Atletica Leggera

I 100 metri che hanno già cambiato l'atletica

Elaine Thompson, nuova regina della velocità, è la Giamaica che cambia: meno muscoli, baricentro più alto, una vitalità più gradevole e più spendibile. Tecnicamente e fisicamente è l'opposto di chi vinceva fino a oggi. E può crescere ancora

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RIO DE JANEIRO - Ecco la prima conferma che stiamo davvero al centro dell'olimpiade che cambierà il volto (e i volti) dell'atletica. Per età e per complessione fisica. Forse anche per mentalità. Una successione inevitabile. Elaine Thompson è la nuova Giamaica, meno potente, meno muscoli, meno cosce, baricentro più alto, una vitalità generale più gradevole e più spendibile (anche nei 200). Tecnicamente e fisicamente è l'opposto di Shelley-Ann Fraser-Pryce.

I 100 femminili hanno aperto le porte di una nuova fase, che riguarderà soltanto ragazze capaci di sfruttare la grinta acquisita durante l'infanzia, sempre difficile, e trasformarla in energia, l'elasticità naturale e trasformarla in un rapporto speciale con la pista, la "stiffness" genetica dei piedi e trasformarla in una garanzia permanente che se le altre faticano, tu fatichi meno perché i tuoi piedi sono più resistenti e ti sostengono ancora quando quelli delle altre cedono fino a poggiare il tallone a terra. Ragazze che non credono più alle grandi sedute di palestra, né alle promesse dell'adolescenza agonistica.

La Fraser-Pryce era un mostro già a 15 anni e soprattuto a 15 anni era come la vediamo adesso. La Thompson, che ha 24 anni, a 16 venne cacciata dalla squadra d'atletica del liceo perché, secondo i suoi insegnanti era una pippa e anche una presuntuosa. Ha sviluppato tardi le sue doti. Cosa che potrebbe allungarle la carriera e magari farla esplodere a 29 anni. Ha imparato ad ascoltare. Ha imparato a non guardare negli occhi le persone ("Avevo paura così cercavo di intimorirle"). La nonna che l'ha cresciuta ha temuto che fallendo con lo sport un giorno l'avrebbe trovata a cantare il reggae con uno spinello in bocca in una baracca dove fanno musica dalle parti di Manchester Parish. Una volta capito che era meglio capire cosa stessero cercando di spiegarle, divenne un'altra ragazza ed entrò all'Università di Tecnologia di Kingston, dove iniziò ad allenarsi con Stephen Francis, l'allenatore giamaicano alternativo a Glenn Mills: "Le prime volte, quando andavo al campo ad allenarmi, passavamo due ore a parlare e venti minuti ad allenarci".

Il risultato è che da 2013 Elaine si è migliorata ogni anno nella velocità pura, trovando benefici nei 100 ma anche nei 200. E non ha mai più messo un etto di massa magra in più (per ritracciare quella grassa ci vorrebbe un sonar). Col suo fisico che andrebbe bene anche per i 400, Elaine ha un personale di 10"70 (lo stesso della Pryce) corso proprio nel 2016. E con quel "crono" è la quarta donna più veloce di sempre dopo la Griffith, la Jeter e la Jones. E ancora sbraccia, sbraita, muove le dita mentre corre, ogni tanto si perde un po' le gambe, insomma non è certo perfetta, anzi. Pensate quanto può migliorare. Pensate cosa combinerà con le sue forme regolari, da modella robusta, quando tutto questo caos verrà spento da un briciolo di conoscenza in più. Può fare 10"60. E senza i coscioni.