ROMA – Parlare oggi di sprechi alimentari non può che richiamare alla mente i numeri agghiaccianti che ci ricodano quante persone invece nel mondo stiano morendo letteralmente di fame: 924 milioni di persone (11,7% della popolazione mondiale) soffrono di insicurezza alimentare grave, con un aumento di 207 milioni negli ultimi due anni.
Il “caso Italia” 2023. Vale oltre 9 miliardi euro lo spreco di cibo in Italia. La nuova indagine Waste Watcher racconta anche i consumi degli italiani. I numeri ci dicono che lo spreco nelle case italiane scende, ed è questa - probabilmente - la risposta dei cittadini all’inflazione. Nel 2022, anno di ripresa post pandemia. Abbiamo gettato 75 grammi di cibo al giorno, quindi 524,1 gr settimanali ovvero -12% rispetto all’indagine di un anno fa. Sprechiamo 3,4 grammi di frutta al giorno e 2,3 di pane: in un anno poco più e poco meno di 1 kg pro capite. Nella hit nefasta degli sprechi, anche insalata, verdure, aglio e cipolle. Vale 6,48 miliardi euro lo spreco del cibo nelle case e oltre 9 miliardi euro lo spreco di filiera, dai campi alle case.
Più musura negli acquisti. Misurati nelle abitudini di acquisto, focalizzati sulla prevenzione degli sprechi, anche come risposta allo scatto inflattivo, attenti alla qualità di quello che si porta in tavola e a non sacrificare la cura della propria salute. Disponibili a tagliare i consumi per ridurre le bollette dell’energia elettrica e del gas, o per le spese di abbigliamento. Questa la “fotografia” degli italiani sulla base del report “Il caso Italia” 2023 di Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability, diffuso in occasione della decima Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, per iniziativa della Campagna Spreco Zero di Last Minute Market e dell’Università di Bologna, su monitoraggio Ipsos.
Meno colazioni, pranzi e cene al ristorante. Un’indagine che, dopo due anni di covid, non manca di far sentire il peso e l’onda lunga della pandemia sulle abitudini quotidiane: marcata la riduzione del consumo extra-domestico e dell’effetto “nidificazione”: per un italiano su 3 (33%) diminuiscono drasticamente le colazioni, pranzi e per 4 italiani su 10 anche l’abitudine dalla cena al ristorante (42%). Diventano centrali i temi relativi alla sostenibilità alimentare (36%): il 35% del panel ha aumentato il consumo di legumi e derivati vegetali a scapito della carne e delle proteine animali, mentre il 29% ha aumentato l’acquisto di prodotti a km0. E nonostante l’aumento dei prezzi al consumo, la spesa alimentare è infatti quella che diminuisce meno (18%), dietro solo alle spese mediche (11%) e di cura alla persona (17%). “Risparmio”, dunque, non è più la parola chiave nei comportamenti degli italiani, solo il 7% dichiara di metterla al primo posto nei comportamenti di acquisto: prevale piuttosto la “pragmaticità”, per 6 italiani su 10, la qualità per il restante 32%.
I dati del gennaio 2023, l'obiettivo ONU non è lontano. I nuovi dati che si riferiscono al mese di gennaio 2023 ci dicono che gettiamo in media 524,1 grammi pro capite a settimana, ovvero circa 75 grammi di cibo al giorno e 27,253 kg annui: ca il 12% in meno rispetto alla medesima indagine del 2022 (595,3 grammi settimanali). Un dato che si accentua a sud (+ 8% di spreco rispetto alla media nazionale) e per le famiglie senza figli (+ 38% rispetto alla media italiana). «Vale complessivamente 6,48 miliardi € lo spreco del cibo solo nelle nostre case, alla luce dei dati Waste Watcher di gennaio 2023 – annuncia il fondatore Spreco Zero, l’agroeconomista Andrea Segrè – L’obiettivo ONU, dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030, non è lontano: la sfida si può vincere. Il recupero di cibo a fini solidali sta diventando una prassi consolidata – osserva ancora Andrea Segrè – ma la prevenzione inizia quando spingiamo il carrello della spesa: la scommessa si gioca soprattutto nelle nostre case e in una svolta culturale profonda e personale. Per questo le food policies, che coordinano la filiera del cibo nelle nostre città, stanno diventando riferimento centrale di buon governo».
Il problema dello spreco lungo la filiera. Ma c’è un dato ulteriore da aggiungere, ed è quello relativo allo spreco di filiera, fra perdite in campo e sprechi nella catena dell’industria e della distribuzione del cibo: «nel 2022 – aggiunge Luca Falasconi, coordinatore del Rapporto “Il caso Italia” 2023 – sono andate sprecate nella filiera italiana oltre 4 milioni di tonnellate di cibo (per la precisione 4.240340 tonnellate), per un valore complessivo nlla filiera italiana del cibo di € 9.301.215.981». Lo spreco del cibo di filiera pesa al 26% in agricoltura, al 28% nell’industria e all’8% nella distribuzione. I dati di filiera sono una elaborazione dell’Osservatorio Waste Watcher International con Distal, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna.
Il gesto che dovremmo fare tutti. E c’è un gesto e c’è un’azione concreta che possiamo tutti fare in occasione della 10^ Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in calendario domenica 5 febbraio: scaricare gratuitamente e attivare sempre gratuitamente la nuova app istituzionale Sprecometro, tutta da scoprire su sprecometro.it. È uno strumento quotidiano per vivere sostenibile, la app istituzionale sviluppata dall’Osservatorio Waste Watcher International su cibo e sostenibilità.
Cosa si spreca di più. Ma cosa si spreca, soprattutto, nelle case? Prendendo come riferimento gli ultimi 7 giorni “pesano” sulla pattumiera le bevande analcoliche, i legumi, la frutta fresca, la pasta fresca e non gettata senza essere stata consumata. Pane e verdure fresche sono fra gli alimenti più spesso buttati (dati Waste Watcher, Lmm/Swg). Sempre scorrendo il Rapporto Waste Watcher 2019, gli effetti della sensibilizzazione si sentono e balzano immediatamente all’occhio: 2 italiani su 3 il 64% degli intervistati, dichiarano di gettare il cibo solo una volta al mese (16%) o persino più raramente (48%). Il 15% lo fa una volta alla settimana e il 13 ogni due settimane, solo l’1% dichiara di sprecare quotidianamente il cibo.
Lo spreco percepito. Parlando di spreco “percepito” e non monitorato realmente in casa, secondo gli italiani in casa si gettano 2,4 kg di cibo ogni mese a famiglia (ca 600 grammi settimanali), per un valore corrispettivo di 28 €. Quali rimedi antispreco sono più frequentemente adottati dagli italiani? Il 65% provvede a un check della dispensa prima di fare la spesa, il 61% congela il cibo a rischio deperibilità e il 54% cerca di prevenire controllando la quantità di cibo ottimale prima di cucinarlo. Più di 1 italiano su 2 (52%) verifica l’edibilità del cibo prima di risolversi a buttarlo, il 44% affronta il test dell’assaggio. Molti si dedicano a ricette con cibo di recupero dagli avanzi del pasto prima (48%), solo 1 italiano su 3 (34%) richiede al ristoratore una bag per trasportare a casa il cibo che non è riuscito a consumare e solo 1 italiano su 5 (22%) dona al vicino il cibo in eccesso a rischio spreco.
"Un ponte tra impresa e sociale". Organizzato a Roma da Grande Impero", un'azienda operante nel settore della panificazione artigianale, c'è stato un dibattito sul tema "Un ponte tra impresa e sociale" per presentare l'associazione Meraki, che ha l'obiettivo di promuovere la cultura del “pane autentico”, della sana alimentazione e della valorizzazione dei prodotti, le tradizioni e i sapori tipicamente italiani a tutela del Made in Italy. Il tutto, con un occhio alla lotta allo spreco e al consumo responsabile, oltre che all’inclusione e alle pari opportunità. Alla presentazione, nella sede italiana del Parlamento Europeo "Esperienza Europa - David Sassoli", hanno preso parte, tra gli altri, Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste; Antonella Rizzato, presidente del Glamour Food Spa Holding; Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura; Carlo Hausmann, direttore generale di Agrocamera; Emanuele Marconi, direttore del centro di ricerca alimenti e nutrizione del CREA; Carlo Alberto Buttarelli, direttore ufficio studi e relazioni di Filiera Federdistribuzione; Rosario Trefiletti, presidente cel Centro Consumatori Italia; Roberto Rosati, della Federazione Italiana Cuochi.