ROMA – I dati più recenti – compresi quelli dei risultati elettorali del referendum sulla giustizia – indicano che i giovani (la cosiddetta Generazione Z e Alpha) mostrano un orientamento deciso verso la pace, la cooperazione internazionale, l’approccio solidale nei rapporti internazionali, l’inclusione sociale e la sostenibilità, distinguendosi dalle generazioni precedenti, anche per una strategia più pragmatica, meno ideologico. Una tendenza, questa, a volte definita come la ricerca di una "Generazione P" dove “P” sta per Pace. Alto impegno per la cooperazione (2024-2025). C’è un report, lo Youth2030 delle Nazioni Unite, che parla di partecipazione dei giovani alla Cooperazione, che è aumentata drasticamente, passando dal 7% nel 2020 al 57% nel 2024. Di più: Il 79,5% delle organizzazioni giovanili utilizza tecnologie digitali per connettersi e promuovere la iniziative di Cooperazione, evidenziando una rete globale di attivismo. Il problema di non essere ascoltati. Un'altra ricerca del British Council (2025) ha poi rilevato rilevato che l'81% dei giovani nel Regno Unito ritiene importante mantenere relazioni internazionali positive, superando i confini nazionali per affrontare sfide comuni come il clima e l'ingiustizia sociale. E il 98% dei giovani intervistati in studi globali concorda sul fatto che le nuove generazioni dovrebbero avere un ruolo nella gestione dei conflitti e nella sicurezza, mentre il 91% sente di non avere abbastanza influenza oggi. Un concetto di pace più ampio. Gli adolescenti – insistono diversi report – tendono a definire la pace non solo come assenza di guerra tra gli Stati, ma come gestione pacifica dei conflitti quotidiani, come attitudine ad evitare scontri e promuovere invece l'inclusione. Non a caso allora, torna a New York il Change the World Model United Nations (CWMUN), il più grande forum internazionale giovanile che vedrà la partecipazione di oltre 4.000 studenti provenienti da più di 140 Paesi. E’ una sota di simulazione dell’ONU, considerata molto prestigiosa, organizzata dall'Associazione Diplomatici. Studenti delle scuole superiori e università assumono il ruolo di ambasciatori, discutendo tematiche globali in varie località, tra cui New York, Roma e Abu Dhabi, per promuovere diplomazia, crescita personale e soluzioni sostenibili. Presenti anche studenti italiani. Gli studenti italiani saranno circa 2.000, provenienti da numerose regioni, tra cui Lazio, Lombardia, Puglia, Marche, Sicilia, Toscana, Calabria, Sardegna, Veneto e Campania. Il CWMUN 2026 rappresenta un’occasione unica per i giovani delegati di confrontarsi sui grandi temi della politica globale, simulando il funzionamento delle Nazioni Unite e dialogando con leader internazionali, diplomatici, imprenditori, giornalisti e protagonisti del mondo dello sport. L’evento che avrà luogo da domani a domenica prossima. L’evento, organizzato da Associazione Diplomatici e Change the World Academy, si svolgerà da domani, 26 marzo a domenica 29 e si aprirà con una cerimonia d’apertura nel Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, a New York, dove gli studenti e gli organizzatori saranno accolti dal Rappresentante Permanente d’Italia all’ONU, Giorgio Marrapodi. Per quattro giorni New York diventerà il centro di un grande laboratorio internazionale di diplomazia giovanile, in cui gli studenti simuleranno i lavori delle Nazioni Unite confrontandosi su temi come cooperazione internazionale, innovazione tecnologica, sostenibilità e pace. Il dialogo tra diplomazia e nuove generazioni. Il Change the World Model United Nations New York 2026 si conferma una piattaforma unica nel panorama internazionale, capace di far dialogare diplomazia e nuove generazioni e di trasformare il confronto globale in un’occasione reale di crescita, consapevolezza. Dal 2016 Associazione Diplomatici è una ONG con Status Consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC). Con oltre 25 anni di esperienza, ha formato più di 100.000 studenti, offrendo percorsi educativi di alto livello in collaborazione con istituzioni internazionali. |