ROMA - Dal quotidiano israeliano Haaretz si apprende, con un articolo firmato da Sam Sokol, che è assai "Probabile che a uno dei gruppi più importanti della Polonia, in lotta con l'antisemitismo e la negazione dell'Olocausto sia vietato interagire con gli studenti nella regione che comprende il campo di sterminio di Auschwitz. Secondo i media locali, Barbara Nowak, una nazionalista di destra che ricopre il ruolo di sovrintendente della provincia di Makopolska (che include Cracovia e Auschwitz) – scrive Solol - ha compilato un elenco di centinaia di gruppi della società civile che, secondo lei, stanno cercando di 'implementare una strategia di distruzione graduale delle norme sociali', mentre finge di essere impegnato in attività educative".
Nell'articolo si elencano poi i centri che tentano di tutelare e tenere viva la memoria dell'Olocausto in Polonia. L'elenco comprende: il Centro Ebraico di Owicim (Auschwitz), l'Associazione dei Rom in Polonia, un gruppo di difesa della sindrome di Down e l'Associazione Never Again, "un gruppo di sorveglianza - si legge ancora nell'articolo di Haaretz - che combatte l'antisemitismo e negazione dell'Olocausto". La lista delle associazioni figura anche in un fascicolo che da corpo ad una controversia legale che, secondo i suoi promotori "proteggerà gli scolari dalla 'corruzione morale' ". Dunque, secondo una nuova legge da poco approvata nella Camera bassa del Parlamento polacco, semmai diventasse operativa, consentirebbe ai sovrintendenti regionali di bloccare le classi guidate da organizzazioni esterne, anche se approvate da tutti i genitori.