'Space Force', i militari pasticcioni alla conquista dello spazio, e quel generale che ricorda Trump
Roberto Nepoti
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di ROBERTO NEPOTI
Corsa tra superpotenze e satira politica nella nuova serie Netflix firmata da Greg Daniels e Steve Carell
Aggiornato 2 minuti di lettura
La nuova serie Space Force, la cui prima stagione in dieci episodi debutta oggi su Netflix, si può collocare nel genere “workplace comedy”: come The Office, la serie cult creata da Greg Daniels e interpretata da Steve Carell. Il “posto di lavoro” in cui ci invitano i due vecchi complici, però, questa volta è di un genere tutto particolare: una base spaziale nel Colorado da cui il governo americano intende partire alla conquista dello spazio. L’obiettivo è affermare il predominio degli Usa su Russia e Cina; ma ancor più, dominare il cyberspazio espandendo la gittata dei tweet del Presidente (qualsiasi riferimento a Donald Trump sarà tutt’altro che casuale). Steve Carell, in primo piano, con John Malkovich e Ben Schwartz in 'Space Force'. In alto, una foto di scena della serie
La nuova serie Space Force, la cui prima stagione in dieci episodi debutta oggi su Netflix, si può collocare nel genere “workplace comedy”: come The Office, la serie cult creata da Greg Daniels e interpretata da Steve Carell. Il “posto di lavoro” in cui ci invitano i due vecchi complici, però, questa volta è di un genere tutto particolare: una base spaziale nel Colorado da cui il governo americano intende partire alla conquista dello spazio. L’obiettivo è affermare il predominio degli Usa su Russia e Cina; ma ancor più, dominare il cyberspazio espandendo la gittata dei tweet del Presidente (qualsiasi riferimento a Donald Trump sarà tutt’altro che casuale). Steve Carell, in primo piano, con John Malkovich e Ben Schwartz in 'Space Force'. In alto, una foto di scena della serie
Di pilotare l’impresa è incaricato il generale a quattro stelle Mark R. Naird (Carell), affiancato dal capo del progetto spaziale Adrian Mallory (John Malkovich) e da un gruppo di scienziati di cui il militare diffida istintivamente. Dopo una serie di lanci sperimentali, si porteranno gli “stivali sulla luna”; scoprendo, però, che un equipaggio cinese ha preceduto gli americani nel Mare della Tranquillità.
Non c’è da meravigliarsi se le autorità preposte all’impresa sono poco meno che una risma di deficienti: dal Presidente guerrafondaio, che vorrebbe conquistare con le armi la superficie del nostro satellite, ai membri del Congresso; dai capi delle altre agenzie militari in concorrenza con la Space Force alla first lady, che disegna per i soldati grotteschi costumi da supereroi (e non le si può dire di no). E basterà ripensare alla tradizione del cinema antimilitarista americano, con gli ufficiali pomposi e imbecilli di Comma 22 o di M.A.S.H. Anche qui i generali, come Kick Grabaston, il rivale di Naird, lanciano orgogliosamente frasi del tipo: “Quando l’Air Force non sa che fare lancia una bomba… piccola, grande, intelligente, stupida... c’è una bomba per ogni occasione”.
Satira del sempiterno american dream di colonizzare l’universo, la nuova serie assortisce un equipaggio di personaggi coloriti, a volte perfino troppo. I migliori, oltre al vagamente ottuso e insieme titubante Naird, sono lo scienziato interpretato da Malkovich, impasto blasé di intelligenza e indisciplina, il giovane scienziato orientale Chan e la moglie del generale, Maggie (la Lisa Kudrow di Friends), un po’ compressa nel ruolo ma schizzata ai limiti del surreale (è chiusa in carcere a tempo indefinito e s’innamora di una secondina). Altro character azzeccato quello della pilota Angela Alì, prima donna (di colore) sulla Luna come membro dell’inesperto equipaggio spaziale; mentre la figlia di Naird, Erin, è la solita adolescente ostile; anche se va acquistando più spessore col procedere della storia.
Volutamente sgradevole il personaggio che di nome fa Tony Scarapiducci, stupidissimo addetto alle pubbliche relazioni della Force totalmente asservito ai capricci della Presidenza. Gli episodi sono di livello variabile. Tra i migliori il secondo, Salvate l’Epsilon 6, dove per riparare i guasti di un satellite danneggiato nello spazio Naid si affida a uno scimpastronauta (scimpanzé-astronauta) e a un canastronauta, e gli ultimi due, in cui la tensione tra americani e cinesi (che hanno travolto con un rover lunare la bandiera a stelle e strisce) minaccia di sfociare in una guerra stellare.