LIONE - Se una sfida di questo livello si decide anche dai piccoli particolari, è abbastanza normale che nei ritiri dell'Italia a Montpellier e del Belgio a Bordeaux più d'uno abbia avuto un sobbalzo, nell'apprendere il nome dell'arbitro e della sua quaterna, in particolare dell'assistente Simon Beck. Ma nelle ore di avvicinamento alla partita non si trascura alcun dettaglio e il sobbalzo lascia il passo allo studio. L'arbitro inglese Mark Clattenburg è infatti considerato tra i più bravi al mondo, al punto da essere stato scelto dall'Uefa anche per la recente finale di Champions a Milano, dopo avere diretto quella delle Olimpiadi di Londra 2012. Peccato che abbia un lieve difetto: spesso non azzecca le segnalazioni del fuorigioco, con la decisiva complicità dei suoi assistenti, Simon Beck e Jake Collin. Spicca per la propensione all'errore, in particolare, il plurirecidivo Beck, colpevole di non avere alzato la bandierina sul gol in posizione irregolare dell'1-0 del madridista Sergio Ramos all'Atletico, per giunta sotto gli occhi del presidente della Fifa Infantino, fautore della sperimentazione della moviola in campo.
La circostanza appare più insidiosa del contrasto tra Clattenburg e Conte, che nel 2014, dopo la semifinale di ritorno di Europa League col Benfica, si lamentò del fischietto inglese: "Ci ha preso in giro, permettendo al Benfica di fare ostruzionismo". Quell'episodio è ormai andato in archivio, mentre gli sbagli di Beck proseguono dal 2010 e le cronache raccontano che il problema persiste quasi immutato: la stampa inglese ha etichettato l'assistente come "farcical", farsesco. In questi anni è stato sospeso per due volte in Premier League per la stessa ragione: non ha visto posizioni di fuorigioco nettissime o episodi che avrebbe dovuto segnalare. Se ne lamentò rumorosamente soprattutto sir Alex Ferguson, nella sua ultima stagione da manager dello United: il casus belli fu un fallo da rigore non segnalato nella partita contro il Tottenham, omissione che indusse Ferguson a scatenarsi pubblicamente, ricordando un fuorigioco non sbandierato nel 2010 a Drogba, a suo giudizio decisivo per la conquista di quel titolo in Premier League da parte del Chelsea.
Di recente notevoli ironie si sono scatenate sul solito Beck, il 2 maggio scorso, per un episodio che ha avuto come protagonista proprio un calciatore della nazionale belga. Una foto ritrae l'ineffabile assistente, mentre osserva da mezzo metro il centrocampista del Tottenham Dembéle mettere un dito nell'occhio dell'attaccante del Chelsea Diego Costa. Dembélé è stato poi squalificato con la prova televisiva per 6 giornate, finendo in anticipo il suo campionato: Beck non aveva visto nulla e nemmeno l'arbitro Clattenburg.
A scanso di equivoci, considerato l'automatismo del movimento per mettere in fuorigioco gli avversari, naturale per qualunque reparto difensivo di livello internazionale, Italia e Belgio dovranno tenere conto della variabile che nessuno schema può prevedere: l'errore umano sul fuorigioco, appunto. La difesa a tre di Conte, che ricorre al blocco juventino, è collaudatissima. Quella di Wilmots, che l'ha dovuta ritoccare per gli infortuni di Kompany e Lombaerts, è più improvvisata e più soggetta alle imperfezioni. Potrebbe essere un punto a favore della Nazionale.
La circostanza appare più insidiosa del contrasto tra Clattenburg e Conte, che nel 2014, dopo la semifinale di ritorno di Europa League col Benfica, si lamentò del fischietto inglese: "Ci ha preso in giro, permettendo al Benfica di fare ostruzionismo". Quell'episodio è ormai andato in archivio, mentre gli sbagli di Beck proseguono dal 2010 e le cronache raccontano che il problema persiste quasi immutato: la stampa inglese ha etichettato l'assistente come "farcical", farsesco. In questi anni è stato sospeso per due volte in Premier League per la stessa ragione: non ha visto posizioni di fuorigioco nettissime o episodi che avrebbe dovuto segnalare. Se ne lamentò rumorosamente soprattutto sir Alex Ferguson, nella sua ultima stagione da manager dello United: il casus belli fu un fallo da rigore non segnalato nella partita contro il Tottenham, omissione che indusse Ferguson a scatenarsi pubblicamente, ricordando un fuorigioco non sbandierato nel 2010 a Drogba, a suo giudizio decisivo per la conquista di quel titolo in Premier League da parte del Chelsea.
Di recente notevoli ironie si sono scatenate sul solito Beck, il 2 maggio scorso, per un episodio che ha avuto come protagonista proprio un calciatore della nazionale belga. Una foto ritrae l'ineffabile assistente, mentre osserva da mezzo metro il centrocampista del Tottenham Dembéle mettere un dito nell'occhio dell'attaccante del Chelsea Diego Costa. Dembélé è stato poi squalificato con la prova televisiva per 6 giornate, finendo in anticipo il suo campionato: Beck non aveva visto nulla e nemmeno l'arbitro Clattenburg.
A scanso di equivoci, considerato l'automatismo del movimento per mettere in fuorigioco gli avversari, naturale per qualunque reparto difensivo di livello internazionale, Italia e Belgio dovranno tenere conto della variabile che nessuno schema può prevedere: l'errore umano sul fuorigioco, appunto. La difesa a tre di Conte, che ricorre al blocco juventino, è collaudatissima. Quella di Wilmots, che l'ha dovuta ritoccare per gli infortuni di Kompany e Lombaerts, è più improvvisata e più soggetta alle imperfezioni. Potrebbe essere un punto a favore della Nazionale.