MILANO – Ad Haiti, Paese in cui quasi 1,5 milioni di persone hanno dovuto abbandonare la propria casa – più degli abitanti del Comune di Milano – e dove più di una persona su due non ha cibo a sufficienza, c’è una casa che in 26 anni non ha mai chiuso. È la Casa dei Nonni di Port-au-Prince, dove vivono stabilmente tra i 27 e i 30 anziani, uomini e donne tra i 50 e i 90 anni. E’ sostenuta da Fondazione PIME: un tetto, un pasto caldo al giorno e cure mediche per una trentina di anziani che, avendo perso la propria abitazione, si erano rifugiati nel cortile dell’ospedale generale della città o erano costretti a vivere per strada. Persone tra i 50 e i 90 anni che non hanno più una famiglia, o che la famiglia non è più in grado di mantenere.
I numeri sono quelli di una delle crisi umanitarie più gravi delle Americhe. Ad Haiti, gli sfollati interni sono saliti a 1,47 milioni, di cui oltre 300 mila nell’area metropolitana di Port-au-Prince1. Tra marzo e giugno 2026, 5,83 milioni di haitiani – il 52% della popolazione – hanno vissuto in condizioni di insicurezza alimentare acuta e 1,8 milioni in fase di emergenza2. Già a metà 2025 le bande armate controllavano oltre il 90% della capitale3. In questo drammatico contesto, Fondazione PIME – attiva in 19 Paesi con 462 missionari – sostiene anche chi, più di tutti, rischia di restare invisibile – gli anziani – attraverso un progetto di Sostegno a Distanza dedicato proprio ai “nonni” nei contesti di crisi.
La scelta di raccontare chi in una crisi rischia più di tutti di restare invisibile. "Dietro ogni progetto che sosteniamo – dice Monica Guglielmi, coordinatrice dell’ufficio sostegni a distanza di Fondazione PIME – ci sono volti e storie: una nonna che aspetta la visita della pronipote, un bambino che entra per la prima volta in una classe, una persona con disabilità che trova un posto in cui essere accolta. In questo mese missionario, che culmina nella Giornata Missionaria Mondiale del 18 ottobre, abbiamo scelto di raccontare chi in una crisi rischia più di tutti di restare invisibile: gli anziani".
L’impegno della Fondazione anche in Thailandia e in Camerun. Quello di Haiti è il primo dei progetti dedicati ai nonni, ma l’impegno della Fondazione verso le persone anziane tocca anche altri Paesi in cui i nostri missionari lavorano ogni giorno: a Ngao, nel Nord della Thailandia, e a Mouda, nell'Estremo Nord del Camerun, seguiamo 30 anziani soli in ciascuna missione. Sostenere una casa come quella di Port-au-Prince, o una visita a domicilio in un villaggio thailandese o camerunese, significa dire a queste persone che qualcuno, anche se dall'altra parte del mondo, ha scelto di non lasciarle sole.
I sostegni a distanza. I sostegni attivi alla fine del 2025, per bambini, ragazzi, persone con disabilità e seminaristi erano 8.669, distribuiti in 93 progetti in 17 Paesi – 59 in Asia, 27 in Africa, 4 in America Latina, 2 in Oceania e 1 in Europa – a cui si aggiunge il progetto Nonni di Haiti”.
La Casa dei Nonni di Haiti tra due delle più grandi baraccopoli di Port-au-Prince. La Maison des Vieillards si trova a La Plaine, alla periferia Nord di Port-au-Prince, tra Cité Soleil e Canaan, due delle più grandi baraccopoli della capitale. Quando la missione è nata, nel maggio 2000, La Plaine era una zona periferica poco abitata. Poi Cité Soleil si è allargata e, dopo il terremoto del 2021, migliaia di famiglie hanno occupato la collina di Canaan, all’uscita nord della città, trasformandola in una enorme baraccopoli che oggi è la base di una delle bande armate più potenti della capitale, la stessa che controlla la zona della missione e la strada verso il nord del Paese.
Il missionario laico milanese che la gestisce. La Casa è gestita, da oltre vent’anni assieme a Fondazione PIME, da Maurizio Barcaro, missionario laico milanese, originario di Pero, presente ad Haiti dal 1994. La prima attività della missione, nel 2000, fu accogliere gli anziani abbandonati nel cortile dell’Ospedale generale e nelle piazze principali di Port-au-Prince: tutto è iniziato con l’aiuto a quattro anziani in un dormitorio e circa 120 bambini sotto una tettoia che faceva da scuola. Oggi la missione gestisce anche una scuola completa fino al diploma e ha costruito a Jérémie, nel sud del Paese, una scuola primaria che ospita circa 300 bambini, 150 dei quali sostenuti con il Sostegno a Distanza di Fondazione PIME.