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A Milano le isole di Dieter Roth e famiglia

L'Italia ha aperto le porte a 100 opere dell'artista svizzero con una mostra antologica, inaugurata all'Hangar Bicocca. "Islands" è il titolo dell'esibizione, che rimarrà aperta fino al prossimo 9 febbraio allo spazio per l'arte contemporanea di Pirelli. Un percorso espositivo fatto di installazioni, sculture di zucchero e cioccolato, assemblaggi, stampe e video che offrono la testimonianza di un'arte intesa come progetto di vita.

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Entrare nell'Hangar Bicocca è sempre un'esperienza straordinaria, non solo per lo spazio che ti si apre davanti  immenso,  già di per sé molto suggestivo, ma soprattutto  per i mondi a volte stranianti a volte vitali e inattendibili,  che ti permette d' incontrare.  Da pochi giorni è possibile incrociare e scoprire l'habitat artistico di Dieter Roth, artista e poeta svizzero, nato ad Hannover nel 1930 e morto a Basilea 15 anni fa. Islands. Isole è il titolo dell'antologica che lo spazio per l'arte contemporanea della Fondazione Pirelli gli dedica, la prima in Italia. L'esposizione è curata da Vicente Todolì ex direttore della Tate Modern di Londra, che con questo appuntamento inaugura il suo incarico triennale a Milano.
 
A Copenaghen (1955-57) e negli Stati Uniti (1964-67), ma soprattutto in Islanda, paese d'origine della moglie dove si trasferì nel 1958, Dieter Roth fu sempre al centro di un'avanguardia provocatoria che intrecciava saldamente arte e vita, privilegiando il momento processuale della creazione. L'opera come la vita, per lui subiva un processo performativo continuo. Tutto vale la pena di essere conservato, dai cibi agli escrementi, perché tutto è in continua trasformazione.  Anche la terra in cui aveva deciso di fermarsi, l'Islanda appunto, corrisponde a questa visione:  grazie alle continue eruzioni vulcaniche continua a modificare la sua conformazione. Quindi, ogni gesto della quotidianità, anche il più comune, può essere letto come parte di un insieme artistico non trascurabile, ed è questa l'ottica con cui il figlio Björn ha allestito la mostra, assieme ai suoi figli Einar e Oddur, e agli assistenti del padre.

Camminando negli spazi dell'esposizione entriamo nel suo studio, osserviamo l'artista in Solo Scenes, la video installazione composta da 131 monitor, esposta all'ultima Biennale di Venezia,  in cui si è ritratto nel suo ultimo anno di vita, mentre compie atti semplici e inevitabili, come alzarsi dal letto, stropicciarsi gli occhi, lavorare, riposarsi. Sulla sinistra si trova invece l'Economy Bar, vero e proprio pub: dietro al bancone si muovono baristi, che servono birra, vino e cocktail vari. Questa installazione accumula un proprio percorso vitale perché passando da un'esposizione all'altra, stratifica i segni dellla sua attività, trattenendo la memoria degli eventi con nuove macchie, nuove stoviglie e altro. Il cibo come elemento costituente dell'opera, che anche all'Hangar non poteva mancare, risale all'incontro con il Nouveau Réalisme  avvenuto nel  1953 e ad ispirarlo fu il lavoro di Daniel Spoerri e i suoi ristoranti da parete.  Distribuiti su oltre cinque metri d'altezza , si possono ammirare gli autoritratti di zucchero e cioccolato (quattro tonnellate fornito dall'azienda Novi) che permettono anche un'esperienza sensoriale. Fuse e stampate sul posto, rilasciano un dolce aroma che accompagna la visione. Di opposta natura fu invece l'episodio del Museo della Muffa, voluto  dall'artista in una vecchia casa di Amburgo e chiuso dalle autorità nel 2004, per ovvi motivi.

In questa esposizione "c'è una storia di vita, una storia di tutti noi attraverso gli occhi di un grandissimo artista", ha commentato il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, che ha aggiunto: "Ho visto tante cose nella mia vita, ma questa mostra mi lascerà riflettere a lungo. Troverete il genio di Dieter Roth in un percorso umano e senza tempo che non si può raccontare, si deve vedere". "E' stato grande avere un padre come lui  -  ha testimoniato il figlio - sono stato molto fortunato. Qui mostriamo quello che abbiamo realizzato come famiglia, per raccontare una storia che preserva le idee di mio padre e usa i suoi materiali".

L'arte permea la vita e la vita diventa espressione massima della creazione artistica, fatta da un'infinità di frammenti impossibili da disgiungere, gesti, pensieri, decisioni, pause, che si depositano nella memoria e proseguono nelle linee della familiarità. La grandezza di Roth è racchiusa qui,  in un moto perpetuo del fare arte che ha conquistato il tempo.  "Islands" sarà aperta gratuitamente al pubblico fino al 9 febbraio 2014.

Informazioni utili qui.