Simone Biles, la ginnasta che sfida la gravità e incanta Rio
È il suo sorriso, che illumina gli occhi scuri sottolineati dall'eyeliner glitterato, a rendere ogni movimento speciale. Simone Biles, 19 anni, gareggia nella squadra Usa di ginnastica artistica. Il suo cavallo di battaglia sulla diagonale è il doppio teso con mezzo avvitamento, da lei ideato e per questo chiamato "The Biles". Alle spalle ha tre vittorie consecutive ai mondiali e in Brasile ha trascinato la sua squadra verso il primo oro olimpico. Con un punteggio molto alto, 62.198, ha conquistato la medaglia d'oro nell'individuale femminile. C'è chi l'ha paragonata a Nadia Comaneci, stella romena che vinse tre ori ai giochi di Montréal, a soli 14 anni, quando si vide assegnare il primo 10 della storia in questa disciplina. Simone ha conquistato giuria e pubblico non solo per il suo indiscutibile talento, ma anche per l'energia esplosiva che è in grado di trasmettere, quando, prima dei volteggi perfetti, dà spettacolo a ritmo di danza. Alle spalle un'infanzia difficile, con una madre alcolista e l'affidamento al nonno. A sei anni il primo ingresso in una palestra, dove Simone resta folgorata dallo sport e insegue un unico obiettivo: diventare la ginnasta numero uno. Per la sua determinazione il Time l'ha inserita nella classifica dei 10 millenials più influenti al mondo. E adesso i suoi avvitamenti fanno sognare l'America e il mondo. Leggi l'articolo
Rio 2016, prima medaglia nel canottaggio: Di Costanzo e Abagnale conquistano il bronzo
Prima medaglia nel canottaggio per l'Italia a Rio de Janiero. La squadra azzurra ha conquistato il bronzo nella prova del 2 senza di canottaggio. Giovanni Abagnale e Marco Di Costanzo sono stati preceduti dagli equipaggi della Nuova Zelanda e del Sudafrica, rispettivamente medaglia d'oro e d'argento.
Inizia a fare sul serio il Setterosa, che dopo aver rotto il ghiaccio con l’abbordabile Brasile, coglie un successo dal peso specifico ben superiore contro l’Australia. Un 8-7 con il brivido, con le azzurre prima padrone, poi rimontate, infine salvate da una parata prodigiosa della Gorlero. Molto bene il volley maschile: 3-0 al Messico ampiamente prevedibile, che vale l’accesso ai quarti con anticipo, resta solo da vedere la posizione per definire l’incrocio. Buone notizie nel beach volley: la coppia Lupo-Nicolai gioca una grande partita contro gli americani Lucena-Dalhausser ma si arrende 24-22 al terzo set. Poi rimedia la qualificazione agli ottavi vincendo lo spareggio contro la Polonia. Sconfitte e contente Menegatti-Giombini, che passano comunque il turno.
Il capitolo del tennis potrebbe essere intitolato come il grande rimpianto. Il match di Fabio Fognini con Andy Murray è una infinita montagna russa. Il ligure inizia malissimo, poi vince 8 giochi in fila non solo riaprendo la partita, ma prendendola in mano: poi il vento cambia drasticamente e lo scozzese passa il turno ottenendo a sua volta 6 giochi consecutivi. Semifinale sfumata in circostanze abbastanza analoghe per Sara Errani e Roberta Vinci: la vittoria sembra ad un passo contro il duo ceco Strycova-Safarova, ma le Chichis non chiudono e finiscono per capitolare 6-4, 4-6, 4-6. Alla spedizione resta solo il doppio misto, che per ora non delude: primo turno superato dalla coppia Fognini-Vinci.
Nel ciclismo su pista l'Italia supera le qualificazioni dell'inseguimento a squadre sia in campo maschile (con il quinto tempo) che femminile (con il settimo). Restano sempre alte le ambizioni nella vela. Flavia Tartaglini, è sempre al comando dopo otto regate della categoria RS:X (le "tavole"). Ne mancano 4 alla fine, prima della Medal Race di domenica prossima.