Roma 2015

ANIMAZIONE

Dinosauri paurosi e bambini coraggiosi: l'elogio dell'amicizia firmato Disney Pixar

In anteprima alla Festa di Roma una parte del lungometraggio animato "Il viaggio di Arlo", in sala il 25 novembre. L'incontro fra un bestione preistorico timoroso di tutto e un orfanello che lo aiuterà a diventare "grande". Super effetti speciali, e un omaggio al Far West

2 minuti di lettura
COSA sarebbe successo se l'asteroide non avesse colpito la terra e i dinosauri non si fossero estinti? La risposta a questa domanda è nel film Il viaggio di Arlo, produzione Disney-Pixar in sala il 25 novembre, una buona porzione si è vista in anteprima alla Festa di Roma che alla Pixar - prima volta in Europa - dedica una retrospettiva completa. Il viaggio di Arlo è ambientato una preistoria "alternativa" che somiglia tanto al Far West. Arlo è un dinosauro che fin dalla nascita ha timore del mondo che lo circonda. Vive in una famiglia felice, protetto dal padre che lo stimola a tirare fuori la grinta. Più magro dei fratelli, combina una serie di guai finché il padre non lo incarica, per riscattarsi, di catturare la bestiolina che sta divorando il cibo che la famiglia ha messo da parte per l'inverno. Ma Arlo non ce la fa: non riesce a uccidere la creatura che ha catturato e la libera. La creatura in questione è un bambino, un piccolo orfano cresciuto come una bestiolina selvatica, coraggioso e combattivo. Quando un incidente mette a rischio la famiglia e il dinosauro viene trascinato dal fiume molto lontano, sarà proprio il cucciolo di uomo ad aiutare Arlo a sopravvivere.
[[ge:rep-locali:repubblica:125388452]]
Spiega Kelsey Mann, story supervisor che ha accompagnato il film a Roma: "Il cuore della storia è tutto nel rapporto di amicizia che nasce tra un bambino e il suo cane, solo che il rapporto è rovesciato, il bambino è il dinosauro, il 'cane' è umano. Una storia nuova e allo stesso tempo familiare. Molti dei nostri film raccontano il viaggio dall'infanzia alla maturità: stavolta Arlo deve risalire il fiume per ritrovare la sua famiglia. Nel percorso imparerà ad affrontare gli ostacoli e trovare dentro se stesso il coraggio". 

L'ambientazione, bellissima, è nei paesaggi selvaggi di una terra che somiglia all'America del Nord. Il regista Peter Sohn e la squadra di artisti e tecnici hanno fatto sopralluoghi dall'Oregon, Juntura, alle regioni che circondano Jackson Hole, nel Wyoming. "Noi che ci occupiamo delle storia siamo spediti nei luoghi del mondo per raccontare quali sentimenti suscitano dentro di noi. I colleghi studiano il colore della polvere o del cielo, noi che cosa si prova di fronte a montagne maestose: il senso di spaesamento, anche se sei un dinosauro sei piccolo e insignificante per una natura che non potrai mai dominare ma a cui puoi solo tentare di resistere. Ma il primo viaggio da fare è quello nel nostro cuore: raccontare i sentimenti con onestà, questo è il primo obiettivo di qualunque nostro film". Il viaggio di Arlo segna una tappa del cinema d'animazione dal punto di vista visivo: mai l'acqua era stata realizzata in modo così realistico. "In genere il paesaggio ne i film è sullo sfondo, mentre stavolta la natura esce in primo piano, che sia l'acqua di un torrente impetuoso e le nuvole che coprono il sole", racconta Mann.
[[ge:rep-locali:repubblica:125388456]]
Oltre al paesaggio ci sono tanti elementi del western, dai tirannosauri mandriani, bellissima la scena di caccia ai ladri di bestiame con inseguimento e lotta tra zoccoli scalpitanti, al padre contadino e la vita della fattoria. "Abbiamo esplorato molte situazioni. Innanzitutto quanto volevamo portare avanti l'evoluzione dei dinosauri, che dovevano guidare automobili per esempio. Ma ci piaceva fermarci un attimo prima, ai tempi della frontiera. Avevamo anche creato un saloon di dinosauri, ma poi volevamo restare centrati sulla vita nella natura". L'ambientazione è comunque al servizio della storia e del rapporto comico e tenerissimo tra i due diversi cuccioli. Il dinosauro educato e logorroico e il cucciolo di uomo - scopriremo che si chiama Spot - senza parole e senza paura, uno vegetariano, l'altro selvaggiamente onnivoro. I dialoghi limitati sono l'occasione per le situazioni più buffe e tenere: come quando i due si raccontano, con bastoncini e terra, delle rispettive famiglie e dei loro cari che non ci sono più.