ROMA - Cercando azzurri in cerca di conferme ecco che spunta la farfalla. Ilaria Bianchi, 23enne di Castel San Pietro, è una delle ragazze su cui l'Italia del nuoto punta.
Passi per essere una ragazza fuori dal coro: allora, dopo Londra i rapporti sono davvero migliorati o è tutta ipocrisia?
"Sono stata varie volte in nazionale durante questo anno agonistico e vedo che le cose vanno meglio. Purtroppo capita che a volte il gruppo non sia molto unito e questo è un peccato perché, pur essendo il nuoto uno sport individuale, è importante avere il sostegno, il calore e il tifo dei propri compagni".
Forza, il pronostico per Barcellona...
"Pronostici? Non sono il mio forte, non amo predire i risultati nè miei nè altrui, semplicemente perché è troppo difficile sapere chi ci sarà e soprattutto quando possano o non possano andare forte, è una variabile troppo ampia. Naturalmente i favoriti rimangono e mi piace vivere al momento la battaglia sul campo".
Ma vi accorgete che senza Pellegrini vincente l'aria del nuoto italiano è moscia?
"No. A mio parere no, il clima della squadra è quello di prima indipendentemente da Federica".
Ed è un bene o è un male?
"Personalmente non bado molto a quello che succede intorno a me e che non mi riguarda. Io cerco solo di concentrarmi su me stessa, con l'obiettivo di andare il più forte possibile".
Facciamo un'analisi generale: c'è un problema di tecnici, in Italia, o no?
"Effettivamente non ci sono molti allenatori giovani con belle idee, siamo un Paese per certi lati un po' vecchio e obsoleto dove spesso le belle idee intelligenti sono surclassate dal tradizionalismo. A volte non farebbe male una bella ventata di aria fresca, e non parlo solo di nuoto. Io comunque mi ritengo fortunata perché sono allenata da Fabrizio Bastelli che è uno dei migliori tecnici emergenti e faccio parte di una Società sana come n. c. Azzurra'91-Csi Bologna dove si lavora bene".
Il boom è finito... noi dobbiamo sperare nella tua crescita, quella di Paltrinieri o sta per spuntare qualche altro fenomeno?
"Beh, io spero di crescere ancora, vedremo! E ci sono buoni pronostici per Paltrinieri e Scozzoli che spero tirino fuori il loro meglio a Barcellona. Speriamo di farvi divertire...".
La federazione nuota viene incontro o no alle esigenze degli atleti?
"In Nazionale io mi sono trovata bene e i buoni risultati dimostrano che sono serena. Magari ogni tanto esce qualche problema logistico, ma nulla di straordinario, alla fine siamo tanti e tutti con esigenze sempre diverse ed è anche difficile che la macchina funzioni sempre impeccabilmente".
Mai pensato di andarsene all'estero?
"Mi piace molto la prospettiva del giovane che va all'estero, perché i giovani possono trovare delle opportunità che in Italia non troverebbero. Se non fossi stata così fortunata ad entrare in un Gruppo Sportivo Militare (Fiamme Azzurre - Polizia Penitenziaria) e in una società valida che mi permette di riuscire bene in quello che faccio, probabilmente sarei andata via anch'io".
Un ultimo pensiero personale...
"Ringrazio tutti coloro che credono in me e che mi hanno permesso di arrivare dove sono, dalle persone più care, al mio staff di allenamento, fino al mio nuovo sponsor tecnico, la Head".
Passi per essere una ragazza fuori dal coro: allora, dopo Londra i rapporti sono davvero migliorati o è tutta ipocrisia?
"Sono stata varie volte in nazionale durante questo anno agonistico e vedo che le cose vanno meglio. Purtroppo capita che a volte il gruppo non sia molto unito e questo è un peccato perché, pur essendo il nuoto uno sport individuale, è importante avere il sostegno, il calore e il tifo dei propri compagni".
Forza, il pronostico per Barcellona...
"Pronostici? Non sono il mio forte, non amo predire i risultati nè miei nè altrui, semplicemente perché è troppo difficile sapere chi ci sarà e soprattutto quando possano o non possano andare forte, è una variabile troppo ampia. Naturalmente i favoriti rimangono e mi piace vivere al momento la battaglia sul campo".
Ma vi accorgete che senza Pellegrini vincente l'aria del nuoto italiano è moscia?
"No. A mio parere no, il clima della squadra è quello di prima indipendentemente da Federica".
Ed è un bene o è un male?
"Personalmente non bado molto a quello che succede intorno a me e che non mi riguarda. Io cerco solo di concentrarmi su me stessa, con l'obiettivo di andare il più forte possibile".
Facciamo un'analisi generale: c'è un problema di tecnici, in Italia, o no?
"Effettivamente non ci sono molti allenatori giovani con belle idee, siamo un Paese per certi lati un po' vecchio e obsoleto dove spesso le belle idee intelligenti sono surclassate dal tradizionalismo. A volte non farebbe male una bella ventata di aria fresca, e non parlo solo di nuoto. Io comunque mi ritengo fortunata perché sono allenata da Fabrizio Bastelli che è uno dei migliori tecnici emergenti e faccio parte di una Società sana come n. c. Azzurra'91-Csi Bologna dove si lavora bene".
Il boom è finito... noi dobbiamo sperare nella tua crescita, quella di Paltrinieri o sta per spuntare qualche altro fenomeno?
"Beh, io spero di crescere ancora, vedremo! E ci sono buoni pronostici per Paltrinieri e Scozzoli che spero tirino fuori il loro meglio a Barcellona. Speriamo di farvi divertire...".
La federazione nuota viene incontro o no alle esigenze degli atleti?
"In Nazionale io mi sono trovata bene e i buoni risultati dimostrano che sono serena. Magari ogni tanto esce qualche problema logistico, ma nulla di straordinario, alla fine siamo tanti e tutti con esigenze sempre diverse ed è anche difficile che la macchina funzioni sempre impeccabilmente".
Mai pensato di andarsene all'estero?
"Mi piace molto la prospettiva del giovane che va all'estero, perché i giovani possono trovare delle opportunità che in Italia non troverebbero. Se non fossi stata così fortunata ad entrare in un Gruppo Sportivo Militare (Fiamme Azzurre - Polizia Penitenziaria) e in una società valida che mi permette di riuscire bene in quello che faccio, probabilmente sarei andata via anch'io".
Un ultimo pensiero personale...
"Ringrazio tutti coloro che credono in me e che mi hanno permesso di arrivare dove sono, dalle persone più care, al mio staff di allenamento, fino al mio nuovo sponsor tecnico, la Head".