ROMA - Di nuovo ai blocchi di partenza le tante e articolate iniziative di Sport Senza Frontiere (SSF) per l’estate 2023. La scorsa edizione, oltre a circa 3000 beneficiari dei Centri Estivi, e Summer Camp e nei Weekend, la nota Onlus ha inserito circa 1500 rifugiati ucraini (mamme e bambini) attraverso il progetto “Sport di Prima Accoglienza: Emergenza Ucraina” volto a sostenere i minori che giungevano in Italia in fuga dalla guerra.
Diminuiscono le famiglie che vanno in vacanza. Il periodo estivo, per i bambini in particolare, è un momento di svago, divertimento e occasione di viaggi e conoscenze. Non per tutti, però. Nel nostro Paese sono in aumento povertà socio-economica ed educativa, e sono sempre meno le famiglie che possono permettersi di mandare i figli in vacanza. Con la chiusura delle scuole, quindi, l'estate diventa un periodo critico in modo speciale per le famiglie fragili. Per questo nasce Joy, per offrire un’occasione a quelle famiglie che non possono permetterselo, di iscrivere i propri i figli ai centri estivi nelle città o di mandarli ai summer camp residenziali o a week end nella natura.
Il progetto JOY. Comprenderà Centri Estivi e alcune fine settimana nella natura. Lo promette Alessandro Tappa, presidente di Sport Senza Frontiere. E' una risposta molto concreta ai bisogni sempre più gravosi delle famiglie. L'estate, in un certo senso, è proprio il periodo in cui c'è più bisogno di offerte educative di qualità e gratuite per chi non ha possibilità economiche e/o per quei bambini che vivono in situazioni emergenziali. Con l’esperienza del progetto “Sport di Prima Accoglienza” l’estate scorsa, abbiamo avuto l’occasione di allargare di molto il nostro campo di azione e, grazie al sostegno di centri sportivi amici, donatori e volontari, raggiungere sempre più bambini così come di intercettare e comprendere nuovi mondi o realtà, come quella dei rifugiati. Puntiamo a offrire a sempre più bambini la possibilità di trascorrere un periodo estivo non solo di divertimento, ma anche di formazione e di attivare percorsi di inserimento nei nostri percorsi educativi-sportivi a partire da settembre”.
L'iniziativa solidale per i bambini. Il progetto prende il nome e anche l'eredità dal primo campo residenziale multi-sportivo di Sport Senza Frontiere che ci fu nel 2017 al Terminillo, come iniziativa solidale per i bambini delle famiglie colpite dal sisma del Centro Italia. Da allora ha accolto (tra Terminillo, Gressoney e Leonessa) oltre 1.000 minori, molti dei quali provenienti da diverse situazioni d'emergenza che, assieme ai bambini del sisma del Centro Italia, hanno fatto di JOY un campo estivo davvero speciale: nel 2018 i bambini "del Ponte Morandi", nel 2019 i ragazzi rifugiati e richiedenti asilo e i bambini siriani dei corridoi umanitari nel 2021 e lo scorso anno tanti bambini ucraini, finendo così per divenire un vero e proprio laboratorio di inclusione sociale.
L'incontro di provenienze geografiche diverse. Visto il successo, JOY è diventato un progetto sempre più grande, una proposta articolata che si colloca nel periodo estivo, quando c'è ancora più bisogno di offerte educative di qualità, gratuite per chi non ha possibilità economiche e/o per quei bambini che vivono in situazioni emergenziali. Ma JOY è anche un progetto che mette in comunicazione bambini e famiglia di varie provenienze geografiche e sociali ed è l’occasione per scegliere per un’ estate solidale. Chi decide di aderire al Progetto JOY, infatti, iscrivendo a pagamento i propri figli ai weekend JOYNATURE o ai SUMMER CAMP, partecipa ad un progetto solidale contribuendo all'inserimento gratuito di un bambino che si trova in condizioni di fragilità sociale o in una situazione emergenziale.
Interventi modulati a seconda delle esigenze. “Dalla prima esperienza del Terminillo – spiega Alessia Mantovani Coordinatrice nazionale del programma di Sport Senza Frontiere – abbiamo aggiunto entusiasmo ed esperienza e siamo riusciti a cambiare e modulare il nostro intervento a seconda delle diverse esigenze dei nostri bambini e delle emergenze che alcuni vivevano. Abbiamo quindi raggiunto non solo i bambini provenienti da ambienti di disagio socio-economico che seguiamo regolarmente durante tutto l’anno, ma anche ragazzi in condizioni di isolamento psico-sociale, aggravatosi con la pandemia, fino ad arrivare ai bambini provenienti da contesti di guerra come Siria e Ucraina. In questo modo SSF ha potuto allagare il proprio raggio di azione e programmare attività che aumentano incisività ed efficacia”.