JOHANNESBURG - "Madiba: fate una magia!". Il Sudafrica è quasi fuori dal mondiale, e allora per l'ultima chance di qualificazione arriva anche l'appello di Nelson Mandela. L'ex presidente presidente lo ha rivolto ai Bafana Bafana tramite la fondazione che porta il suo nome ed è stato riportato a nove colonne sulla prima pagina del quotidiano 'Sunday Times'.
MANDELA SEGUE LA SQUADRA - Mandela vuole "unire ancora una volta la nostra nazione", ha affidato al portavoce della fondazione Achmat Dangor un messaggio per dire che "il paese deve colorarsi di giallo e verde", ovvero i colori dei Bafana Bafana, e che in ogni caso "vuole augurare buona fortuna per la partita contro la Francia. Vi assicureremo tutto il nostro supporto e la nostra passione". Il portavoce ha poi sottolineato che "il fatto che Mandela, nonostante l'età e gli impegni abbia voluto incontrare personalmente la squadra dimostra tutto il suo attaccamento alla nazionale".
ZUMA: "ABBIAMO GIA' VINTO" - Anche l'attuale Presidente del Sudafrica Jacob Zuma, grande appassionato di calcio, ha invitato il suo popolo "a continuare ad incitare i nostri ragazzi e ad assicurare al torneo che stiamo ospitando l'entusiasmo che c'è stato finora. Il successo di questa Coppa del Mondo è il nostro successo, come nazione e come continente abbiamo già vinto. Continuiamo a goderci il Mondiale con lo stesso spirito di prima, e lasciamo che le vuvuzelas suonino ancora perché ci stiamo godendo il grande calcio internazionale".
SQUADRA SPACCATA - Ma nonostante gli appelli dei leader del paese, la situazione nello spogliatoio sudafricano sembra essere precipitata: tutti contro tutti, con i giocatori che accusano il ct Parreira, e i calciatori stessi spaccati in clan. La squadra sarebbe divisa in fazioni, come quello dei calciatori originari del KwaZulu-Natal (Sibaya, Nomvethe, Sangweni e Khuboni), che rimproverano al tecnico di non aver mai concesso loro un'autentica chance, e le cosiddette 'stelle' di Johannesburg, ovvero Modise, Letsholonyane, Tshabalala e Moriri. I due gruppi fra loro ora nemmeno si parlano. Però Mandela chiede una magia, e la nazione arcobaleno, più che nei Bafana Bafana, spera che il carisma del suo anziano leader produca un altro miracolo.
MANDELA SEGUE LA SQUADRA - Mandela vuole "unire ancora una volta la nostra nazione", ha affidato al portavoce della fondazione Achmat Dangor un messaggio per dire che "il paese deve colorarsi di giallo e verde", ovvero i colori dei Bafana Bafana, e che in ogni caso "vuole augurare buona fortuna per la partita contro la Francia. Vi assicureremo tutto il nostro supporto e la nostra passione". Il portavoce ha poi sottolineato che "il fatto che Mandela, nonostante l'età e gli impegni abbia voluto incontrare personalmente la squadra dimostra tutto il suo attaccamento alla nazionale".
ZUMA: "ABBIAMO GIA' VINTO" - Anche l'attuale Presidente del Sudafrica Jacob Zuma, grande appassionato di calcio, ha invitato il suo popolo "a continuare ad incitare i nostri ragazzi e ad assicurare al torneo che stiamo ospitando l'entusiasmo che c'è stato finora. Il successo di questa Coppa del Mondo è il nostro successo, come nazione e come continente abbiamo già vinto. Continuiamo a goderci il Mondiale con lo stesso spirito di prima, e lasciamo che le vuvuzelas suonino ancora perché ci stiamo godendo il grande calcio internazionale".
SQUADRA SPACCATA - Ma nonostante gli appelli dei leader del paese, la situazione nello spogliatoio sudafricano sembra essere precipitata: tutti contro tutti, con i giocatori che accusano il ct Parreira, e i calciatori stessi spaccati in clan. La squadra sarebbe divisa in fazioni, come quello dei calciatori originari del KwaZulu-Natal (Sibaya, Nomvethe, Sangweni e Khuboni), che rimproverano al tecnico di non aver mai concesso loro un'autentica chance, e le cosiddette 'stelle' di Johannesburg, ovvero Modise, Letsholonyane, Tshabalala e Moriri. I due gruppi fra loro ora nemmeno si parlano. Però Mandela chiede una magia, e la nazione arcobaleno, più che nei Bafana Bafana, spera che il carisma del suo anziano leader produca un altro miracolo.