Dalla tolleranza all’amicizia, dalla solidarietà all’ambiente i cortometraggi della casa di produzione hanno molto da insegnare e hanno rivoluzionato il mondo del cinema (e gli Oscar). In principio fu la lampada Luxo. Ora arrivano i “Popcorn”
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Da quando ha preso una lampada da tavolo e l'ha trasformata in una storia di maternità - era Luxo Jr nel 1986 - la Pixar si è rivelata capace di attingere ai sentimenti profondi degli spettatori, partendo da situazioni e oggetti quotidiani. Ha cambiato protagonisti, storie e i temi coinvolgendo un pubblico adulto, ed è stata capace di accompagnare l'innovazione tecnologica - i primi corti servivano per mostrare le potenzialità di nuovi tipi di software - a una creatività mai subalterna agli intenti commerciali: una formula che ha trasformato lo studio, acquisito da Disney nel 2006, in una macchina miliardaria al boxoffice. Questo percorso lungo trentacinque anni oggi è tracciabile su Disney+, la piattaforma che riunisce i corti animati che hanno accompagnato la storia cinematografica della Pixar, da Toy Story e verso l'infinito. Gli ultimi arrivati, pochi giorni fa, i Pixar Popcorn, sono piccoli assaggi (li chiamano "bites&quo…
Da quando ha preso una lampada da tavolo e l'ha trasformata in una storia di maternità - era Luxo Jr nel 1986 - la Pixar si è rivelata capace di attingere ai sentimenti profondi degli spettatori, partendo da situazioni e oggetti quotidiani. Ha cambiato protagonisti, storie e i temi coinvolgendo un pubblico adulto, ed è stata capace di accompagnare l'innovazione tecnologica - i primi corti servivano per mostrare le potenzialità di nuovi tipi di software - a una creatività mai subalterna agli intenti commerciali: una formula che ha trasformato lo studio, acquisito da Disney nel 2006, in una macchina miliardaria al boxoffice. Questo percorso lungo trentacinque anni oggi è tracciabile su Disney+, la piattaforma che riunisce i corti animati che hanno accompagnato la storia cinematografica della Pixar, da Toy Story e verso l'infinito. Gli ultimi arrivati, pochi giorni fa, i Pixar Popcorn, sono piccoli assaggi (li chiamano "bites") concepiti nel tempo della pandemia.
Nell'aprile dello scorso anno il produttore Andy Bell ha chiesto a dieci squadre creative di realizzare undici storie che pescano dal serbatoio delle saghe amate, da Toy Story a Cars, Alla ricerca di Dory, Coco, Soul. Sono più corti del solito, si aggirano sul minuto contro i sei abituali, quasi tutti fanno a meno delle parole, in modo da essere fruibili per pubblico di tutto il mondo. L'impressione è di un lavoro fatto per realizzare in velocità un prodotto di qualità per sostenere l'offerta sulla piattaforma Disney, visto che la major è in perdita a causa di parchi a tema e sale chiuse.
Molte storie sembrano momenti di quotidiano lockdown, Verso il fitness e oltre, dal mondo di Toy Story, con Buzz che tenta di coinvolgere i giocattoli in una seduta aerobica o la famiglia degli Incredibili che pulisce casa, padre e figli in lotta l'ultimo biscotto rimasto in cucina. In ciascun corto Luxo jr interagisce con il popcorn del titolo in modo diverso. Un divertente antipasto, che fa venire voglia di vederne altri. E sulla piattaforma ci sono davvero tutti. In cima alla lista degli imperdibili, quelli legati al progetto Sparkshorts: corti a basso budget realizzati da animatori interni alla Pixar, pensati come una vetrina attraverso cui ciascuno può mettere in mostra le proprie qualità. Si affrontano temi ancora più profondi e originali rispetto a quelli dei lungometraggi.
La ricerca di novità ed emozioni appartiene al mandato del gruppo di lavoro fin dai tempi di John Lasseter, una mission che prosegue anche ora che alla guida suprema c'è Pete Docter, regista di Up, commovente racconto su perdita e vecchiaia, di Inside Out che esplorava le emozioni di un'adolescente e ora del malinconico Soul: la rivoluzione tecnica ed estetica della Pixar è spesso poggiata sulla scoperta, il dolore, l'esclusione e la diversità.
A differenza dei vecchi film Disney la morale non è mai astratta, ma trainata dalla grande empatia che questi personaggi, topi alla Ratatouille, robot spazzini come Wall-e, giocattoli abbandonati, mostri da abbracciare e anime ribelli riescono a trasmetterci spesso senza parole, attraverso un'espressività irresistibile e straordinaria. Mentre Disney è costretta a vietare ai bambini qualche classico per via degli stereotipi razziali, Pixar ha puntato fin dall'inizio all'inclusività e all'ambientalismo. Da questo punto di vista i corti Sparkshort fanno un passo avanti: Float è il racconto di un padre che per proteggere il figlio speciale - sa volare - dai pregiudizi degli altri cerca di nasconderlo, il regista Bobby Rubio si è ispirato al suo essere padre di un bimbo autistico. Il tema è affrontato anche da Loop, viaggio in barca di un ragazzo e una coetanea autistica: alla fine di una giornata di scoperta e avventure troveranno un modo tutto loro di comunicare. La partita di Geri ha vinto l'Oscar: c'è un vecchietto che gioca a scacchi con un se stesso occhialuto, in palio una dentiera. Da Oscar anche Lou, sulla redenzione di un piccolo bullo, mentre in Out un giovane con l'aiuto di un cane magico riesce a svelare ai genitori che vive con il suo lui. Grazie ai due corti La luna e Bao il nostro Enrico Casarosa e la regista Domee Shi sono approdati ai due prossimi film: Luca, ambientato in Liguria e Turning Red. Un altro film è incentrato su Buzz lightyear, per la gioia dei fan storici e del merchandising. Su Disney+ debuttano la serie con il vecchino e il cane di Up, lo spin off di Cars e l'originale Win or lose: ogni evento sportivo viene raccontato dai punti di vista diversi degli atleti di una squadra. Metodo Pixar.