Ronaldo vs Messi: sfida di prodezze a 8000 km di distanza
dal nostro inviato ANDREA SORRENTINO
Nemici veri, protagonisti di una rivalità feroce, asperrima, che va avanti da anni a colpi di Palloni d'oro, l'argentino e il portoghese continuano a battagliare a distanza, anche con un oceano di mezzo
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NIZZA - L'Atlantico non può separare ciò che è unito per sempre e da sempre. Nemici veri, protagonisti di una rivalità feroce, asperrima, che va avanti da anni a colpi di Palloni d'oro, Lionel Messi e Cristiano Ronaldo continuano a battagliare a distanza, anche con un oceano di mezzo. "Lìo" in Copa America con la sua Argentina, CR7 all'Europeo con il Portogallo. Ed è una guerra a colpi di gol sensazionali e di bronci improvvisi. Sembra proprio che i due non si perdano mai d'occhio, e in effetti è così, perché a ogni azione dell'uno corrisponde o risponde un'impresa dell'altro, come in un duello di parate e risposte. In questo giugno di tornei continentali i due hanno battuto ad esempio record individuali nelle rispettive nazionali: Cristiano ha superato Figo nelle presenze in nazionale e ora è il primo nella storia portoghese, è arrivato a 129 partite e 60 gol, e nel frattempo è diventato il primo nella storia ad aver segnato in quattro fasi finali degli Europei; Lionel invece ha abbattuto un altro muro nella sua straordinaria carriera, il record di gol in nazionale che ora è suo, 55 reti, superato il primato di Gabriel Batistuta che era di 54.
Messi-Ronaldo, una sfida a 8000 km di distanza
Il gol con cui Messi ha conquistato il record è stato ovviamente un gol meraviglioso, come è doveroso in certe occasioni. Magnifica la punizione agli Usa nella semifinale di Houston, un gol perfetto, un gol alla Messi, un Messi che per la Copa America ha cambiato look, ora è barbuto, non sta neanche malissimo. Più o meno nelle stesse ore, chiaro, Cristiano Ronaldo rispondeva. Da Lione, Francia, in Ungheria-Portogallo, CR7 trascinava i suoi oltre l'incubo dell'eliminazione al primo turno con un assist e due gol, e il primo davvero straordinario, con un colpo di tacco incrociato al volo da restarci secchi, e non è neppure la prima volta che Cristiano segna gol simili. La battaglia proseguirà, perché ora Messi, nella notte italiana tra domenica e lunedì, è atteso dalla finale di Copa America, Argentina-Cile, e l'obiettivo è il primo, sudatissimo e sognatissimo titolo di Leo con la sua nazionale, l'unica cosa che davvero gli manca. A Cristiano un compito più duro, perché portare in finale degli Europei questo Portogallo sembra davvero un'impresa, ma vedremo come andrà l'ottavo di finale contro la Croazia.
Altre cose uniscono i due anche fuori dal campo, e una è il cattivo umore. Di Ronaldo infuriato col mondo intero si è visto e si è detto molto, dalle battutacce stizzite nei confronti dei poveri islandesi, al microfono di un cronista gettato in un laghetto, al rifiuto di rispondere a domande della stampa nell'intervista Uefa dopo Ungheria-Portogallo. Ma anche Messi comincia a farsi sentire, e attacca addirittura la propria federazione, con un messaggio sul suo profilo Instagram, mentre la nazionale argentina effettuava una faticoso rientro in ritiro dopo la partita contro gli Usa: "Una vez más esperando en un avión para intentar salir a destino. Qué desastre son los de la AFA, por Dios!". Traduzione: "Una volta ancora aspettiamo un aereo per provare a tornare a casa. Che disastro quelli dell'Afa, Dio!". Un bell'attacco diretto ai suoi dirigenti, e dire che una volta Leo era calmo, tranquillo e mansueto, mai una polemica fuori posto. A questo servono i nemici, forse: a prendere pure i cattivi esempi, perché no?