LE divinità di Hollywood sono rimaste a casa. È un peccato che un film all star come Gods behaving badly arrivi al festival di Roma fuori concorso rappresentato soltanto dal regista (e sceneggiatore) Marc Turtletaub, già produttore del film premio Oscar Little Miss Sunshine e qui alla sua prima prova dietro alla macchina presa. D'altronde anche un film interessante come Out of furnace, in concorso, è passato ieri senza nessuno ad accompagnarlo e pure l'apprezzato Dallas Buyers Club era orfano di registi e protagonista (Matthew McConaughey), con un tappeto rosso salvato dalla star di cinema e musica amata dalle adolescenti, Jared Leto.
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Il red carpet quindi non ospiterà Sharon Stone (Afrodite), Christopher Walken (Zeus), John Turturro (Ade, dio degli inferi) o Rosie Perez (Persefone). Tratto da un romanzo della scrittrice inglese Marie Phillips, il film immagina come le potenti divinità dell'Antica Grecia siano oggi cadute in disgrazia e si accontentino di vivere in una sorta di comune in una brownstone house su Central Park - il romanzo era ambientato a Londra, non a New York. Il film si concentra sugli aspetti più romantici della storia. Nei guai combinati dalle divinità (gelosie, sgarbi e ripicche sono all'ordine del giorno) finiscono due mortali, Kate e Neil, due compagni di Scarabeo che, pur innamorati, non hanno ancora trovato il coraggio di dichiararsi. Apollo, geloso della ragazza, costringe un paranoico Zeus a fulminarla convincendolo che può rivelare la loro vera identità innescando un processo folle che porterà allo spegnimento del sole e alla possibile estinzione dell'uomo. Grazie però al mortale Neil che, novello Orfeo, finirà negli Inferi a cercare la ragazza amata, il sole potrà essere "acceso" di nuovo.
"Dopo aver letto le prime pagine del libro da cui è tratto il film, ho capito subito che era quello giusto.
Impegnativo? Bè, quando abbiamo girato per sei giorni e sei notti di fila non è stato semplicissimo gestire queste grandi star - spiega il regista durante l'incontro con i cronisti - chiedere alla Stone così come a Walken di svegliarsi improvvisamente alle quattro di notte. Abbiamo cercato di trovare la chiave giusta per legare con il carattere di ogni attore". "Quando abbiamo scritto il copione - aggiunge Turteltaub - non pensavamo a nomi in particolare. Cercavamo semplicemente delle star che fossero delle divinità del cinema, ma la storia prevedeva che non fossero più giovanissimi".
"La storia raccontata nel film non ha nulla a che fare con la mitologia come l'abbiamo studiata a scuola - spiega Christopher Walken nelle note che accompagnano il film - è un'interpretazione molto fantasiosa e stravagante della mitologia familiare. Ma la mitologia è mitologia. Non parliamo di religione o filosofia ma raccontiamo storie". "È una versione piuttosto comica, ma è tutta l'idea di base, vale a dire il fatto che oggi non si creda più a certe cose ad essere interessante - spiega Turturro - potremmo dire che si tratta di una metafora della società, della famiglia, della religione o di qualunque altra cosa".
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Il red carpet quindi non ospiterà Sharon Stone (Afrodite), Christopher Walken (Zeus), John Turturro (Ade, dio degli inferi) o Rosie Perez (Persefone). Tratto da un romanzo della scrittrice inglese Marie Phillips, il film immagina come le potenti divinità dell'Antica Grecia siano oggi cadute in disgrazia e si accontentino di vivere in una sorta di comune in una brownstone house su Central Park - il romanzo era ambientato a Londra, non a New York. Il film si concentra sugli aspetti più romantici della storia. Nei guai combinati dalle divinità (gelosie, sgarbi e ripicche sono all'ordine del giorno) finiscono due mortali, Kate e Neil, due compagni di Scarabeo che, pur innamorati, non hanno ancora trovato il coraggio di dichiararsi. Apollo, geloso della ragazza, costringe un paranoico Zeus a fulminarla convincendolo che può rivelare la loro vera identità innescando un processo folle che porterà allo spegnimento del sole e alla possibile estinzione dell'uomo. Grazie però al mortale Neil che, novello Orfeo, finirà negli Inferi a cercare la ragazza amata, il sole potrà essere "acceso" di nuovo.
"Dopo aver letto le prime pagine del libro da cui è tratto il film, ho capito subito che era quello giusto.
Impegnativo? Bè, quando abbiamo girato per sei giorni e sei notti di fila non è stato semplicissimo gestire queste grandi star - spiega il regista durante l'incontro con i cronisti - chiedere alla Stone così come a Walken di svegliarsi improvvisamente alle quattro di notte. Abbiamo cercato di trovare la chiave giusta per legare con il carattere di ogni attore". "Quando abbiamo scritto il copione - aggiunge Turteltaub - non pensavamo a nomi in particolare. Cercavamo semplicemente delle star che fossero delle divinità del cinema, ma la storia prevedeva che non fossero più giovanissimi".
"La storia raccontata nel film non ha nulla a che fare con la mitologia come l'abbiamo studiata a scuola - spiega Christopher Walken nelle note che accompagnano il film - è un'interpretazione molto fantasiosa e stravagante della mitologia familiare. Ma la mitologia è mitologia. Non parliamo di religione o filosofia ma raccontiamo storie". "È una versione piuttosto comica, ma è tutta l'idea di base, vale a dire il fatto che oggi non si creda più a certe cose ad essere interessante - spiega Turturro - potremmo dire che si tratta di una metafora della società, della famiglia, della religione o di qualunque altra cosa".