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Il rebus di Conte resta l'attacco, Zaza scala posizioni

Gli azzurri al lavoro a Montpellier (afp)
In rialzo le quotazioni dell'attaccante della Juve come possibile spalla di Pellè, i due però non hanno mai giocato insieme. Il ct accerezza l'idea di coniare subito il 3-3-4 con due esterni offensivi a corredo delle due punte
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MONTPELLIER - Gli ultimi dubbi, una formazione da limare, almeno una sorpresa da nascondere fino all'ultimo. A due giorni dal debutto contro il Belgio, Antonio Conte nasconde l'Italia nel bunker del centro tecnico Bernard Gasset, sul campo intitolato a Laurent Blanc, ossessionato dalle spie e dalle fughe di notizie. E il rebus principale continua a riguardare l'attacco: Pellè è quasi sicuro del posto, Éder non è certo di fargli la spalla com'è capitato quasi sempre da quando l'ex doriano è approdato in azzurro. Le ultime quotazioni danno in rialzo Simone Zaza, di cui il ct ha lodato l'indole aggressiva, la voglia di attaccare ogni pallone e ogni avversario: un'esuberanza che spesso è causa di eccessi e di cartellini gialli. "Non sarò io a dirgli di limitarsi, dovrà imparare lui a distinguere le situazioni", ha avvisato il ct.  "Ma a Verona non mi sono fatto neanche ammonire..…
MONTPELLIER - Gli ultimi dubbi, una formazione da limare, almeno una sorpresa da nascondere fino all'ultimo. A due giorni dal debutto contro il Belgio, Antonio Conte nasconde l'Italia nel bunker del centro tecnico Bernard Gasset, sul campo intitolato a Laurent Blanc, ossessionato dalle spie e dalle fughe di notizie. E il rebus principale continua a riguardare l'attacco: Pellè è quasi sicuro del posto, Éder non è certo di fargli la spalla com'è capitato quasi sempre da quando l'ex doriano è approdato in azzurro. Le ultime quotazioni danno in rialzo Simone Zaza, di cui il ct ha lodato l'indole aggressiva, la voglia di attaccare ogni pallone e ogni avversario: un'esuberanza che spesso è causa di eccessi e di cartellini gialli. "Non sarò io a dirgli di limitarsi, dovrà imparare lui a distinguere le situazioni", ha avvisato il ct.  "Ma a Verona non mi sono fatto neanche ammonire...", scherza l'attaccante azzurro. Nel gioco delle coppie, però, Pellè e Zaza non si sono incrociati neanche per un minuto, neppure per caso o per sbaglio, durante la gestione di Conte, che li ha considerati sempre in alternativa. La certezza arriva dalla difesa, il blocco Juve è stato trapiantato senza variazioni di modulo: davanti a Buffon, il terzetto con Barzagli, Bonucci e Chiellini. Nel centrocampo a cinque, Candreva ha il posto garantito a destra, gli altri scalpitano. Florenzi è tornato stamattina in gruppo, dopo il volo a Roma per assistere alla nascita della sua primogenita, Penelope. In partenza era favorito per il ruolo di interno destro, ha perso posizioni a vantaggio di Parolo e la breve assenza in permesso non gli ha consentito di recuperare terreno. In mezzo, De Rossi favorito su Thiago Motta per raccogliere l'eredità di Pirlo, che dal 2004 in poi non aveva mai saltato una competizione azzurra. Giaccherini titolare nel centrosinistra, mentre sull'altra fascia Conte continua a vagliare due opzioni: una più prudente, come Darmian, l'altra più coraggiosa, con El Shaarawy. Se il Belgio pensa a un atteggiamento più coperto contro l'Italia, Conte accarezza l'idea di coniare subito il 3-3-4, con due esterni offensivi a corredo delle due punte.
 
Insigne non corre per una maglia, ne è tristemente consapevole. "Parto un passo indietro", diceva ieri. Éder è convinto invece che la fiducia del ct nei suoi confronti sia immutata, nonostante le recenti esclusioni anche in Nazionale. Oltre che da Zaza, l'italobrasiliano deve guardarsi da Immobile, il giocatore che accompagnò il debutto azzurro di Pellè a Malta.