Scherzi del tabellone, provocati però più che altro dal mancato rispetto dei pronostici iniziali da parte di nazionali come Spagna, Inghilterra e Portogallo, che non hanno fatto il proprio dovere, per così dire, di favorite. La formula in effetti non ha colpe particolari, perché in fondo divide le sei squadre prime nei rispettivi gironi nei due lati del tabellone, com'è normale che sia, mentre a nostro avviso l'inserimento delle quattro migliori terze come ripescate ha regalato al torneo vivacità e incertezza fino all'ultimo secondo dell'ultima partita, evitando, o riducendo al minimo, la possibilità di accordi e biscottini vari. Il fatto è che sono stati soprattutto spagnoli e inglesi a sbilanciare il tabellone, incappando in una terza partita deludente: incassando il gol di Perisic all'87', in contropiede e nonostante il fatto che l'1-1 li qualificasse tranquillamente come primi nel girone, gli iberici si sono condannati da soli a un ottavo da brivido contro l'Italia, ora temutissimo nell'ambiente, e in assoluto a gareggiare nel lato della griglia più difficile, almeno da pronostico; cambiando sei giocatori nella terza e decisiva sfida contro la Slovacchia, invece, Roy Hodgson si è consegnato a un pareggio che l'ha costretto a finire nella parte nobile del tabellone, però incontrando l'Islanda, il che in fondo non è poi così male, mentre al Galles di Bale spetta l'onore di un ottavo di finale tutto britannico contro l'Irlanda del nord, del tutto impronosticabile alla vigilia; con tre pareggi in tre partite contro avversarie di livello assai inferiore, invece il Portogallo ha contribuito a riscrivere un girone F che è stato il più pazzo di tutti, con ricaschi evidenti sul tabellone.
Euro 2016, competizione spaccata in due: le grandi tutte dallo stesso lato del tabellone
Il quadro degli ottavi di finale che si è delineato mostra una disparità di valori mai vista prima durante la fase finale di un grande torneo internazionale. Da una parte del tabellone, quella in basso, si trova infatti il 'gotha' del calcio non solo europeo, ma mondiale. A giocarsi un posto per la finale di Saint-Denis sono infatti Germania, Italia, Spagna, Francia e Inghilterra: solo queste nazionali mettono insieme 11 Mondiali e 9 Europei su 14 disputati finora. Inoltre tra le squadre rimaste in corsa per conquistare il trofeo, solo quelle presenti nella parte bassa l'hanno vinto almeno una volta. Nella parte superiore troviamo invece una serie di nazionali che non hanno mai trionfato in competizioni internazionali. Tra queste le uniche potenzialmente insidiose sono la Croazia, il Portogallo e il Belgio. Ma come è possibile essere arrivati a un'autentica divisione qualitativa degli ottavi di finale? Innanzitutto si deve tener conto che questa edizione degli Europei è la prima in assoluto alla quale partecipano 24 squadre. Fino alla scorsa edizione erano 16 le nazionali che accedevano alla fase finale e al termine dei 4 gironi iniziali si passava direttamente ai quarti di finale, con la qualificazione delle prime due di ogni raggruppamento. Da quest'anno la formula è cambiata e alla fase finale partecipano 8 selezioni in più. Questo ha comportato la qualificazione di alcune nazionali che mai si erano presentate ai nastri di partenza di un Europeo. E' il caso di Albania, Islanda, Slovacchia, Irlanda del Nord e Galles. Queste hanno naturalmente creato uno sconvolgimento nell'organizzazione della competizione. Per permettere di disputare gli ottavi di finale è stato necessario ammettere alla fase a eliminazione diretta anche le quattro migliori terze di ogni girone. Se ci aggiungiamo alcuni sbandamenti di squadre favorite, Spagna e Inghilterra, che in teoria sarebbero dovute capitare nella parte alta del tabellone, il quadro è completo e l'Europeo diviso in due, con una competizione palesemente di Serie A e un'altra di (quasi) Serie B, è servito.