Venezia 2012

LA CRONACA

Red carpet, la festa comincia
passerella fra glamour e nude look

Cerimonia d'apertura della 69esima edizione, sul tappeto rosso spiccano la madrina Kasia Smutniak, Naomi Watts e Kate Hudson. Al Lido anche la protesta dei lavoratori di Cinecittà. Poi tutti in Sala Grande, in platea anche i rappresentanti del governo

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VENEZIA - Donne grandi protagoniste, sul red carpet inaugurale di questa Mostra numero 69: in assenza di superstar come George Clooney o Brad Pitt, sono state dive come Naomi Watts, Kate Hudson e Laetitia Casta ad animare una passerella priva di particolari emozioni. Con una folla non troppo numerosa ai bordi del tappeto rosso, e con la manifestazione di protesta a pochi passi da Palazzo del cinema diventata ormai una tradizione: stavolta, a far sentire la propria voce, i lavoratori di Cinecittà, supportati dai sostenitori del Teatro Valle.

FOTO Le star sul red carpet

FOTO Kasia, madrina in rosso

VIDEO Cinecittà, la protesta al Lido

In altre parole, il festival che chiude l'era di Marco Müller per aprire (o riaprire) quella di Alberto Barbera comincia all'insegna di un glamour misurato, di una mondanità contenuta. Non a caso il direttore decide di non prendere la parola e di non apparire sul palco, al contrario del predecessore: in linea con quanto accade a Cannes, e per enfatizzare la centralità dei film rispetto a qualsiasi altro elemento. Ma parlare di assenza totale di brivido da celebrità sarebbe ingeneroso.

Quanto ai look delle signore, che restano uno degli argomenti più dibattuti qui al Lido, le ospiti del red carpet si attestano, a maggioranza, su uno stile decoroso, raffinato ed elegante, senza troppi eccessi. Tranne alcuni "guizzi", come quello di Valeria Marini in nude look bianco. Ma la madrina Kasia Smutniak è perfetta in castigato Armani Privé rosso, che concede un po' di scollatura solo sulla schiena. C'è anche chi punta sulle molto meno virginali trasparenze: audacissime quelle della giurata Laetitia Casta.

Il pubblico, ai margini del tappeto, non si entusiasma molto. Paradossalmente si anima solo quando appare una star presente qui a Venezia solo nel ruolo di "moglie di": Naomi Watts, biondissima e romantica nel suo abito di tulle beige, accompagna infatti il marito Liev Schreiber, tra i protagonisti del film The Reluctant Fundamentalist di Mira Nair, che inaugura la Mostra. La Watts, del resto, è in un periodo di popolarità alle stelle: le sue foto dal set del biopic su Diana, che sta girando in queste settimane, fanno sempre il giro del mondo. E così lei finisce quasi per oscurare oscura perfino la diva annunciata della serata, Kate Hudson, protagonista femminile della pellicola della Nair. Bionda e in abito beige, proprio come la Watts: destini incrociati.

E poi, all'interno della Sala Grande, comincia la cerimonia, con la Smutniak emozionata ma capace di evitare le gaffe. E in platea, oltre a tanta gente di cinema, esponenti del governo come i ministri Ornaghi e Clini, Gianni Letta e una  Daniela Santanché col consueto piglio aggressivo, al braccio di Alessandro Sallusti. Il gossip politico è assicurato.