaria Scerrato che parlerà dei miti e delle tradizioni orali del Pakistan e dell'etnomusicologo Emiliano Migliorini che racconterà degli strumenti musicali tradizionali del Lazio e con la proiezione del film Córegn, cifolitti e sciüroc. Lazio, Lombardia, Alto Adige a confronto sullo strumentario musicale di Emiliano Migliorini e di Paolo Vinati, etnomusicologo. Tra le iniziative collaterali, la mostra fotografica collettiva ARIA curata da Pasquale Comegna e la mostra della pittrice Paola Mazzetti.
Falconieri e aquiloni. Come per le passate edizioni, la giornata di venerdì 30 maggio è dedicata a La Scuola va al Festival: i migliori racconti degli alunni delle scuole d'infanzia, primarie e secondarie di sei paesi della Valle del Tevere (Civitella San Paolo, Filacciano, Nazzano, Ponzano, Sant'Oreste e Torrita Tiberina) coinvolti attivamente nel Festival con un concorso letterario il cui tema è l'Aria, saranno premiati e potranno assistere tra le tante iniziative, venerdì pomeriggio alle esibizioni di falconieri e all'evoluzione di aquiloni, e domenica 1 giugno alla dimostrazione di volo e volo acrobatico su Nazzano della Scuola Umbria Sport Flight e Avio Club Trevi. Il Festival si chiuderà domenica sera con un concerto della Banda Vocale della Scuola di Musica di Testaccio.
Gli invitati. Tra gli invitati a questa edizione, sabato 31 maggio alle 19 ci sarà il professore Masolino D'Amico, che racconterà dei grandi protagonisti dello spettacolo italiano e della letteratura nel dopoguerra. Lorenza Mazzetti, cineasta e scrittrice, artefice insieme ai registi Lindsay Anderson, Karel Reisz e Tony Richardson del Free Cinema inglese, movimento che rivoluzionò il modo di fare cinema, ci parlerà dei suoi anni londinesi domenica mattina alle 12. Lo scrittore Marco Lodoli incontrerà il pubblico alle 16,30. Per la sezione La fabbrica della Storia sabato alle 17,45 Il giornalista e storico Giovanni Fasanella parlerà del suo libro "Berlinguer deve morire", storia del mancato attentato all'allora segretario del Partito Comunista Italiano e il giornalista Carlo Ciavoni racconterà i cento anni della radio. Quest'anno il Tevere è gemellato con il Nilo e le civiltà nilotiche saranno illustrate dall'archeologa Maria Casini. Tra gli altri ospiti la giovane scrittrice esordiente Alexandra Censi e per la sezione "differenze tra la scrittura letteraria e la scrittura musicale" interverranno il rapper JACK e il musicista FEEL. Vito Consoli, direttore de l'ARP, Filippo la Porta critico letterario e saggista e Umberto Pessolano geologo e direttore del Museo del Fiume, saranno i moderatori degli incontri come negli anni passati.
L'idea del Festival. Il Festival è nato da un'idea di un gruppo di sognatori pervicaci (operatori culturali, critici letterari, scrittori, scienziati, fotografi, bibliotecari, attori, critici d'arte), aiutati dalla generosità della gente di Nazzano, da contributi di amici, da chi ama i libri e da tutte le persone che credono nella bellezza e nell'utilità della conoscenza delle letterature, delle scienze, delle arti e della solidarietà. "Un fiume di storie" si svolge a Nazzano, paese di confine tra province diverse (Roma, Rieti, Viterbo), a picco sul Tevere, sull'orlo della Sabina e di fronte al virgiliano monte Soratte, oggi "frontiera" dove si intrecciano tra loro esperienze e culture diverse: donne e uomini, giovani e vecchi, autoctoni e immigrati.
Ogni anno il racconto di un elemento naturale. La corrente di tutte le storie ci trascina verso un "senso" possibile delle nostre esistenze. Perciò è necessario che ci sia qualcuno a raccontarle ed altri ad ascoltarle. Raccontare per non dimenticare, per custodire nella memoria, ma non soltanto. Non basta ricordare, occorre capire e dunque abbiamo bisogno di tutti gli strumenti, di tutti i linguaggi - letteratura, scienze, filosofia, teatro, cinema, pittura, musica - che ci aiutino a decifrare la complessità del reale. Alcuni affabulatori, artisti e scienziati ci racconteranno storie in cui riconoscere almeno una parte del nostro destino. Ogni anno uno dei quattro elementi naturali è il tema portante del Festival e per avvicinare le giovani generazioni a tutte le forme d'arte, Un Fiume di Storie coinvolge le scuole dell'infanzia, le classi primarie e secondarie di diversi paesi della Valle del Tevere: Civitella San Paolo, Filacciano, Nazzano, Ponzano, Torrita Tiberina e Sant'Oreste con un concorso letterario parte integrante del Festival.
L'Aria come filo conduttore. Quest'anno l'elemento naturale di cui si dibatterà nella sezione scientifica del Festival è l'Aria con interventi - introdotti dall'antropologo Tommaso Rotundo - dell'archeologa Ilaria Scerrato che parlerà dei miti e delle tradizioni orali del Pakistan e dell'etnomusicologo Emiliano Migliorini che racconterà degli strumenti musicali tradizionali del Lazio e con la proiezione del film Córegn, cifolitti e sciüroc. Lazio, Lombardia, Alto Adige a confronto sullo strumentario musicale di Emiliano Migliorini e di Paolo Vinati, etnomusicologo. Tra le iniziative collaterali, la mostra fotografica collettiva ARIA curata da Pasquale Comegna e la mostra della pittrice Paola Mazzetti.
Falconieri e aquiloni. Come per le passate edizioni, la giornata di venerdì 30 maggio è dedicata a La Scuola va al Festival: i migliori racconti degli alunni delle scuole d'infanzia, primarie e secondarie di sei paesi della Valle del Tevere (Civitella San Paolo, Filacciano, Nazzano, Ponzano, Sant'Oreste e Torrita Tiberina) coinvolti attivamente nel Festival con un concorso letterario il cui tema è l'Aria, saranno premiati e potranno assistere tra le tante iniziative, venerdì pomeriggio alle esibizioni di falconieri e all'evoluzione di aquiloni, e domenica 1 giugno alla dimostrazione di volo e volo acrobatico su Nazzano della Scuola Umbria Sport Flight e Avio Club Trevi. Il Festival si chiuderà domenica sera con un concerto della Banda Vocale della Scuola di Musica di Testaccio.
Gli invitati. Tra gli invitati a questa edizione, sabato 31 maggio alle 19 ci sarà il professore Masolino D'Amico, che racconterà dei grandi protagonisti dello spettacolo italiano e della letteratura nel dopoguerra. Lorenza Mazzetti, cineasta e scrittrice, artefice insieme ai registi Lindsay Anderson, Karel Reisz e Tony Richardson del Free Cinema inglese, movimento che rivoluzionò il modo di fare cinema, ci parlerà dei suoi anni londinesi domenica mattina alle 12. Lo scrittore Marco Lodoli incontrerà il pubblico alle 16,30. Per la sezione La fabbrica della Storia sabato alle 17,45 Il giornalista e storico Giovanni Fasanella parlerà del suo libro "Berlinguer deve morire", storia del mancato attentato all'allora segretario del Partito Comunista Italiano e il giornalista Carlo Ciavoni racconterà i cento anni della radio. Quest'anno il Tevere è gemellato con il Nilo e le civiltà nilotiche saranno illustrate dall'archeologa Maria Casini. Tra gli altri ospiti la giovane scrittrice esordiente Alexandra Censi e per la sezione "differenze tra la scrittura letteraria e la scrittura musicale" interverranno il rapper JACK e il musicista FEEL. Vito Consoli, direttore de l'ARP, Filippo la Porta critico letterario e saggista e Umberto Pessolano geologo e direttore del Museo del Fiume, saranno i moderatori degli incontri come negli anni passati.