Nuoto

Nuoto, cinesi non perdonano Horton per attacchi a Yang ed è travolto sui social

A far infuriare i tifosi asiatici, regalando una notte di fuoco agli indirizzi social della neo-medaglia d’oro, sono state i suoi attacchi al rivale sulle questioni di dopin

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RIO DE JANEIRO - “Serpente!”, “razzista”, “infame”, “canaglia”. La Cina non ha preso proprio benissimo la vittoria dell’australiano Marck Horton nei 400 stile libero davanti a Sun Yang, beniamino di casa e grande rivale nei 1.500 metri di Gregorio Paltrinieri e Gabrile Detti. Il verdetto sportivo nessuno lo discute, nemmeno a Pechino. A far infuriare i tifosi asiatici, regalando una notte di fuoco agli indirizzi social della neo-medaglia d’oro, sono state i suoi attacchi al rivale sulle questioni di doping. Tra i due, notoriamente, non corre buon sangue. E la sfida psicologica è iniziata un paio di giorni fa nelle vasche d’allenamento dove secondo i media di Sydney Sun – noto per il suo carattere fumantino – avrebbe provocato e schizzato il 20enne vittoriano a ogni incrocio in corsia. “Falsità” dicono a Pechino, ma Horton ha liquidato l’indicente – senza smentirlo – calando il carico da 90: “Non ho tempo da perdere con chi è stato trovato positivo a un test”. E ieri, dopo la cerimonia del podio, ha rincarato la dose: “Ritirare quello che ho detto? Perché? Ho detto che è un imbroglione drogato solo perché la cronaca dice che è così”, ha ribadito in faccia al suo avversario..
 
Sun – sulla cui fragilità nervosa esistono intere enciclopedie – non l’ha presa benissimo. Nella interviste post-gara in mixed zone è scoppiato a piangere in mondovisione. E le lacrime hanno scatenato i suoi fan. Prima in 42 milioni hanno messo un like all’hashtag #non piangereYang sul Twitter cinese. Poi si sono presi cura dell’avversario. E nelle ultime ore hanno intasato di insulti - spesso ad alto tasso di volgarità - i suoi account social. L’accusa all’australiano, nemmeno troppo velata, è di cavalcare una storia del passato per far crollare Sun non in piscina, ma sul fronte neurologico.
 
La sfida continuerà ora nei 1.500 metri. Dove i due si batteranno pure con Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti, convitati di pietra in questa guerra di nervi che alla fine potrebbe fare il loro gioco. Il campione di Carpi, del resto, ha già avuto un assaggio delle misteriose fragilità del rivale di Pechino quando Sun, ai Mondiali dello scorso anno di Kazan, non si è presentato per motivi ad oggi sconosciuti ai blocchi di partenza dei 1.500, lasciando la strada spianata verso l’oro a Greg