Eder, Immobile e Insigne: tre per una maglia. "Avevamo paura di non esserci
dal nostro inviato FRANCESCO SAVERIO INTORCIA
I tre attaccanti in corsa per affiancare Pellè contro il Belgio si presentano insieme: "Se poteva restare fuori De Rossi, figurarsi noi". Conte non ha ancora deciso, tutti hanno un motivo per sperare
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MONTPELLIER - Si presentano tutti e tre, Éder, Immobile e Insigne, i tre giocatori in corsa per affiancare Pellè dal primo minuto contro il Belgio. Conte li manda tutti insieme in conferenza, quasi volesse far capire che non ha ancora deciso e che i tre hanno tutti un motivo per sperare.
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Eder, Immobile, Insigne, quanta voglia avete di conquistare il posto da titolare contro il Belgio? Eder: "La voglia di iniziare è tanta, è dal 18 maggio che prepariamo questo momento, penso che tutto il gruppo non chieda altro che cominciare l'avventura. Tutti gli attaccanti si impegnano al massimo per avere un'opportunità, chi decide è il ct, sono sicuro che chi entra all'inizio e chi subentra a partita iniziata darà comunque il massimo". Insigne: "Abbiamo tutti effettivamente una grande voglia di scendere in campo, non solo gli attaccanti ma tutta la squadra. Lavoriamo tanto per fare un grande Europeo". Immobile: "Rispondere per ultimo è sempre più difficile.... C'è grande voglia, è vero, è una competizione così importante e bella in cui contano i dettagli, stamattina abbiamo visto il Belgio al video, la squadra è pronta e carica: chi giocherà non importa l'importante è che il gruppo sia unito, è una competizione talmente breve... Conta restare uniti, dimostrare che ci teniamo a fare bene".
Avete avuto paura di essere tagliati? Im: "Io ho vissuto male la vigilia delle convocazioni, è normale essere tesi e aspettare la chiamata, poi quando è arrivata sono stato orgoglioso, anche perché ero un po' indietro rispetto agli altri per via dell'infortunio". In: "Abbiamo vissuto tutto con ansia, rispetto agli altri attaccanti sono un passettino indietro ma ce la sto mettendo tutta per farmi trovare pronto quando sarò chiamato". E: "Se aveva paura un campione del mondo come De Rossi..... Tutti avevamo preoccupazione, anche io ho aspettato la lista fino all'ultimo".
Eder, la sua seconda parte di stagione all'Inter non è stata esaltante e lei in questo momento sembra aver perso terreno nelle gerarchie. E cosa pensa dei grandi attaccanti azzurri del passato? E: "Non sappiamo ancora chi giocherà, ma la fiducia della persona più importante la ho, il ct, e non devo dimostrare nulla a nessuno se non a lui. Se sono qui non è per quello che ho fatto all'Inter in tre mesi ma per quello che ho dimostrato negli ultimi quattro anni, è da un anno e mezzo che Conte mi chiama in Nazionale. Ho sofferto allo stage, vero, ho avuto problemi all'adduttore prima della Finlandia, sono tornato a fare allenamento solo domenica, ma ora siamo tutti alla pari, anche fisicamente. Non posso promettere 10 o 20 gol, perché se ne farò zero sembrerà che abbia preso in giro la gente. I paragoni? Il passato è passato, io posso solo promettere che darò il massimo".
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Quindi Eder lei è convinto di essere tornato ai livelli di gennaio, quando lasciò la Samp? E: "Sì, da quando ci siamo presentati a Coverciano abbiamo lavorato sodo, penso che dopo il finale di campionato in cui all'Inter non ho giocato mi mancava qualcosa a livello fisico, ma ora mi sento pronto".
Che differenza c'è fra il ritiro di Montpellier e quello prima del Mondiale 2014? In: "Due ritiri diversi con allenatori diversi. In Brasile avevamo pensato molto al clima, avevamo anche la casetta che riproduceva le condizioni di Manaus. Stavolta abbiamo lavorato sul gruppo e sulla tattica, Conte ci chiede di stare uniti e di giocare sereni".
Immobile, lei lascerà il Torino: dall'Europeo dipende anche il suo futuro di mercato? E quanto ha benedetto invece la scelta di essere tornato in granata a gennaio? Im: "Siamo in cinque, giocano due, c'è tanta concorrenza. È normale che competizioni così importanti aprano palcoscenici nuovi anche sul piano personale ma io ora penso solo a far bene per la Nazionale. Dopo l'infortunio ho lavorato anche a Pasqua, pensavo solo al Torino, dico grazie ai medici e ai fisioterapisti, alla società, a Ventura, a tutti quelli che mi hanno aiutato a guarire. Pensavo solo a ritornare. A fine campionato ho salutato i compagni dicendo: se andrò in Nazionale sarà merito vostro".
Insigne, lei è pronto a fare la seconda punta titolare? In: "Credo che un giocatore di Serie A quando ha qualità non abbia problemi di ruolo. Sto cercando di adattarmi il più in fretta possibile, certo".
La partita con il Belgio sarà subito determinante? E: " Determinante no, penso che partire bene sia utile, ma ci saranno sempre altre due partite da giocare. Una vittoria ci darà molta fiducia per il resto del torneo". In: "Il Belgio è una grande squadra con grandi campioni che giocano nei top club europei, da Hazard a De Bruyne. Con Mertens ho un buon rapporto anche se ci giochiamo il posto nel Napoli, è un grande calciatore e va tenuto d'occhio, tecnicamente è fortissimo. Noi ce la giocheremo con tutti, però, non abbiamo problemi. Loro in difesa non sono molto compatti, stiamo facendo allenamenti specifici per metterli in difficoltà, continueremo così, davanti sono forti ma noi in attacco non siamo da meno".
Immobile, come vive questa vigilia lei? Im: "In Brasile ero arrivato stanco dal campionato, ho sofferto il caldo, adesso sono un po' più fresco degli altri, non avendo giocato le ultime partite. Le pressioni ci sono, siamo l'Italia, una top squadra, abbiamo vinto quattro mondiali, è normale. Sono concentrato perché so che è un'occasione importante per me per dimostrare il mio lavoro, gli ultimi anni sono andati a fase alterne, ma ho 26 anni e voglio dimostrare quello che posso fare".
Quanto è importante Buffon nel gruppo? Im.: "Gigi è un punto di riferimento, è un campione, come De Rossi, Chiellini e gli altri. Ci sono giocatori che noi dobbiamo prendere da punto di riferimento, hanno vinto tanto e ci possono portare sulla strada giusta. Normale che Gigi sia il faro, è una persona a modo, sorridente, positiva, puoi parlargli di tutto e ti mette sempre di buonumore, in una competizione con tante pressioni è un valore aggiunto".
Con chi preferireste giocare in coppia? E: "Mi è capitato sempre di giocare con Graziano Pellè, ma per caratteristiche non ho problemi ad adattarmi con gli altri". Im: "Io ho giocato con tutti: con Insigne un anno a Pescara, con Éder in Bulgaria per uno spezzone, con Pellè, con Zaza addirittura avevamo cominciato insieme".