Tuffi

Tania, ultimo tuffo con medaglia: ''Era tutto scritto, doveva andare così''

Tania Cagnotto (lapresse)
La Cagnotto chiude la carriera con un bronzo olimpico che arriva dopo la beffa di quattro anni fa a Londra: ''Ai miei figli insegnerò a non avere paura degli alti e bassi della vita, perché gli alti poi arrivano''. Pronta per la nuova vita: ''Ho dato tutta me stessa, era giusto smettere''
2 minuti di lettura
RIO DE JANEIRO - Con questa erre arrotolata come uno dei suoi tuffi, Tania Cagnotto racconta l'ultima gara della sua vita, la più importante, in attesa della nuova vita che comincia proprio oggi, proprio adesso.
Come ci si sente, Tania?
"Bello e strano insieme. Oggi mi voglio divertire al Villaggio Olimpico, voglio gustarmi l'atmosfera perché non ho più da pensare alle gare. E poi si va a casa perché è ora ed è giusto. Si può persino andare in vacanza, anche se al mare io non mi tuffo mai. Infine, il 24 settembre, il matrimonio all'Elba con Stefano".
Come ripensa all'incredibile gara di ieri?
"Con gioia immensa. Io e papà ci eravamo detti che andava bene così, anche senza medaglia, perché mi ero tuffata molto bene con la sequenza dei salti andata proprio come volevo e come sognavo. Dopo il primo tuffo avevo un po' paura degli altri, anche se io patisco soprattutto le qualificazioni e le semifinali. Nella finale è diverso, lì si azzera tutto e mi azzero anch'io".

Rio 2016, Cagnotto: "La delusione di Londra e la gioia in Brasile: era tutto scritto"

Due medaglie stupende dopo i due quarti posti di Londra: cosa significa?
"Significa che esiste un destino e che tutti dobbiamo compiere il nostro percorso. Senza quelle grosse delusioni non avrei poi vinto un oro mondiale e non sarei mai arrivata fin qui: era scritto, doveva andare così".
La ricordiamo ai Giochi di quattro anni fa: lei era il ritratto della tristezza.
"Però c'è giustizia, alla fine: è quello che insegnerò ai miei figli. A non avere paura degli alti e bassi della vita, perché gli alti poi arrivano, bisogna solo aspettarli e conquistarli con tenacia, pazienza e fiducia".
Suo padre Giorgio è quasi più contento di lei.
"Ci teneva tantissimo, sognava questa medaglia più di tutti. Ecco perché gliela dedico. Ma anche alla mia mamma, eh".
Si aspettava una gara del genere e un giorno così?
"Da quando mi sono svegliata, ieri mattina, ho capito di essere tranquilla. Ormai la mia medaglia l'avevo già presa, d'argento, nel trampolino sincronizzato con Francesca Dallapè, dunque potevo vivere l'ultima gara con più leggerezza. E questo ha fatto la differenza". Quali sensazioni le rimangono degli ultimi tuffi, e dell'ultimo in particolare? Quello che ha chiuso la gara ma anche la sua carriera.
"Un senso di appagamento. Ho gareggiato col cuore, ho gareggiato per me. Non pensavo alla medaglia, non l'ho fatto neanche per un momento, volevo solo il record e quello è arrivato. Mai avrei creduto di tornare a casa con due medaglie al collo".
Argento e bronzo che brillano come oro.
"In effetti è così, perché nei tuffi le cinesi sono di un altro pianeta. Io mi accontento di essere una delle migliori".
Lei adesso è anche una delle più importanti atlete del nostro sport e della storia azzurra.
"Ma non posso paragonarmi a una fuoriclasse come Valentina Vezzali, non so neppure quante medaglie d'oro olimpiche abbia conquistato. Però fa piacere sentire una cosa del genere". Qual è  il bilancio di quasi vent'anni di tuffi?
"Ho la grande soddisfazione di avere dato tutta me stessa, fino all'ultimo centesimo di quello che avevo. Non era rimasta neppure una briciola: dunque è giusto smettere".
Le mancherà, tutto questo?
"Le emozioni certamente, lo stress e l'ansia delle gare proprio no. Nello sport ad alto livello si soffre molto, alla lunga è logorante".
Il momento più bello?
"Quando ho guardato papà dopo l'ultimo tuffo: in quell'istante abbiamo capito".