ANCONA - Il presidente della giunta Gian Mario Spacca e quello del Consiglio regionale delle Marche Vittoriano Solazzi saranno i due grandi elettori della maggioranza per il voto per il nuovo presidente della Repubblica. E' il risultato della seconda votazione dell'Assemblea legislativa, dopo che la scelta dei grandi elettori del presidente della Repubblica per le Marche è diventato un autentico caso. Il terzo grande elettore, esponente dell'opposizione, è Giacomo Bugaro del Pdl, vice presidente dell'Assemblea, era emerso durante il primo voto.
Dal primo voto dell'assemblea era uscito un verdetto sorprendente: mentre nella conferenza dei capigruppo di ieri il Pd aveva indicato i nomi del governatore Gian Mario Spacca e del capogruppo Mirko Ricci, lo scrutinio segreto dell'assemblea ha escluso proprio Spacca eleggendo, assieme al capogruppo Ricci, il renziano Vittoriano Solazzi, presidente del Consiglio regionale. Il terzo grande elettore, esponente dell'opposizione, è Giacomo Bugaro del Pdl, vice presidente dell'Assemblea.
Dopo una pausa, i due grandi elettori della maggioranza, Solazzi e Ricci, hanno rinunciato all'incarico. "Ho consigliato al capogruppo del Pd in Regione, Mirko Ricci, di cedere il suo posto al governatore Spacca" ha spiegato all'Agi il segretario del Pd delle Marche, Palmiro Ucchielli.
In Consiglio è stato il caos: per alcuni bisognava votare di nuovo, ma molti consiglieri, credendo che la seduta fosse finita, erano andati via. Alla fine, l'assemblea legislativa delle Marche ha approvato la proposta di Enzo Giancarli del Pd di inserire d'urgenza all'ordine del giorno una nuova votazione per eleggere due grandi elettori.
Anche la seconda votazione ha suscitato ulteriori polemiche: il governatore Spacca ha raccolto 23 voti, Solazzi 10, segno che hanno votato per lui anche alcuni consiglieri di opposizione. Solo due le schede bianche su 37 votanti, mentre altri due voti sono andati a Letizia Bellabarba, del Pd.
Il responso dell'aula è stato accolto di nuovo da proteste, soprattutto tra i banchi del Pd. Piuttosto alterato, il consigliere regionale Paolo Perazzoli (Pd) ha chiesto a Solazzi di essere coerente "con quello che aveva dichiarato" nel momento della rinuncia della prima elezione. Poi se l'è presa, senza citarlo, con il capogruppo Mirco Ricci: "La gestione di questa partita è stata quanto meno dilettantesca, bisognerà trarne le debite conseguenze".
Poi la seduta è stata tolta, senza procedere - come era all'ordine del giorno - all'esame di due proposte di legge importanti: quella per la costituzione di una società pubblica di progetto per la realizzazione della superstrada Fano-Grosseto e quella sul trasporto pubblico locale.
Per Ucchielli, il passo indietro di Ricci rappresenta "un gesto saggio e opportuno" dopo che l'aula, a scrutinio segreto, aveva ribaltato quanto era emerso nella conferenza dei capigruppo di ieri, con il Pd che aveva dato indicazioni sui nomi di Spacca e Ricci e su quello di Francesco Massi, presidente del gruppo Pdl. Durante il primo voto dell'assemblea, sul nome di Mirko Ricci non si erano registrati imprevisti (13 voti), mentre a Spacca erano andati solo 7 voti, battuto dal renziano Solazzi che ne aveva totalizzati 11, grazie al voto di qualche franco tiratore e del centrodestra, che è riuscito a far nominare Giacomo Bugaro nella griglia dei tre.
Dopo il primo voto, Solazzi aveva motivato la prima rinuncia osservando che "è disdicevole che nella terna dei grandi elettori non ci sia il governatore" Spacca. Poi, dopo la seconda elezione, aveva aggiunto: "Sono un iscritto del Pd e mi atterrò alle indicazione del mio partito. Certo - ha osservato, a proposito della caotica seduta del Consiglio regionale marchigiano - la gestione di tutta la vicenda ha lasciato a desiderare, c'è stata una confusione che si poteva evitare".
Soprattutto da parte del gruppo del Pd, a cui Solazzi, iscritto al partito, non appartiene. "Io non mi sono candidato - spiega Solazzi - ma ho partecipato alla riunione del Pd e della maggioranza in cui è stato deciso di votare Spacca e Letizia Bellabarba". Poi il presidente della giunta ha totalizzato 23 voti, Solazzi dieci e la Bellabarba solo due, "segno - a giudizio del presidente dell'Assemblea - che qualcuno che doveva votarla non l'ha fatto. Io comunque ho votato Spacca".
Molto provato, Ricci ha ribadito che la linea del Pd sul primo voto era "Spacca-Ricci, non il contrario", sottolineando di aver avuto "solo due voti in più del previsto" dato che gli accordi in seno al gruppo erano tali da fargli ricevere 11 voti. "Non so quali conseguenze trarrà Spacca (che è in missione in Vietnam, ndr) da questa situazione - ha aggiunto il capogruppo Pd -, ma è certo che, anche e soprattutto nei momenti più critici, bisogna fare chiarezza. So che c'è un problema principale di maggioranza, ma anche qualcosa che va al di là. Però è ancora possibile trovare un punto di sintesi".
Dal primo voto dell'assemblea era uscito un verdetto sorprendente: mentre nella conferenza dei capigruppo di ieri il Pd aveva indicato i nomi del governatore Gian Mario Spacca e del capogruppo Mirko Ricci, lo scrutinio segreto dell'assemblea ha escluso proprio Spacca eleggendo, assieme al capogruppo Ricci, il renziano Vittoriano Solazzi, presidente del Consiglio regionale. Il terzo grande elettore, esponente dell'opposizione, è Giacomo Bugaro del Pdl, vice presidente dell'Assemblea.
Dopo una pausa, i due grandi elettori della maggioranza, Solazzi e Ricci, hanno rinunciato all'incarico. "Ho consigliato al capogruppo del Pd in Regione, Mirko Ricci, di cedere il suo posto al governatore Spacca" ha spiegato all'Agi il segretario del Pd delle Marche, Palmiro Ucchielli.
In Consiglio è stato il caos: per alcuni bisognava votare di nuovo, ma molti consiglieri, credendo che la seduta fosse finita, erano andati via. Alla fine, l'assemblea legislativa delle Marche ha approvato la proposta di Enzo Giancarli del Pd di inserire d'urgenza all'ordine del giorno una nuova votazione per eleggere due grandi elettori.
Anche la seconda votazione ha suscitato ulteriori polemiche: il governatore Spacca ha raccolto 23 voti, Solazzi 10, segno che hanno votato per lui anche alcuni consiglieri di opposizione. Solo due le schede bianche su 37 votanti, mentre altri due voti sono andati a Letizia Bellabarba, del Pd.
Il responso dell'aula è stato accolto di nuovo da proteste, soprattutto tra i banchi del Pd. Piuttosto alterato, il consigliere regionale Paolo Perazzoli (Pd) ha chiesto a Solazzi di essere coerente "con quello che aveva dichiarato" nel momento della rinuncia della prima elezione. Poi se l'è presa, senza citarlo, con il capogruppo Mirco Ricci: "La gestione di questa partita è stata quanto meno dilettantesca, bisognerà trarne le debite conseguenze".
Poi la seduta è stata tolta, senza procedere - come era all'ordine del giorno - all'esame di due proposte di legge importanti: quella per la costituzione di una società pubblica di progetto per la realizzazione della superstrada Fano-Grosseto e quella sul trasporto pubblico locale.
Per Ucchielli, il passo indietro di Ricci rappresenta "un gesto saggio e opportuno" dopo che l'aula, a scrutinio segreto, aveva ribaltato quanto era emerso nella conferenza dei capigruppo di ieri, con il Pd che aveva dato indicazioni sui nomi di Spacca e Ricci e su quello di Francesco Massi, presidente del gruppo Pdl. Durante il primo voto dell'assemblea, sul nome di Mirko Ricci non si erano registrati imprevisti (13 voti), mentre a Spacca erano andati solo 7 voti, battuto dal renziano Solazzi che ne aveva totalizzati 11, grazie al voto di qualche franco tiratore e del centrodestra, che è riuscito a far nominare Giacomo Bugaro nella griglia dei tre.
Dopo il primo voto, Solazzi aveva motivato la prima rinuncia osservando che "è disdicevole che nella terna dei grandi elettori non ci sia il governatore" Spacca. Poi, dopo la seconda elezione, aveva aggiunto: "Sono un iscritto del Pd e mi atterrò alle indicazione del mio partito. Certo - ha osservato, a proposito della caotica seduta del Consiglio regionale marchigiano - la gestione di tutta la vicenda ha lasciato a desiderare, c'è stata una confusione che si poteva evitare".
Soprattutto da parte del gruppo del Pd, a cui Solazzi, iscritto al partito, non appartiene. "Io non mi sono candidato - spiega Solazzi - ma ho partecipato alla riunione del Pd e della maggioranza in cui è stato deciso di votare Spacca e Letizia Bellabarba". Poi il presidente della giunta ha totalizzato 23 voti, Solazzi dieci e la Bellabarba solo due, "segno - a giudizio del presidente dell'Assemblea - che qualcuno che doveva votarla non l'ha fatto. Io comunque ho votato Spacca".
Molto provato, Ricci ha ribadito che la linea del Pd sul primo voto era "Spacca-Ricci, non il contrario", sottolineando di aver avuto "solo due voti in più del previsto" dato che gli accordi in seno al gruppo erano tali da fargli ricevere 11 voti. "Non so quali conseguenze trarrà Spacca (che è in missione in Vietnam, ndr) da questa situazione - ha aggiunto il capogruppo Pd -, ma è certo che, anche e soprattutto nei momenti più critici, bisogna fare chiarezza. So che c'è un problema principale di maggioranza, ma anche qualcosa che va al di là. Però è ancora possibile trovare un punto di sintesi".