Atletica Leggera

Atletica, Klishina fermata dalla Iaaf: niente gare

L'atleta del salto in lungo doveva essere l'unica russa ai Giochi: la federazione di atletica però l'ha esclusa "rivalutando" il rapporto Wada. Lei presenta ricorso al Tas, ma le qualificazioni iniziano mercoledì. "Sono pulita e l'ho dimostrato"

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RIO DE JANEIRO - Doveva essere l'unica russa ai Giochi di Rio. Finirà invece nel lunghissimo elenco delle escluse. Strano il destuno di Daria Klishina: prima che iniziassero le Olimpiadi era lei il volto pulito dello sport russo, l'unica che aveva ricevuto il permesso di competere a Rio, è stata esclusa dall'Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica. Curioso semmai che la Iaaf - le federazioni avevano ricevuto l'incarico di decidere caso per caso direttamente dal Cio - si sia pronunciata soltanto 4 giorni prima che la Klishina scendesse in pista: il via alle qualificazioni del salto in lungo è previsto infatti per mercoledì 17 agosto. La Klishina era stata ammessa in quanto allenandosi in Florida aveva sempre sostenuto i test antidoping negli States e quindi non potevano essere compresi nel fascicolo sul "doping di stato" russo. Un portavoce Iaaf spiega che il suo "permesso speciale è stato ritirato sulla base di nuove informazioni ricevute" una decisione che vale non solo per le Olimpiadi, ma per tutte le competizioni. Aggiungendo che la Klishina è stata informata di questo provvedimento la scorsa settimana. L'annuncio della sospensione è arrivato dal presidente della Federatletica russa Dmitri Shliakhtin: "Ci sono riscontri non concordanti, ma da Rio abbiamo avuto conferma di questa sospensione", ha detto. La Iaaf avrebbe preso la decisione dopo aver "ripreso in considerazione" il rapporto Wada sul doping di Stato in Russia. Inevitabile è arrivata l'impugnazione della stessa Klishina: il segretario genarale del Tas Mathieu Reeb ha già confermato che la saltatrice in lungo ha presentato ricorso.

La propria reazione Daria Klishina l'ha affidata ai propri social network, scrivendo su facebook. "Sono un'atleta pulita, l'ho provato ripetutamente. Farò tutto il possibile per difendere la mia reputazione di atleta pulita. Mi sento come se fossi stata raggirata da un sistema che non punta a mantenere lo sport pulito, nel quale gli atleti vicono fuori dall'arena sportiva".